bla-bla :: scotto

ma adesso torno indietro, al momento in cui lo zio rimediò un colpetto alla narice.
mentre l'uomo si massaggiava il naso il bambino rideva deliziato, ma tutti i bambini quando qualcuno si fa male ridono e poi stavolta non era colpa sua. lo zio comunque era uomo d'onore e quel dolore breve ma acuto non gli tolse del tutto l'uzzolo di giocare il minore. se lo portò in terrazza, dove li seguii, e viste altre girelle plastica pensò bene di staccarle dai vasi per usarle come spade. lui e il bambino cominciarono a schermagliare e ogni volta che lo zio alzava la guardia per cercare di disciplinare in qualche modo il gioco, il bambino lo colpiva sulle gambe con la girella, con forza tale che alla quinta botta l'aveva rotta.
allora lo zio ebbe un'altra idea. con la girella superstite in mano, cominciò a ruotare su stesso urlando guarda come gira! il bambino prese ad imitarlo e dopo qualche giro perse l'equilibrio, cadendo sulle sue stesse gambe.
steso a terra, preda della vertigine, esaltato e impaurito dal mondo che continuava a girare, il bambino sembrava sul punto di imparare qualcosa quando la sua energia diabolica lo fece alzare di nuovo. si guardò intorno cercando lo zio ma era sparito, era rientrato in casa per parlare con la sorella, e tutto quello di vivo che restava all'orizzonte ero solo io.
lo zio, penso solo adesso, era un'altra parte integrante della sua mala educazione. arrivava, lo sfrenava, lo innalzava e poi spariva. anche lui come la nonna non era tenuto a convivere col bambino ma diversamente da lei non ne esaltava le presunte doti civili, bensì quelle animali, esattamente come fanno certe persone col tuo cane: lo girano, lo voltano, lo aizzano e infine lo lasciano con la lingua penzoloni a guardarsi intorno. il bambino era un giocattolo a molla che lo zio caricava e spediva a roteare sul pavimento, veloce, sempre più veloce, finché non se ne stancava. da un punto di vista politico lo zio somigliava a quelli di potere al popolo, tutti canti, balli e putipù. il bambino era la sua massa, così facile all'entusiasmo e, volendo, anche alla violenza, che una volta ogni tanto andava agitato per fargli fare la schiuma. ma tutte quelle piroette, gli slogan e le grida erano più un gioco dello zio che del bambino e finita l'esibizione restavano solo la puzza di sudore e l'attesa della prossima esplosione, che sarebbe stata quella buona, quella veramente bella, e che non veniva mai.

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