bla-bla :: scotto

mentre rimugino queste ovvietà madre e nonna sono riuscite a calmare il bimbo, che improvvisamente è passato dalle lacrime a una gioia illimitata. è così felice che gli sia riuscito un'altra volta il gioco che comincia ad emettere grida acutissime, di un'intensità davvero sbalorditiva. il suo "hiiiiiii" è così forte e acuto da raggiungere la soglia del dolore acustico, specie per me che sono un po' debole di orecchio.
il suo grido, si noti, è completamente innaturale. per la madre deve essere una manifestazione spontanea di gioia, commuovente nella sua intensità, invece è un gesto voluto, calcolato. il bambino si sta coscientemente sforzando di emettere il suono più acuto e violento che conosce. si vede benissimo che atteggia la bocca e contrae il collo con intenzione, per vedere fin dove può arrivare. questo grido di gioia in realtà è una specie di ruggito, un'arma usata per riconfermare la sottomissione degli altri, che devono sopportare e anche sorridere.

tutto contento, soddisfatta la sua pretesa di preminenza, il bambino comincia a giocare in modo più normale. prende un camioncino di plastica e lo struscia sul ripiano davanti alla televisione, da cui già manca uno strato di pittura, a riprova che la scenetta non è nuova.

a questo punto la nonna dice "ma ha mangiato?", e saputo delle difficoltà nutritive si illumina: è chiaro che il bambino ha fame, per questo fa così!
un attimo di tensione tra madre e figlia: l'implicito rimprovero di trascurare il bambino. se mi trovassi tra le due, i loro sguardi mi incenerirebbero. per fortuna sto sul divano e faccio finta di niente.

allora ricomincia la manfrina della colazione. la nonna prende altro latte, che viene rifiutato, e altre merendine, ugualmente sbocconcellate e sputate. ma è chiaro, il bambino si è agitato, si è commosso: per questo non mangia quieto e assennato come al solito. la fame lo fa sclerare, lo sclero gli leva l'appetito, e di nuovo, e di nuovo.


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