bla-bla :: scotto

comunque il fatto non era finito.

improvvisamente suonano alla porta ed è la nonna, che abita al piano di sotto. appena la vede il bambino comincia a saltellare di gioia mentre io sempre più imbarazzato mi presento.
la tipa che teoricamente volevo portare al mare dice "menomale mamma dai un occhio a fífi mentre mi cambio" e sparisce in fondo a un corridoio. restiamo io e la signora a fare salotto.

in quel momento noto un piccolo acquario. prima mi era sfuggito perché l'acqua è completamente verde. ogni tanto affiora un'ombra e, si direbbe, di un animale sproporzionatamente grande rispetto all'acquarietto. fanno anche acquari per rospi giganti? mi chiedo, mentre la signora mi spiega che il nipote non solo è il più bello dell'asilo (ed è effettivamente un bel bambino, con grandi occhi scuri), ma è pure di un'intelligenza e una sensibilità senza pari. mentre me lo dice il piccolo genio esce sulla terrazza e rientra alla guida di una macchina a pedali con cui riprende i giri attorno ai mobili e pretende che uno di noi faccia il carabiniere. la nonna si presta e per dieci minuti i due inscenano cinquanta volte un controllo di polizia.

nel frattempo noto che si sono fatte quasi le dieci e non sapendo che fare raccolgo la mia scatoletta dei lego calciata sotto il tavolo e mi metto a montare i pochi pezzi. il bambino se ne accorge e come un fulmine spazza il tavolino da caffè col braccio e butta tutto per aria gridando che è suo. comincio a dire "ma che ca" e poi mi ricordo della nonna, quindi sorrido ipocritamente e aiuto il moccio a raccogliere i pezzi, dopodiché il bambino perde di nuovo interesse ed esce sulla terrazza, da cui torna con una di quelle girelle colorate che funzionano a vento e comincia a sbatterla con non poca forza sulla parete, staccandone qualche scaglia di pittura verde petrolio.

in quella rientra la madre, vestita esattamente come mezz'ora prima, che comincia a gridare. "fífi adesso basta, BAAASTAA!", tanto che quasi mi spavento. io, ma non il bambino, che anzi non se ne fotte proprio. la nonna dice non gridare mentre la madre parte con una serie di minacce iperboliche: punizioni, collegi, abbandoni, manca solo la minaccia di morte, ma il bambino se ne infotte. allora la madre dice "adesso ce ne andiamo e ti lasciamo qui!" e presomi per mano mi tira fuori dalla porta.

appena usciti, sentiamo un urlo micidiale e un soqquadro come se qualcuno stesse buttando i mobili giù dal balcone. la donna spaventatissima riapre la porta e vediamo il bambino in lacrime che salta dal divano sulla cassa dei giochi, mentre la nonna cerca inutilmente di acchiapparlo.

seguono quindici minuti in cui bisogna calmare il bambino. io nel frattempo mi siedo sul divano a guardare la televisione e a tirare le somme.

asphalto FAQ
categorie Espandi/contrai