tedio bla-bla :: Cortocircuito: Embraco-Whirlpool, Calenda, l'etica, il lavoro, il NEOLIBERISMO, il cattolicesimo e 'ste robe qua...

Vedere Calenda innervosirsi per il comportamento poco etico di una impresa mi ha lasciato un po' perplesso. Ma sono anche perplesso dalla mia reazione, cos'altro avrebbe dovuto fare?

Ciò che mi perplime, è che seppur vero che il jobs act non ha nessuna relazione diretta con quello che succede a Embraco-Whirlpool, si inserisce nella stessa logica generale: flessibilizzare il lavoro con la speranza di rendere l'attività economica più fluida. E stiamo spingendo in questa direzione da più di 20 anni... non esattamente una novità. Calenda è uno fra i tanti si inseriscono in questo solco.

Eppure, lui, si innervosisce. Eppure lui sostiene che "Da loro" - la Whirlpool - sente "cose mai sentite". Le cose mai sentire sono in realtà abbastanza prosaiche: la whirlpool risponde ai sui investitori e cerca di produrre a meno, spostando la produzione in un altro sito in Slovacchia. Tutte le ragioni di Embraco sono ragionevoli, e non mi paiono poi così inaudite.

Perché innervosirsi dunque? Tutto ha una sua razionalità e ragionevolezza, che per altro è la stessa che il governo (uscente) ha più o meno sempre spinto, razionalmente e con ragionevolezza. Credo che ci sia un cortocircuito. Ma non riesco a vedere in cosa consiste esattamente.

Per questo ho pensato di scrivervi, cari amici 😘🤗. Secondo voi, cosa provoca questo cortocircuito (if any - sempre se poi esista) - è come se il ministro fosse stupito che la la libertà sia poi davvero usata da chi può. E questo è strano: come dovrebbe essere altrimenti?

Mi chiedevo se questo cortocircuito non possa essere spiegato da un cattolicesimo strisciante in ogni istituzione italiana, latente e non conscio, che sebbene liberi bisogna comportarsi "eticamente". Come se tutto quello che non è illegale, non sia necessariamente giusto. Ma questo è illogico, non ha senso: l'unica conclusione logica è che se qualcosa è legale, va bene. E Embraco-Whirlpool non sta facendo nulla di illegale.

Ma metterla sul legalese, in furum pieno di terroni con penchant per il borbonismo e azzeccagarbugli è pericoloso. La mia domanda è più sociologica che altro: da dove viene, secondo voi, il cortocircuito che mi sembra di vedere?

p.s.: Apro una nuova discussione perché un forum dovrebbe funzionare così, invece che discutere tutto in 3 eterne discussioni sconclusionate.

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-::1771774
perché qui non si è mai sviluppato un welfare moderno?
mi ha mandato una camionetta gonzokampf ingiungendomi di linkare questa teoria di fine ottocento - e io ho obbedito, se non altro perché così magari puoi smetterla con questa autocommiserazione by proxy
asphtimer

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Lord H.::1771786

-::1771774

perché qui non si è mai sviluppato un welfare moderno?
mi ha mandato una camionetta gonzokampf ingiungendomi di linkare questa teoria di fine ottocento - e io ho obbedito, se non altro perché così magari puoi smetterla con questa autocommiserazione by proxy


francamente credo che questa teoria non spieghi una beneamata sega: vuoi dire che l'italia è un insieme di comunità e non una vera e propria società? attorno a me, quando crescevo, non vedevo comunità ma solamente una società di merda.

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-::1771887
attorno a me
Specifica almeno regione e provincia!
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)

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-::1771887
attorno a me, quando crescevo, non vedevo comunità ma solamente una società di merda
anche oliver twist, ma lui non tentava di costruirci sopra delle tesi sociologiche.
asphtimer

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-::1771774
ho fatto un periodo di disoccupazione in Francia a 1500 euro netti al mese


dove stanno ora quelli che "in fondo in italia non è così male?"

f205v::1771779
il più italiano degli italiani in realtà si sente italiano solo quando non si sente della regione X che a sua volta è valido solo quando non si sente della provincia Y che a sua volta passa in secondo piano rispetto al sentirsi del comune Z che ovviamente soccombe di fronte al sentirsi del quartiere/contrada .


sì ok è la vecchia teoria del familismo amorale però non mi pare sufficiente. Un bretone e un guascone o un prussiano e un bavarese non hanno molto più in comune di un piemontese e un molisano.
Io credo che il rispetto per lo stato derivi anche da quanto lo stato ti da rispetto a quello che ti prende.
So che sono un po' fissato sulla napoli-portici(*) ma imho la scelta di comprare i voti del sud con i soldi del nord ha tolto il rispetto per lo stato agli uni e agli altri


(*) ho abbassato l'audio per via del vostro coro di nooooo!!!!!!!.....
giuro che il mio unico scopo nel resto dei miei anni diventera' scoprire dove abiti e piantarti un cacciavite in un occhio ('u Prufissuri)

Chi urla di piu' la vacca e' la sua

Colpa mia che mi ostino ancora a dire cose intelligenti su Internet

scotto
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gonzo ma dove la richiama questa esigenza di programmazione che dici? il tipo fa delle domande, giuste e banalissime.

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scotto::1771939
gonzo ma dove la richiama questa esigenza di programmazione che dici? il tipo fa delle domande, giuste e banalissime.

1. E’ meglio ostinarsi a difendere produzioni sulle quali competiamo con paesi in meno sviluppati oppure dovremmo guardare alle attività prevalenti nei paesi con costo del lavoro e fisco più simili al nostro?

2. Cosa possono fare la politica e lo Stato per arginare l’esodo di lavoratori e imprese? Per rendere meno difficile la vita a chi ha voglia di lavorare e produrre per creare valore per la collettività? (...)

Domande che si collegano alla parte forse più ovvia dell'articolo:
Da una parte, i paesi ricchi ed avanzati, ci sottraggono i cosiddetti “cervelli”, dunque i lavoratori (e i contribuenti e consumatori) con avanzate competenze tecniche e reddito elevato che non trovano in patria adeguate opportunità per esprimere il proprio potenziale, che invece all’estero si realizza e contribuisce al benessere delle nazioni che li accolgono. Dall’altra, i paesi meno sviluppati sono sempre più in grado di competere nelle produzioni che costituivano la spina dorsale del nostro apparato industriale.

Svegliatemi per l'apokatastasis

scotto
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e tu ne deduci che il tipo vuole una programmazione statale dell'economia? sta solo dicendo che ovviamente è inutile mantenere produzioni che non possiamo mantenere.
e sta anche dicendo meno tasse e burocrazia. ovviamente, dio cane.

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gonzokampf::1771930
L'autore è un esperto di PNL
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.

calenda man
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psycho::1771959

gonzokampf::1771930

L'autore è un esperto di PNL
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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Ottimo articolo che forse dà una risposta alle mie domande: http://open.luiss.it/2018/03/02/dietro-la-sorprendente-tenuta-di-berlusconi-ci-sono-la-struttura-economica-italiana-e-un-interesse-diffuso-per-lo-status-quo/

Un equilibrio ad alto tasso di corruzione e bassa responsabilità è generalmente vantaggioso per i segmenti meno innovativi e competitivi delle élite politiche ed economiche, che ne traggono beneficio e sono protetti da una shumpeteriana distruzione creativa. È generalmente dannoso per i cittadini e le imprese, al contrario. Ricorrono alla corruzione e al clientelismo principalmente per ottenere, come beni privati, quei beni pubblici che l’inefficienza del sistema di governance nega a loro: in tale equilibrio può essere individualmente razionale per loro impegnarsi in tali pratiche, perché a meno che una buona parte di cittadini e imprese non siano in grado di coordinare le proprie azioni – votare, manifestare, respingere e denunciare la corruzione – in modo tale da modificare l’equilibrio esistente, un calcolo di costi e benefici generalmente favorirebbe i comportamenti opportunistici rispetto a quelli mossi da spirito civico.

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