porno deliri :: UniversitÓ della Fregna

Sarà stato il terzo anno di università, non ricordo. Comunque erano età geologiche che non scopavo, sebbene in facoltà non mancassero candidate allo scopaggio ma in ogni caso non erano interessate, che ne so. Avevo preso l'abitudine di calmarmi i bollenti spiriti facendo una sorta di puttantour a piedi, selezionando accuratamente gli annunci cartacei sul noto giornale locale e una due volte al mese me ne andavo a fare un giro, ostentando interesse per il chiavaggio ma il più delle volte volevo andare lì solo per vederle annoiate e mezze nude, pronte a farsi chiavare per cinquantamilalire o poco più (sì, quelli erano i prezzi di allora. Per centomilalire già salivi di livello e potevi scoparti una straniera). Una volta, gira e rigira, passai per una via dove non ero mai stato, perché solitamente questi annunci cambiavano ragazza a rotazione, dopo tre settimane ed erano sempre gli stessi (cosa che mi suscitò sempre grande perplessità sulla efficienza delle forze dell'ordine che non potevano non sapere quello che chiunque avrebbe saputo girando per questi appartamenti una o due volte). In ogni caso, si trattava di una via laterale, curiosamente a 300m dalla facoltà. Suonai al campanello, mi indicò l'interno e, come al solito, mi si palesò la solita porticina semiaperta con il tipico profumo infestante da troia che usciva dall'appartamento. Ma quella volta non era da sola: era la stessa tipa che avevo visto due settimane prima ma c'era una collega. Lei era piuttosto giovane, bionda, snella, con indosso solo lingerie rossa senza mutandine e calze a rete. La sua collega era un po' più in carne, mora, in bikini. Appena entrato (e chiudendo la porta subito dietro di me) se ne uscì con: "ancora tu? ma vieni solo a guardare? stavolta stai qui o chiamo qualcuno." Mi prese in colpo, cercai di dire che non ero io, ma la troia evidentemente aveva una memoria di ferro oppure le ero rimasto impresso. Si mise a parlatore in dialetto con la collega, lamentando che io ero uno di quelli che veniva solo a rompere il cazzo e che magari manco mi veniva duro. Punto sull'orgoglio mi intromisi dicendo che mi veniva durissimo solo che ero studente e non avevo soldi per pagare una chiavata ad una, figurarsi a due. A quel punto mi guardò e mi chiese sibilando: “quanto hai nel portafogli?" Le dissi che avrò avuto al massimo trentamila lire – e in effetti ne avevo venticinquemila lire perché ero stato appena in mensa. Mi disse: “Ok, va bene, possiamo fare qualcosa per venticinquemila lire." Evidentemente aveva creduto che fossi lì per tirare sul prezzo mentre invece ero davvero solo un povero stronzo di studente che, le resi noto, in mezz'ora doveva di nuovo andare a lezione. A quel punto la tipa mora si mise davanti alla porta e disse: "ma sei davvero uno stronzo a non voler restare!" Quindi capitolai e chiesi che potevano offrire per venticinquemila lire. Una scopata no di certo. Un bocchino, forse, ma solo da una di loro. E mi arrazzavano tutte e due. Chiesi se potevano dividersi un pompino, succhiando una a turno, ma la mia logica pornografica e comunista non persuase le tue capitaliste della fregna che dissero che al massimo in due potevano tirarmi una sega. Il cazzo guizzò nelle mutante in segno di risposta. Mi spogliai e mi misi sul letto, avendo cura di pagare in anticipo il dovuto. Mi sdraiai a gambe aperte mentre la mora mi agguantò il cazzo, impomatandolo con una profumatissima crema, mentre la sua amica mi si mise a fianco, abbracciandomi e accarezzandomi il petto tra le sue tette. Per quanto provasse però non riuscivo a venire, mancava di ritmo e a volte mi faceva pure male. Nel giro di cinque minuti cominciato a spazientirsi, per cui proposi che fossi io a menarmelo mentre loro mi avrebbero messo a disposizione i loro piedi da leccare. Ed ecco che in due minuti mi schizzai addosso mentre avevo in bocca un piede della bionda e la mora invece ridacchiava dicendo che ero un frocio. Mi asciugai malamente la sborra di dosso con dei fazzoletti mentre la mora si mise a rispondere al telefono. La bionda restò a guardarmi mentre mi vestivo, toccandosi e dicendo che magari la prossima volta sarei passato per chiavarla e che mi avrebbe fatto lo sconto. Le dissi, si certo, come no. Uscii con i vestiti un po' appiccicosi e un profumo da baldracca addosso. Appena girato l'angolo mi imbattei nel professore che stava andando defilato a lezione e quasi gli andai adesso. Parlammo per la via dell'esame mentre avevo in bocca ancora il sapore dolce dei suoi piedini e mi chiedevo se si capisse che ero appena stato a troie. Entrai poi a lezione senza riuscire a capire letteralmente nulla, anche perché tutto il sangue continuava a rifluire nel cazzo – il quale mi implorava di cercare un bancomat e tornare a chiavare le due. Quando tre settimane dopo, tornato in sede, andai a trovarle, non c'erano più. Al loro posto una portoghese grassoccia malamente depilata.

“Ma non è meglio se pensi solo alla fica, ritardato di merda?”
(Il tubone)

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Inospitale::1767156
Punto sull'orgoglio mi intromisi dicendo che mi veniva durissimo solo che ero studente e non avevo soldi per pagare una chiavata ad una, figurarsi a due.
Ahahahah, comunque quando ero studente forse avevo più soldi da spendere in spese voluttuarie (=disagio).
Inospitale::1767156
Quando tre settimane dopo, tornato in sede, andai a trovarle, non c'erano più. Al loro posto una portoghese grassoccia malamente depilata.
Sic transit.

Svegliatemi per l'apokatastasis

scotto
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https://m.youtube.com/watch?v=Oojhk9PJLtk

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scotto::1767158

https://m.youtube.com/watch?v=Oojhk9PJLtk

impiego piú volentieri il mio tempo mandandoti a cagare con questo post

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