blog bla-bla :: sulle tracce di pacciani

sono giunto nella fascinosa brescia in cerca di pacciani ma per ora ho visto solo un numero esorbitante di negri.

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Inospitale::1759458

scotto::1759444

qualche fica simil venexiana





autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

scotto
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il barista bresciano, quando gli ordini un caffè, ti chiede se lo vuoi "liscio".
come tutto il settentrione, ignora l'abitudine di accompagnare il caffè con un bicchiere d'acqua.

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Quanto euri costa un bicchiere d'acqua?

scotto
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signorilità vorrebbe che venisse incluso nel prezzo del caffè, ma da quel che vedo il bresciano non la pensa così e lo vende a 50 centesimi, ladroneggiando.
prima però ti chiede se lo vuoi freddo o ambieeente.

scotto
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p.s. il bresciano (ma non solo lui) non pronuncia "bar", bensì "bahar".

scotto
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il bresciano, nella sua fiera indipendenza, legge il giornale di brescia, con suo grande giovamento (suo del bresciano). penso che sia il giornale locale più lungo d'italia. l'edizione domenicale aveva un numero inverosimile di pagine e avrebbe fatto la gioia di qualsiasi pescivendolo. sfogliandolo pigramente l'unica altra cosa che mi balza agli occhi é la frequenza di doppi cognomi.

scotto
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il fatto è che questi terroni del nord non hanno ancora capito a che serve 'sto bicchiere e quindi non ti danno quello di plastica riempito a metà, ma il bicchierone di vetro o addirittura quello alto da bibita. ti versano quindi mezzo litro d'acqua, che è completamente inutile. da ciò il mio virare verso le macchinette, che fanno un caffè altrettanto buono (cioè altrettanto schifoso) di quello del bahar.
noto anche che a brescia ci sono macchinette ipertecnologiche, con schermo gigante e la possibilità di aggiungere il "topping" e di suggerire l'abbinamento con fragranti biscottini di produzione cinese, da intingere nel bicchierone di "pura arabica con granella di pistacchio". il prossimo passo in avanti della caffetteria umana e automatica di brescia sarà escogitare un modo di preparare bevande che non abbiano tutte l'identico sapore di uórgio ammuffito.

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Perchè non raccogli queste sparse note molto interessanti in qualcosa di più organico come un diario di viaggio alla Goethe, il quale pure evitò di passare da Brescia e altre plaghe contigue affette da scrofola ed ergotismo e quindi colmeresti una lacuna storica.
Potresti intitolarlo "Inseguendo Pacciani".
Un libro che parla di tutto meno che di dove sia finito Pacciani, alla Tim O'Brien.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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scotto::1759473

il barista bresciano, quando gli ordini un caffè, ti chiede se lo vuoi "liscio".

come tutto il settentrione, ignora l'abitudine di accompagnare il caffè con un bicchiere d'acqua.
da noi (che vi ricordo l'espresso lo abbiamo inventato) il bicchierozzo di selz c'è sempre. o quasi.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

scotto
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la maggior parte delle mie banali osservazioni vale per tutto il nord. non ho ancora capito quale sia il proprio del bresciano, anche per la difficoltà di trovarlo in mezzo a tutti questi stranieri (che sarebbero circa 1/6 della popolazione).
c'è da dire che asiatici e mediorientali sembrano non dare alcun fastidio, mentre attorno alla stazione ci sono gruppetti di negri dall'aria più pericolosa e ho visto anche qualche slavo isolato dall'aspetto patibolare autocandidatosi al ruolo di parcheggiatore abusivo e/o di generico camorrista. sono stato anche in una bettola italo-russa e il titolare sfoggiava una foto con putin insieme al papa e serviva la pasta con le fette di pomodoro crudo, cosa che avevo visto solo in albania.

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sono qui solo perché avevo letto "sulle trecce di Pacciani"

scotto
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comunque sento crescere intorno a me una tacita ma feroce ostilità. le lampade semaforiche sembrano accordarsi per farmi attendere più del necessario e alcuni alberi hanno tentato più volte di colpirmi con le loro pigne.

scotto
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ero in uno dei vari palazzoni e mentre aspettavo ho notato un negro giovane, riccio, con la testa simile a quegli affari che si usavano una volta per tenere ferme le tapparelle, che sedeva tutto serio e impettito, con un foglio in mano e l'aria preoccupata. un paio d'ore dopo sono ripassato e il negro era ancora lì, nell'identica posizione, finché all'improvviso si è alzato e con cautela si è avvicinato a una femmina chiedendo qualcosa. mormorava e mostrava il foglio con un gesto trattenuto, come se fosse cosa sconveniente o di importanza tale da non potersi mettere in mani sbagliate. la donna non capiva niente del mormorio e chiedeva in giro se qualcuno sapeva l'inglese (benché il negro all'apparenza non parlasse inglese, ma uno di quei loro diabolici miscugli di lingue). sopraggiungeva quindi un'altra femmina, molto graziosa, e la sentivo dire al negro che doveva andare al nono piano, nain, nain! alle sue spalle c'erano gli ascensori ma lui evidentemente non sapeva cosa fossero, o comunque non aveva capito nulla. ricevute le informazioni che non capiva, aveva ringraziato con un cenno della testa e si guardava attorno smarrito, mentre le due femmine si allontanavano parlottando.

allora, atteso un altro poco, ho schiacciato il tasto dell'ascensore, che si è subito aperto alle spalle del negro. con un gesto eloquente gli ho indicato il varco e lui é entrato nella scatola, restando fisso come un soldatino di piombo. guardava dritto davanti a sè, con la faccia sempre serissima e inquieta.

capendo che non era in grado di manovrare l'ascensore, e che forse non ne aveva mai visto uno, oppure non sapeva leggere i numeri sulla pulsantiera, ho allungato il braccio e non senza pericolo ho schiacciato il nove, e le porte si sono richiuse su colui.

ho fatto bene, male? che ne sarà stato del negro una volta giunto al nono piano? avrà capito che doveva uscire o sarà rimasto tutto il giorno nell'ascensore col suo magico foglio tra le mani? non posso saperlo, ma fatto sta che tornando il albergo e percorrendo una via buia e solitaria a un tratto ho visto venirmi incontro un negro che camminava balzelloni. istintivamente mi sono irrigidito e ho guardato attorno per vedere se ci fosse qualcuno, mentre il grottesco individuo si avvicinava sempre più veloce a passo saltellante. non c'era un'anima, però, nemmeno il cane rabbioso solitamente rinchiuso in macchina, e quando ho visto il negro a un metro scarso da me che alzava il braccio ho temuto che sarei stato costretto a combattere. "buona pasqua capo!", ha invece gridato, e io dopo alcuni secondi, mentre lui svoltava ormai in un vicolo, ho risposto"anche a te".

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era il negro del pasquale futuro



quando il saggio indica la luna lo stolto si infila delle scolopendre nel cazzo

scotto
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AHAHAUAHAHAHAHHRKH WAS HQH ED HQHQVAVSHL

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comunque mi accorgo che nel mio piano c'è una falla. secondo un antico insegnamento, credevo che per trovare pagiani bastasse andare in piazza e aspettare che passasse, ma poi mi sono ricordato che pagiani stava completando un decennale corso di laurea in non so quale altra città, e in ogni caso non so che aspetto ha.

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E soprattutto Pacciani non a Brescia.
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)

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ma dove inizia questa esotica usanza di servire il caffè con un bicchiere d'acqua? da Roma in giu o dal Volturno in giu?

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Veramente il bicchierino d'acqua te lo danno tutti i bar appena civili del piemonte, nonchè alcuni quasi civili anche in lombardia.
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)

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f205v::1759520

Veramente il bicchierino d'acqua te lo danno tutti i bar appena civili del piemonte, nonchè alcuni quasi civili anche in lombardia.
allora fino ad adesso ho frequentato solo bar malfamati! però al bar di porta nuova a torino non me lo hanno mai dato il bicchierino d'acqua.

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boh, io di solito giro zone di provincia (principalmente TO, CN, AT) e sono sicuramente di più le volte che me lo danno da quelle in cui devo essere io a chiederlo.
An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)
La vita è una malattia incurabile, bisogna solo avere pazienza ed aspettare che passi. (f205v)

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Qui in tuscania mai successo.
Però capita sovente che mettano un cioccolatino o uno di quei chicchi di caffè rivestiti di cioccolato.
Il che non giustifica la barbarie, sia chiaro.
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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Questa abitudine di accompagnare l'acqua al caffé non l'ho mai capita molto, contrariamente all'abbinamento con il whiskey. L'unica cosa che riesco ad avvicinare al caffè è la grappa (in rapporto di 1:1 solitamente). Potrebbe anche essere che le mie origini venete mi condizionino lievemente.
L'ultimo dei boia da cani

scotto
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fatti in bel caffè dopo aver mangiato mortadella e forse capirai perché prima di berlo le persone a modo bevono un po' d'acqua.

altro problema dei bresciani e dei settentrionali (che forse ho già menzionato) é che per loro l'orzo per antonomasia é quello grande, mentre per me è il piccolo. quindi ogni richiesta di orzo produce un tazzone da latte pieno di brodaglia a 115 gradi, con un vago sapore di ceci, castagne e carta da culo usata.

é davvero incomprensibile che il barista bresciano ti chieda SEMPRE se il caffè lo vuoi "liscio", come se non esistessero parole per chiederlo macchiato o on the rocks, e invece vada sempre sicuro sull'orzo formato "degente di pochi mezzi".

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scotto::1759485
a maggior parte delle mie banali osservazioni vale per tutto il nord.
ma non dire cagate
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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il fatto che scotto non abbia ancora descritto in dettaglio le femmine bresciane fa calare un triste sipario sulla sua eterosessualità.

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