cut-n-paste bla-bla :: [BDSM] Feminist submission

insomma, ricercando un po' a riguardo mi sono ritrovato a leggere qualche contributo dedicato all'argomento, googlando feminist submission si ha accesso a un discreto numero di opinioni a riguardo con tanto di partecipate sezioni commenti.
la cosa che mi affascina maggiormente è il grado di volta in volta diverso di conflittualità espresso dai vari contributi, dove la linea tra "cerco di giustificare le fantasie di cui mi un po' mi vergogno ma di cui non posso fare a meno" e "l'emancipazione sessuale della donna non può di certo tradursi in proibizionismo e autocensura" è sottilissima e di volta in volta varcata in maniera più o meno convincente.

il conflitto tra femminismo e fantasie *submissive è stato spesso ritenuto uno tra i principali colpevoli dell'implosione del movimento del '68 (e il suo strascico negli anni 70, second-wave feminism etc.), dove testimoni narrano di uomini interni al movimento incapaci di accettare le posizioni delle loro "compagne". nel dibattito femminista si consumava una battaglia tra posizioni fortemente anti-pornografiche contro voci isolate -e in parte supportate da uomini interni al movimento- che invece accusavano quest'ultime in primo luogo di limitare la libertà di espressione, e in secondo di moralismo e puritanesimo.

facendo un salto mortale, i conflitti della sinistra di oggi sono sostanzialmente in linea con i conflitti delle giovani submissive feminist.
prendiamo un esempio: io potrei tranquillamente definirmi femminista, sono -quasi- razionalmente anticapitalista (nel senso che non scelgo ideologicamente di esserlo, ma finisco per doverlo essere) e supporto quindi la causa basilare del femminismo classico: emancipare la donna dalla condizione di labor non retribuito -l'atto riproduttivo e la gestione della famiglia ai fini della produttività del lavoratore maschio- impostole dal capitale nella sua organizzazione di stampo imperiale, quella gestita e organizzata da uomini. (attenzione: sono cosciente che siano stati fatti enormi passi avanti ma su scala globale -postcoloniale- permane invariata una struttura sociale con una divisione classica tra i ruoli della donna e dell'uomo).
conseguentemente nel compiere l'astratta (ma irrinunciabile!) operazione di desiderare una rivoluzione, mi auguro una rivoluzione al femminile. sto parlando di puri impulsi di desiderio sovversivo, sono affascinato irrazionalmente da una forma di matriarcato rivoluzionario, a base di ceffoni e carnevale.

non vedo positivamente la mercificazione e "oggettivizzazione" del corpo della donna, ma non posso che continuare a definirmi contrario alla censura del pornografico e di tutti i suoi derivati. non perchè non sia cosciente della problematicità di determinate rappresentazioni, certamente non mi felicito di vedere inguardabili individui arricchiti da industrie squallide che speculano sulla deformazione dei desideri collettivi del maschio (e soprattutto sulla definizione a priori di cosa un maschio debba essere e debba fare, a letto e non) ma di fatto è una narrativa esistente, e come tale non è possibile cancellarla, bensì sovvertirla, renderla impotente e superata.
è chiaro che parlo di una convinzione di carattere squisitamente politico. a differenza dei militanti del 68, mi trovo in un contesto radicalmente differente e sono cresciuto nella prima fase di internet, la mia adolescenza e le mie prime seghe si sono svolte al doloroso ritmo delle immagini porno scaricate a 56k (dove la figa era spesso nella metà bassa dell'immagine, aumentando quindi la sofferenza) e sono da che ho memoria sessualmente orientato verso atteggiamenti dominanti. desidero possedere femmine fisicamente affini ad un determinato tipo di rappresentazione mainstream (anche se posso vantare un sistema immunitario che mi rende completamente inappetibili le perfette idiote e le donne vestite da cretine) non mi tiro indietro se c'è da provocarle nell'atto sessuale con una mano al collo un po' troppo stretta, due dita in figa al bar, una tirata di capelli o un graffio, non mi dispiace sodomizzarle (sebbene non sia la mia passione) così come spargere il mio seme in libertà.

il mio equilibrio dopo anni di conflitti non superati è oggi sostanzialmente semplice: accetto il mio desiderio dominante, non lo pongo in conflitto con le mie convinzioni politiche e non accetto che mi si caghi il cazzo a riguardo. vedo nella realizzazione della pornografia una forma di liberazione (se non altro dal complesso di non poter fare qualcosa che desideri), insomma cerco donne submissive, coscienti di esserlo, femministe, ma con una gran voglia di farsi chiavare. l'unica regola che mi pongo è quella del rispetto della loro volontà, dalla quale per altro dipendono ormai interamente i miei desideri, voglio (nel senso che mi eccito) che sia lei a dirmi cosa fare, cosa vuole subire, foss'anche una sculacciata, se lei non stesse al gioco e lo facesse per me sarebbe una castrazione.
per il resto sono un partner affettuoso e relativamente onesto.

va beh vado libero: se vediamo i movimenti politici come contenitori di proiezioni di desideri collettivi, ci accorgiamo che è possibile riorganizzarli in categorie sessuali abbastanza facilmente identificabili (o almeno più facilmente che non scandagliando l'inestricabile labirinto retorico dei contenuti di ogni singolo programma di partito, e l'effettiva consapevolezza riguardo ai contenuti di chi quei partiti li vota). il fatto che non ci sia al momento nessun movimento che rappresenti questa realtà sessuale di molti, ovvero una sessualità "post", prima depravata e poi liberata, è una grave carenza dei movimenti contemporanei.
tralasciando l'offerta asessuale della destra moderata e quella post-imperialista e maschilista del populismo berlusconiano/trumpiano/grillesco abbiamo o l'offerta conflittuale al massimo delle sinistre moderate, che tentano di definirsi a sinistra con una sessualità di destra, o quella strozzata sfigata e moralista delle sinistre polically correct. insomma ancora tutto in bianco e nero: o sborri in faccia alla tua donna tenendola per i capelli sul retro della tua porsche cayenne (o della tua ape, se sei brad) o sei un mostro se lo fai, il resto è frustrazione e minoranze non rappresentate.

/thread

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Ma casomai lo smagliezzamento dei vostri cervelli bacati, accetto invece il rimprovero sul rofoold me twice, shame on me indeed.

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ma io, tormentoni a parte, non capisco in quale modo mi sarei preso vantaggio di ponezzoir se non raccogliendo - né più né meno - gli spunti di discussione da lui prodotti motu proprio. giova ricordare che il presente thread parte dall'ardito sforzo analogico che affianca "i conflitti della sinistra" ai "conflitti delle giovani submisive feminist" (sic, anglismo dell'autore). la discussione è stata poi rimpolpata con le lamentele di una ignota artista-blogger (il cui lavoro consiste essenzialmente nella produzione di tazebao e minuscole minchie di cartapesta) nonché coll'urban gardening, rendendo vieppiù gravoso lo sforzo di tenere il discorso entro margini di mutua intellegibilità. non nego affatto di nutrire un certo interesse per l'argomento e di avere anche qualcosa da dire, ma la semplice richiesta di chiarimenti su affermazioni circostanziate ha prodotto un padule francamente ingovernabile. concludo quindi che: ciò che dapprima non appare sostanziale lo diventa poi, perché il disordine concettuale che alligna dietro alla sequenza di petitiones del nostro mi rivela la reale natura della sua persuasione, che per brevità definirò sentimentalistica. il resto è per lo più costituito da tentativi di razionalizzazione a posteriori, inconcludenti sul piano argomentativo. chiarito che non c'è nulla di male nei moti spontanei dell'animo, sorvolo invece sul perché ritenga questa ambiguità nociva al dibattito e ancor più alle posizioni che egli vorrebbe sostenere su un piano di oggettività.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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rodolfo::1765420
la discussione è stata poi rimpolpata con le lamentele di una ignota artista-blogger (il cui lavoro consiste essenzialmente nella produzione di tazebao e minuscole minchie di cartapesta) nonché coll'urban gardening

ma guarda che fondamentalmente concordo, si é andati via via nel corso del dibattito affare inculo, le premesse mancanti erano davvero troppe, così come i temi buttati sul tavolo, e non a caso il dibattito era stato da tempo archiviato. quello di cui lamento ora (gonzo si, rosicando, ovviamente) l'assenza è una vera ragione per riaprirlo, special modo se nei medesimi termini.
il delirio a capo-thread è discutibile in tutto e per tutto ma almeno ha avuto il merito di aver buttato sul tavolo dell'asphalto una pagina nuova. se poi a seguire un dibattito sensato sul femminismo nella sua concezione più ampia -fatto tra soli uomini su un forum decrepito dove sostanzialmente l'opinione di chiunque tranne me è "le femministe ti denunciano se le compri il gelato"- possa avere senso, io non lo so, ma ne dubito.

la mia persuasione è sentimentalistica. può darsi, nella misura in cui una persuasione sentimentalistica può presentarsi come una risposta al cinismo. resta che la premessa storica che mi sono inutilmente sforzato -negli ultimi post- di impiegare come potenziale binario di un dibattito ormai deragliato, è quella del materialismo dialettico (in marx), di per sè gran poco sentimentalista.
quello che è mancato e manca a questo possibile dibattito è uno spazio dove contestualizzare una possibile discussione, l'asphalto non si presta in nessun modo se non come catalizzatore di conflitto.
però walà, non è che mi aspettassi che il tema venisse accolto a braccia aperte, non sono abbastanza sentimentale da poter immaginare che l'asphalto si potesse prestare seriamente a un dibattito femmista sulla sessualità, la rappresentazione e la politica con la stessa facilità con cui vengono sfoderate minchie nel thread delle tette.
ci si è divertiti, e pur non avendo chiarito un cazzo mi pare si sia nonostante tutto andati da qualche parte*.

*a cagare, ça va sans dire.

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io da rebis mi farei dominare e la dominerei volentieri, ma anche nessuna delle due, ecco
"Definirsi di destra o di sinistra è uno dei modi che un uomo ha per autoproclamarsi imbecille”

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il pwnezzatore::1765435
il delirio a capo-thread è discutibile in tutto e per tutto ma almeno ha avuto il merito di aver buttato sul tavolo dell'asphalto una pagina nuova.
Cioè la rivoluzionaria affermazione secondo la quale alcune femministe nel loro privato possano aver piacere a esperimentare determinate dinamiche di dominazione? Minchia, ho le vertigini.
il pwnezzatore::1765435
il delirio a capo-thread è discutibile in tutto e per tutto ma almeno ha avuto il merito di aver buttato sul tavolo dell'asphalto una pagina nuova.
Come ti è stato più volte fatto notare, con toni molto più pacati rispetto a quelli che sarebbero stati usati qualche tempo fa, è che non si capisce cosa tu abbia da dire sul
il pwnezzatore::1756497
conflitto tra femminismo e fantasie *submissive
che, ripeto, di per sé è tutto tranne che fresco, tanto che risulterebbe estremamente plausibile un ennesimo remake di Travolti da un insolito destino con la protagonista, colta, libera, emancipata, che riscopre le gioie della dominazione grazie al bestiale operaio salviniano.
In particolare, l'equazione femminista=anticapitalista, da te rappresentata in termini macchiettistici, è una roba che risulta, fortunatamente, superata fin dalla invenzione della lavatrice*.
il pwnezzatore::1765435
se poi a seguire un dibattito sensato sul femminismo nella sua concezione più ampia -fatto tra soli uomini su un forum decrepito dove sostanzialmente l'opinione di chiunque tranne me è "le femministe ti denunciano se le compri il gelato"- possa avere senso, io non lo so, ma ne dubito
Quello che ti è stato fatto più volte notare è che, adesso, definirsi femminista rappresenta una presa di posizione il cui antagonista non è più il patriarcato imperialista dello stato-nazione di fine '800, purtroppo defunto come modello culturale da un po' di tempo a questa parte.
il pwnezzatore::1765366convengo che oggi le cose siano radicalmente differenti, ma pensare che questo tipo di dinamiche siano scomparse (su scala globale non ne parliamo) nonchè ritenere che nell'attenuarsi di queste dinamiche in occidente le mobilitazioni femministe non abbiano giocato un ruolo fondamentale
Considerazione che non penso sia stata espressa da nessuno, e sicuramente non da Danci nel post che quoti: ti è stato fatto sommessamente notare che la posizione di "femminista" nel dibattito politico-culturale attuale non ha il medesimo significato che poteva avere un secolo fa, incredibile dictu.
Incidentalmente, si sono qualificati questi ultimi sviluppi come
danci::1765364
una serie di tentativi – perlopiù fragilissimi e generalmente incompatibili gli uni con gli altri – di enunciare concezioni puramente ideologiche. La cosa interessante mi pare invece il fatto che questa congerie di pensature incapaci di trovare un terreno teorico comune, sia pure il più vago e generico, si propone invece – o viene percepita dai suoi sostenitori – come un movimento di pensiero capace di chiamare i suoi discepoli all’azione e di modificare immediatamente la realtà, sia pure nei suoi aspetti più triviali e secondari

E a queste critiche ti sei ben guardato dal rispondere, per quanto sia un tema centrale ai fini del thread. Del resto era l'obiezione metodologica che ti ho già mosso a pagina 2: i movimenti politici non funzionano come semplici contenitori di desideri individuali aggregati tra loro; data queste premessa, è quindi inevitabile che le posizioni femministe attuali siano destinate a riguardare questioni consimili:
danci::1765364
come e qualmente vada licenziato un ingegnere informatico, quali discorsi escludere da youtube o da facebook, se l’immagine della donna fornita in una qualche sitcom corrisponda a criteri corretti di rappresentazione, quali e quanti “generi” appena inventati debbano essere tassativamente riconosciuti dalla municipalità di new york o dall’università di chattanooga, e altrettali scempiaggini.

Una roba un po' più interessante sarebbe invece chiedersi se e in che misura le lotte storiche per l'emancipazione della donna - mi riferisco al diritto di voto, divorzio, accesso a cariche pubbliche etc. - abbiano determinato l'impasse di solitudine morale in cui ci troviamo ora.
Si potrebbe anche andare oltre, e domandarsi se in questi anni '10 sia ancora possibile formulare una presa di posizione femminista dotata di significato politico, ossia affasciante interessi trasversali secondo una direttrice di azione quantomeno condivisa nelle sue premesse essenziali.

* In realtà anche da prima, intendiamoci. Non sono poche le analisi che riconsiderano la funzione sociale svolto dalla donna in età pre-industriale: pensa al lavoro agricolo, dove il bisogno di braccia esperte conduceva a un superamento delle differenze di genere; oppure alla rilevanza del ruolo della madre, quantomai necessaria per la cura della numerosa figliolanza, in assenza di infrastrutture ricettive esterne rispetto alle mura familiari. In generale, non mi risulta che la donna proletaria sia stata marginalizzata (alienata, se preferisci un certo lessico) dai rapporti di forza economici in misura significativamente maggiore rispetto alla sua controparte maschile. Né comprendo come un azzeramento della dimensione capitalistica possa automaticamente portare a una liberazione del femminino: mi sembrerebbe invece che un ritorno allo stato di natura, al dominio della forza fisica, homo homini lupus etc. potrebbe rimettere in discussione anche le conquiste di emancipazione dell'ultimo secolo.
Senza contare che, come insegnano Houellebecq e scotto, la liberazione sessuale raggiunta (?) dalla contestazione negli anni '60 ha avuto l'effetto di aprire strade che nei fatti possono essere percorse solo da chi sia dotato del necessario capitale cognitivo e relazionale. In altre parole, è stato garantito alla Minetti il diritto di andare a letto con chi vuole sotto gli occhi di tutti e di costruirci su una carriera, mentre la massa dei poverinos continua a essere destinata, quando va bene, al tugurio della famiglia monogamica, senza via di scampo.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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rodolfo::1765420
che per pietas definirò sentimentalistica
rectius

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gonzokampf::1765440
Cioè la rivoluzionaria affermazione secondo la quale alcune femministe nel loro privato possano aver piacere a esperimentare determinate dinamiche di dominazione? Minchia, ho le vertigini.

ma quale rivoluzionaria, pirla, parlo di un dibattito nuovo su asphalto, mica in generale. a giudicare da come stai tutto infiammato non devo aver del tutto torto.
gonzokampf::1765440
i movimenti politici non funzionano come semplici contenitori di desideri individuali aggregati tra loro

obiezione metodologica che -mi pare evidente- io contesto.
gonzokampf::1765440
Una roba un po' più interessante sarebbe invece chiedersi se e in che misura le lotte storiche per l'emancipazione della donna - mi riferisco al diritto di voto, divorzio, accesso a cariche pubbliche etc. - abbiano determinato l'impasse di solitudine morale in cui ci troviamo ora.

hahah geniale, figurati se non dovevi trovare una strategia per ribaltare l'analisi storica e trasformarla nell'ennesima colpa da rigirare alla donna.
gonzokampf::1765440
In generale, non mi risulta che la donna proletaria sia stata marginalizzata

il modello che ci dipingi, dove è esistito, è appartenuto a realtà rurali il cui terreno è stato a seguire espropriato con violenza, l'uomo è stato forzato al lavoro in fabbrica e la donna -ora definitivamente esclusa da ogni tipo di retribuzione del proprio lavoro- a farsi carico dell'intero lavoro riproduttivo e casalingo. concorderai almeno su questo? sicuramente no, perchè quello che tu non condividi con me gonzo non è l'opinione sul ruolo della donna, bensì sulla validità dell'analisi marxista dei processi storici, l'accumulazione primordiale (vedi la minchiata fotonica che hai scritto sopra).
non sei oggettivamente in grado di articolare un qualsiasi pensiero che empatizzi minimamente con l'identità storica della donna, e non vedi quindi come nella sovversione di dinamiche che disconosci possa offrirsi una possibilità che va ben oltre la strozzatura morale imposta sui contenuti da femministe che di femminismo non hanno capito un cazzo come segnali nella lista di cui sopra.

gonzokampf::1765440
Considerazione che non penso sia stata espressa da nessuno, e sicuramente non da Danci nel post che quoti: ti è stato fatto sommessamente notare che la posizione di "femminista" nel dibattito politico-culturale attuale non ha il medesimo significato che poteva avere un secolo fa, incredibile dictu.

tant'è che mi sto sforzando di ripetere che il femminismo è oramai -quantomeno in paesi dove è offerto uno standard democratico accettabile- una premessa, non un movimento -necessario invece dove la donna è ancora oggettivamente esclusa-.

resta che io non ho difeso affatto la retorica moralista scaturita dalle bocche di fuoco del femminismo contemporaneo, odio la de gregorio e serra da tempi non sospetti, ma non è per la retorica mielosa di determinate testate e per l'accanimento stupido di fem-nazis su tematiche risibili che mi sento di delegittimare l'intera possibilità di una critica femminista del sociale e delle estetiche del contemporaneo.
il mio post era un delirio sulla figa, sullo sperma, sull'emancipazione e sullo stato delle cose in politica, non credo di aver rifuggito proprio nessuna critica.

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il pwnezzatore::1765447
ma quale rivoluzionaria, pirla, parlo di un dibattito nuovo su asphalto, mica in generale
Ma te lo potrei pure concedere, se non fosse che hai portato sul tavolo questioni che risalgono quantomeno al dibattito Mae Tyme vs Annie Sprinkle, vale a dire una roba di 17 anni fa. E non ci sarebbe nemmeno nulla di male, a me per primo frega cazzi dell'attualità, però non puoi lamentarti dei tetri misogini dell'asphalto se non sei riuscito ad aggiungere un tuo spunto di riflessione ulteriore sulla faccenda.
il pwnezzatore::1765447
gonzokampf::1765440
Una roba un po' più interessante sarebbe invece chiedersi se e in che misura le lotte storiche per l'emancipazione della donna - mi riferisco al diritto di voto, divorzio, accesso a cariche pubbliche etc. - abbiano determinato l'impasse di solitudine morale in cui ci troviamo ora.

hahah geniale, figurati se non dovevi trovare una strategia per ribaltare l'analisi storica e trasformarla nell'ennesima colpa da rigirare alla donna.
O non riesci a leggere o sei in malafede: la tesi è presentata in forma dubitativa, non come postulato ma come spunto per discootere ulteriormente.
il pwnezzatore::1765447
il modello che ci dipingi, dove è esistito, è appartenuto a realtà rurali il cui terreno è stato a seguire espropriato con violenza, l'uomo è stato forzato al lavoro in fabbrica e la donna -ora definitivamente esclusa da ogni tipo di retribuzione del proprio lavoro- a farsi carico dell'intero lavoro riproduttivo e casalingo. concorderai almeno su questo?
Sì, concordo. Quello che invece non condivido è:
- la visione favolistica della Storia come una serie di misfatti perpetrati da biechi predatori nei confronti di vittime inerme;
- l'empatia arbitraria per alcuni gruppi di vittime invece che di altri.
il pwnezzatore::1765447
quello che tu non condividi con me gonzo non è l'opinione sul ruolo della donna, bensì sulla validità dell'analisi marxista dei processi storici
Come ho già scritto sopra, in questo caso specifico concordiamo con la validità dell'analisi marxista; da tali premesse però tu arrivi a dipingere un acquerello pietistico delle povere mogli degli ex contadini in cui mi ritrovo poco.
il pwnezzatore::1765447
non sei oggettivamente in grado di articolare un qualsiasi pensiero che empatizzi minimamente con l'identità storica della donna
Se mi chiedi di prendere in considerazione un fenomeno storico complesso non vedo cosa possa c'entrare l'empatia, la pietas o la simpatia per determinate figure, abbi pazienza. Non per ostentare cinismo, ma perché l'empatia è un criterio di valutazione ingiusto, che presuppone una visione della storia come una serie di vicende nelle quali debba esserci sempre qualcuno per cui parteggiare, e qualcuno da condannare.
il pwnezzatore::1765447
tant'è che mi sto sforzando di ripetere che il femminismo è oramai -quantomeno in paesi dove è offerto uno standard democratico accettabile- una premessa
Una premessa che, hic et nunc, mi sembra inevitabilmente condurre a conclusioni risibili:
gonzokampf::1765377
il pwnezzatore::1765351
è una premessa di carattere principalmente storico, che vede in determinati modelli rappresentativi un legame troppo stretto con determinate dinamiche socio-culturali ritenute decisamente poco virtuose.
Cioè la réclame con la mamma che tira fuori dal forno la cofana di pastasciutta per la figliolanza avrebbe un legame troppo stretto con il tempo buio in cui la forza lavoro delle donne veniva sfruttata dai porci fallocrati?

Svegliatemi per l'apokatastasis

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comunque se evitate di quotare forse esiste una minima possibilità che qualcuno legga.

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gonzokampf::1765465


- la visione favolistica della Storia come una serie di misfatti perpetrati da biechi predatori nei confronti di vittime inerme;


scotto vi spieghera' che la Storia e' una serie di misfatti perpetrati da biechi predatori nei confronti di gente che comunque se lo meritava.
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.

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questo lo dicono i darwinisti

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è ufficiale: adesso in Saudi Arabia le donne possono guidare

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scotto::1765490

questo lo dicono i darwinisti


tu segui invece Lamarck?
(la Storia e' una serie di misfatti perpetrati da gente che si tira il collo pur di arraffare un po' di piu'?)
Do not argue with an idiot. He will drag you down to his level and beat you with experience.

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gonzokampf::1765465
- la visione favolistica della Storia come una serie di misfatti perpetrati da biechi predatori nei confronti di vittime inerme;

- l'empatia arbitraria per alcuni gruppi di vittime invece che di altri.

- non capisco da cosa deduci questa mia posizione.
- idem.
gonzokampf::1765465
un acquerello pietistico delle povere mogli degli ex contadini

- vedi sopra.
gonzokampf::1765465
nelle quali debba esserci sempre qualcuno per cui parteggiare, e qualcuno da condannare.

- ciao
gonzokampf::1765465
Se mi chiedi di prendere in considerazione un fenomeno storico complesso non vedo cosa possa c'entrare l'empatia, la pietas o la simpatia per determinate figure

figuriamoci, tant'è che è esattamente una volta abbandonati questi elementari connotati del sociale che la tua -ormai definitavemente messa per iscritto- analisi marxista si può trasformare in una forma di fascismo.
cosa dovremmo farcene in fondo di questi patetici sentimenti, nell'era della crisi dei rifugiati, dell'inequalità, dell'esclusione, del "terzo mondo". nulla, abbandoniamoci alla nuova concezione europeista:

recensioni :: aspettando la quinta ondata
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il mitico "th3 vision" è prevedibilmente in ritardo su temi che, come d'uopo, l'asphalto ha già sviscerato da tempo. richiama un recente commento del dr. psycho in questo thread il seguente excerpt:

A coronare la marcia per le donne è stato il Pussyhat, un cappello rosa con le orecchie da gatta che ha fatto da sfondo cromatico alla protesta.


qui l'articolo: http://thevision.com/cultura/femminismo-beyonce-dior/

DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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il pwnezzatore::1765518
gonzokampf::1765465
- la visione favolistica della Storia come una serie di misfatti perpetrati da biechi predatori nei confronti di vittime inerme;
- l'empatia arbitraria per alcuni gruppi di vittime invece che di altri.

- non capisco da cosa deduci questa mia posizione.
- idem.
Dal momento che mi rimproveriil pwnezzatore::1765447
non sei oggettivamente in grado di articolare un qualsiasi pensiero che empatizzi minimamente con l'identità storica della donna
Deduco che, dopo aver individuato le medesime conflittualità che io stesso ho preso in considerazione, tu fai un passo in più e cerchi la figura con cui empatizzare, che molto spesso fai coincidere con il ruolo della vittima, dell'emarginato, dell'escluso.
È una prospettiva castrante, perché in primis ignora la complessità insita in ogni relazione umana, e in secondo luogo rischia di paralizzare un possibile intervento, dal momento in cui molto spesso la scelta è fra un gruppo di poverini (= i negri migranti morti di fame) e un altro (= le famiglie proletarie del Trullo).
Bada bene, non prendo nemmeno in considerazione la dialettica uomo vs donna, che non riveste da un pezzo rilevanza strettamente politica, ma rimane attuale in una sfera prevalentemente individuale, interiorizzata, a livello di frustrazioni, desideri & rimpianti.
il pwnezzatore::1765518
nulla, abbandoniamoci alla nuova concezione europeista

Svegliatemi per l'apokatastasis

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Quindi in sostanza mi stai dicendo che pur partendo dalle mie stesse premesse non puoi tollerare la mia tendenza a empatizzare con dei poveracci. Diciamo che posso accettare questa "critica" nonostante tutto di buon grado.

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il pwnezzatore::1765617
Quindi in sostanza mi stai dicendo che pur partendo dalle mie stesse premesse non puoi tollerare la mia tendenza a empatizzare con dei poveracci.
Più che altro non comprendo come questa empatia per chi ha subito le conseguenze di un fenomeno storico circoscritto (espropriazione forzata di terreni agricoli-> alienazione dai ruoli sociali etc.) ti conduca, oggi, a impastoiarti con le stronzate post-femministe, però va benissimo e ti porgo anzi questo nerboruto *calumet* della pace.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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@il pwnezzatore: il problema del femminismo è che postula una gerarchia di privilegio che vede in testa gli vuomini e le donne relegate al ruolo di vittime. questa narrazione porta a giustificare qualsiasi tipo di discriminazione positiva in favore del femminile e a sfavore del maschile, oltre a negare o a minimizzare le caratteristiche innate intrinseche ai due rispettivi generi.
l'ideale sarebbe un tipo di egalitarismo che parte da premesse neutre e che non nega le differenze biologiche tra i sessi. ad esempio è logico che gli uomini saranno sempre in posizione di predominio professionale e sociale dal momento che per attirare le femmine devi affermarti come procacciatore di risorse mentre le donne hanno un peso specifico sessuale nettamente superiore e quindi non hanno gli stessi incentivi a competere nell'agone lavorativo e sociale.

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Ma che questa potrebbe essere una cazzata è già stato detto nel V° secolo dell'asphalto, o sbaglio?
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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gonzokampf::1765605
Bada bene, non prendo nemmeno in considerazione la dialettica uomo vs donna, che non riveste da un pezzo rilevanza strettamente politica, ma rimane attuale in una sfera prevalentemente individuale, interiorizzata, a livello di frustrazioni, desideri & rimpianti.


D'ho, ma quando mi capita di quotare il kampf devo farlo, poffare!
"Definirsi di destra o di sinistra è uno dei modi che un uomo ha per autoproclamarsi imbecille”

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DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
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che ti succede Rodolfo?
"Definirsi di destra o di sinistra è uno dei modi che un uomo ha per autoproclamarsi imbecille”

feat. Girard
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gonzokampf::1765377
Resta il fatto che chiunque abbia aperto un qualsiasi sussidiario per le scuole medie è al corrente di come la storia umana possa essere sussunta in una serie di rapporti di forza, forza di volta in volta esercitata da determinati gruppi - individuabili sulla base di costanti politiche, etniche, sociali, e perché no anche di genere sessuale - a discapito di altri.
Ci terrei a precisare che i gruppi sociali non si costruiscono direttamente sulle polarità dei rapporti di forza, ma sui modelli dialettici e culturali di volta in volta elaborati per occultare i rapporti stessi.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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bravo che studi i libri dei froci
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
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ma ha fatto bene o male la Asia Argento a non denunciare il Winestein a fatto subito? c'è chi scrive che la violenza subita è stata troppo traumatica e quindi la sua omertà è giustificata.

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non so, secondo me le violenze vanno denunciate. se non succede rimangono comunque violenze, però non ho capito quella storia dei presunti 5 anni di rapporti consenzienti. in quel caso beh, possono essere anche tutti abusi (tra l'altro aggravati dalla posizione) ma probabilmente la cosa è un tantino diversa.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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io sono d'accordo col babbo del celebre ex asphaltita

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