cut-n-paste bla-bla :: [BDSM] Feminist submission

insomma, ricercando un po' a riguardo mi sono ritrovato a leggere qualche contributo dedicato all'argomento, googlando feminist submission si ha accesso a un discreto numero di opinioni a riguardo con tanto di partecipate sezioni commenti.
la cosa che mi affascina maggiormente è il grado di volta in volta diverso di conflittualità espresso dai vari contributi, dove la linea tra "cerco di giustificare le fantasie di cui mi un po' mi vergogno ma di cui non posso fare a meno" e "l'emancipazione sessuale della donna non può di certo tradursi in proibizionismo e autocensura" è sottilissima e di volta in volta varcata in maniera più o meno convincente.

il conflitto tra femminismo e fantasie *submissive è stato spesso ritenuto uno tra i principali colpevoli dell'implosione del movimento del '68 (e il suo strascico negli anni 70, second-wave feminism etc.), dove testimoni narrano di uomini interni al movimento incapaci di accettare le posizioni delle loro "compagne". nel dibattito femminista si consumava una battaglia tra posizioni fortemente anti-pornografiche contro voci isolate -e in parte supportate da uomini interni al movimento- che invece accusavano quest'ultime in primo luogo di limitare la libertà di espressione, e in secondo di moralismo e puritanesimo.

facendo un salto mortale, i conflitti della sinistra di oggi sono sostanzialmente in linea con i conflitti delle giovani submissive feminist.
prendiamo un esempio: io potrei tranquillamente definirmi femminista, sono -quasi- razionalmente anticapitalista (nel senso che non scelgo ideologicamente di esserlo, ma finisco per doverlo essere) e supporto quindi la causa basilare del femminismo classico: emancipare la donna dalla condizione di labor non retribuito -l'atto riproduttivo e la gestione della famiglia ai fini della produttività del lavoratore maschio- impostole dal capitale nella sua organizzazione di stampo imperiale, quella gestita e organizzata da uomini. (attenzione: sono cosciente che siano stati fatti enormi passi avanti ma su scala globale -postcoloniale- permane invariata una struttura sociale con una divisione classica tra i ruoli della donna e dell'uomo).
conseguentemente nel compiere l'astratta (ma irrinunciabile!) operazione di desiderare una rivoluzione, mi auguro una rivoluzione al femminile. sto parlando di puri impulsi di desiderio sovversivo, sono affascinato irrazionalmente da una forma di matriarcato rivoluzionario, a base di ceffoni e carnevale.

non vedo positivamente la mercificazione e "oggettivizzazione" del corpo della donna, ma non posso che continuare a definirmi contrario alla censura del pornografico e di tutti i suoi derivati. non perchè non sia cosciente della problematicità di determinate rappresentazioni, certamente non mi felicito di vedere inguardabili individui arricchiti da industrie squallide che speculano sulla deformazione dei desideri collettivi del maschio (e soprattutto sulla definizione a priori di cosa un maschio debba essere e debba fare, a letto e non) ma di fatto è una narrativa esistente, e come tale non è possibile cancellarla, bensì sovvertirla, renderla impotente e superata.
è chiaro che parlo di una convinzione di carattere squisitamente politico. a differenza dei militanti del 68, mi trovo in un contesto radicalmente differente e sono cresciuto nella prima fase di internet, la mia adolescenza e le mie prime seghe si sono svolte al doloroso ritmo delle immagini porno scaricate a 56k (dove la figa era spesso nella metà bassa dell'immagine, aumentando quindi la sofferenza) e sono da che ho memoria sessualmente orientato verso atteggiamenti dominanti. desidero possedere femmine fisicamente affini ad un determinato tipo di rappresentazione mainstream (anche se posso vantare un sistema immunitario che mi rende completamente inappetibili le perfette idiote e le donne vestite da cretine) non mi tiro indietro se c'è da provocarle nell'atto sessuale con una mano al collo un po' troppo stretta, due dita in figa al bar, una tirata di capelli o un graffio, non mi dispiace sodomizzarle (sebbene non sia la mia passione) così come spargere il mio seme in libertà.

il mio equilibrio dopo anni di conflitti non superati è oggi sostanzialmente semplice: accetto il mio desiderio dominante, non lo pongo in conflitto con le mie convinzioni politiche e non accetto che mi si caghi il cazzo a riguardo. vedo nella realizzazione della pornografia una forma di liberazione (se non altro dal complesso di non poter fare qualcosa che desideri), insomma cerco donne submissive, coscienti di esserlo, femministe, ma con una gran voglia di farsi chiavare. l'unica regola che mi pongo è quella del rispetto della loro volontà, dalla quale per altro dipendono ormai interamente i miei desideri, voglio (nel senso che mi eccito) che sia lei a dirmi cosa fare, cosa vuole subire, foss'anche una sculacciata, se lei non stesse al gioco e lo facesse per me sarebbe una castrazione.
per il resto sono un partner affettuoso e relativamente onesto.

va beh vado libero: se vediamo i movimenti politici come contenitori di proiezioni di desideri collettivi, ci accorgiamo che è possibile riorganizzarli in categorie sessuali abbastanza facilmente identificabili (o almeno più facilmente che non scandagliando l'inestricabile labirinto retorico dei contenuti di ogni singolo programma di partito, e l'effettiva consapevolezza riguardo ai contenuti di chi quei partiti li vota). il fatto che non ci sia al momento nessun movimento che rappresenti questa realtà sessuale di molti, ovvero una sessualità "post", prima depravata e poi liberata, è una grave carenza dei movimenti contemporanei.
tralasciando l'offerta asessuale della destra moderata e quella post-imperialista e maschilista del populismo berlusconiano/trumpiano/grillesco abbiamo o l'offerta conflittuale al massimo delle sinistre moderate, che tentano di definirsi a sinistra con una sessualità di destra, o quella strozzata sfigata e moralista delle sinistre polically correct. insomma ancora tutto in bianco e nero: o sborri in faccia alla tua donna tenendola per i capelli sul retro della tua porsche cayenne (o della tua ape, se sei brad) o sei un mostro se lo fai, il resto è frustrazione e minoranze non rappresentate.

/thread

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si, sei il creatire. intendo semplicemente dire che non è con memes e simili facetie che offuscherai il senso di alcune tue proposizioni esposte più in alto. le stronzate che posto io si collocano comunque ai margini del discorso generale sulle sedicenti *nuove* istanze del femminismo, tema che tra l'altro è giunto ad un grado decente di consapevolezza in tempi recenti (vedi il delirio tra intersezionali e femministe / lesbiche). posto che rimane in piedi tutta la mia critica al femminismo come essenzialismo (che non è nemmeno originale naturalmente) riconosco che a valle di certi assunti filosofici dubbi le femministe della c.d. seconda ondata portano avanti discorsi connotati da coerenza in un ambiente ancora intellettualmente produttivo, mentre la terza o la favoleggiata quarta ondata è costituita da una massa di soggetti ormai patologicamente allergici a qualunque banalissima affermazione di principio, se non semplicemente logica. una questione su tutte, che ben si ricollega al tema della manipolazione linguistica che connota un po' tutto in questi tempi (specie in ambito economico), la volontà di spostare il senso pacifico di "femminismo" su un piano trasfigurato e iperuranico in cui vuole dire almeno venti cose, quindici delle quali sono vicine all'ossimoro (vedi il titolo di questo thread).
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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rodolfo::1765303
non è con memes e simili facetie che offuscherai il senso

ma non vedo come sia possibile pensare che stessi tentando di farlo, mi é semplicemente passata per le mani quella roba e l'ho postata qui tanto per condividerla. nel frattempo per altro la petry s'è pure tirata indietro.

comunque rod, per quanto apprezzi il tuo sforzo nel crucciarti sui drammi della retorica contemporanea, e magari convenendo che in determinati ambiti e dibattiti il termine femminismo sia diventato un passpartout per le stanze del cagare, la centralità del discorso non è tolta, e con essa permane -per quanto mi riguarda- l'interesse per esperimenti più ossimorici.

l'apparente contradditorietà di cui parli può essere al massimo lo sforzo del femminismo di argomentare verbalmente una forma storicamente non data, necessità che dall'altro lato non si pone affatto per ragioni ovvie. detto questo gli autori le autrici di testi "allergici a qualunque banalissima affermazione di principio" sono per lo più persone che nel loro quotidiano conducono con impegno spesso non retribuito lotte elementari contro ben più ossimoriche forme di abuso, esclusione e inequità, e certe premesse spesso alle voci critiche* mancano.

sempre che esista qualcosa di organicamente iscrivibile in questa definizione, il femminismo è al massimo un archivio di desideri collettivi, e il femminismo che interessa a me non ha particolare intento dogmatico, è casomai un buono strumento per contestualizzare un discorso sul contemporaneo.
ti garantisco che ci sono una molteplicità di individui che trattano il tema con le medesime dovute distanze e senza particolari patologie.

*da stabilire è anche la convenienza di esprimersi negativamente in relazione al femminismo.

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il femminismo non è una strategia sessuale che funziona perché le donne raramente riescono a superare il loro istinto ipergamico. oltretutto le femministe credono a falsità macroscopiche quali il patriarcato, il gender pay gap, la rape culture, le microaggressioni ecc. quindi frequentare una femminista (perlomeno quelle dell'anglosfera) è rischioso in quanto potrebbe portare ad accuse di stupro del giorno dopo o come dicono loro regret-rape come conseguenza dell'ostilità che provano verso il genere maschile.

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ecco una risposta mostruosamente superficiale che rivela il livello medio di lancio di stracci a cui il dibattito è arrivato, specie sui media internettiani, vero frullatore di cacarella del cogito.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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ok, ho editato per rendere la mia risposta più chiara.

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constato con avvilimento la mia esclusione dalla lista della salute e cionopertanto appongo il mio convinto ROFOLDO

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ebbasta, ragazzi. postatevi gli scrinsciot sulle sudate chat di facebook invece di produrre questo situazionismo titubante e vetusto a ogni apparente snodo di qualunque discussione. si sente la puzza di soffritto e sigaretta fino a qua.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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un'altra cosa che mi sento di sottolineare è che essere femministe/i oggi -nella maggioranza dei casi- non è un'adesione a un partito o a una qualsivoglia ideologia, quanto casomai una delle premesse alla definizione della propria posizione nel dibattito socio-politico.
il "movimento femminista" in questo senso non esiste più, o quantomeno è raramente rappresentato da organizzazioni che ne difendono le cause in maniera esclusiva, bensì per lo più composto di individui che lavorano a temi diversi ma alla cui base sta la condivisione di una variegata ma nonostante tutto organica forma di antagonismo nei confronti di più o meno tutte le forme che freakout ha appena avuto la cortesia di illustrarci come non esistenti.
e questa ibridazione è un bene, nonchè l'eventuale prova del 9 di una ragionevolezza del discorso, dovesse essercene bisogno.

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il pwnezzatore::1765317
essere femministe/i oggi -nella maggioranza dei casi- non è un'adesione a un partito o a una qualsivoglia ideologia
a parte l'apodissi di questa sequenza di sparate: ipse dixit quello che mi faceva l'apologia della f3d3rici, gesù cristo.
il pwnezzatore::1765317
il "movimento femminista" in questo senso non esiste più
mi adoprerò per dare notizia negli ambienti più refrattari di quest'ultimo ultimo rintocco di campana. io credo che il femminismo esista eccome in forme più o meno epigonali ma coerenti con il suo passato, per lo più negli stessi luoghi (inclusa l'accademia) in cui prospera da quaranta anni. il problema banalissimo è che una miriade di barboni non sa nemmeno cosa si è detto o cosa si dice, confonde marcus3 e la murar0, pensa che la t3rragni sia una versione arcigna della lucar3lli e difende l'una o l'altra nell'ultima polemica a base di slut shaming vs. pubblicità di olisbi.
il pwnezzatore::1765317
una variegata ma nonostante tutto organica forma di antagonismo
un antagonismo - ricordiamolo - utilissimo e pervasivo, soprattutto su network alternativi quali faceb00k, ove la pagina di AIM riscuote larghissimi consensi c/o centinaia di migliaia di ragazze eterosessuali ma sensibili (e un buon numero di rattusi) avendo cura di non pubblicare MAI (e dico MAI) non dico uno straccio di critica culturale, ma anche articoli di attualità scritti decentemente, favorendo ormai da mesi/anni lettere alla direttora con allegati culi smagliati, seni rivoluzionari fotografati a ostia, casi di DCA e obliando qualunque relazione - probabile o improbabile - con il "patriarcato", parola che pure si vuol tenere in vita non si capisce più in ragione di cosa. è lo stesso luogo dove l'altro giorno si posta un tiro al piccione sulla pagina "fr33da" (con molti più seguaci) che qualche cervellona (autostilata: arya stark) ha scoperto essere il temibile cavallo di troia tramite il quale il gabitalismo ha messo le luride mani sul femminizmo (un'occulta catena di comando risalirebbe fino a pi3rsilvio). risultato: una su deci dice "ah ma scusate è l'acqua calda, cioè crema antirughe, nicole kidman ecc. insomma ragazze!" mentre la restante utenza si dice dapprima sconvolta, poi si precipita a mettere like alle poche coraggiose che invocano: "beh si parla anche di femminicidio, non me ne frega un cazzo!".
il pwnezzatore::1765317
nonchè l'eventuale prova del 9 di una ragionevolezza del discorso, dovesse essercene bisogno
ah perfetto, se questi sono i criteri di adesione effettivamente è inutile cercare di parlare seriamente, dai. ma infatti voglio dire: viva tutti noi, viva il movimento.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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no scusa rod si vede che proprio abbiamo una serie di riferimenti drasticamente opposti. io ti parlo di roba per lo più discussa di persona, fuori e dentro dall'accademia ma non sui social (e sicuramente non su fb, dove non sono mai stato, e dove non dubito affatto si presentino episodi di ritardo mentale legati a doppio filo con presunti dibattiti sul femminismo).

ora, dopo avermi invitato a riprendere il tema -cosa che mi sta anche bene, sia chiaro- mi spieghi di cosa stiamo parlando esattamente? o almeno fammi la gentilezza di non invitarmi al dialogo per poi mandarmi a cagare, perchè mi costringi a segnalarti che stai viaggiando con l'autopilota.

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il pwnezzatore::1765317
non è un'adesione a un partito o a una qualsivoglia ideologia, quanto casomai una delle premesse alla definizione della propria posizione nel dibattito socio-politico
Quindi, secondo le tue premesse, sarebbe una presa di posizione impolitica culturale, o cosa?
il pwnezzatore::1765305il femminismo è al massimo un archivio di desideri collettivi, e il femminismo che interessa a me non ha particolare intento dogmatico, è casomai un buono strumento per contestualizzare un discorso sul contemporaneo
Ma contestualizzeresti da un punto di vista assolutamente isolato e minoritario. E poi quale sarebbe l'oggetto dell'indagine? Le relazioni interpersonali, le scopate, o cos'altro?
il pwnezzatore::1765326
io ti parlo di roba per lo più discussa di persona, fuori e dentro dall'accademia
Ecco pwnezzatore, forse è qui il bandolo della matassa. Nel senso che per una tua curiositas, interesse o debolezza di mente ti rendi permeabile a tutta una serie di stronzate frammenti di discussioni, che poi cerchi di riassemblare in una struttura vagamente coerente. Da qui la fatica che si fa a seguirti.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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rofoldo perché ti turbi

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scotto::1765330

rofoldo perché ti turbi
non ho affossato io il tuo amico fantasista, non ti crucciare di me
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

scotto
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ammetto di aver perso il filo del vostro pur interessante discorso ma ciò non ti consente di rodolfare fino a questo punto.

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il pwnezzatore::1765311

Ecco finalmente un post mostruosamente idiota.
poi si scoprì che pwnezzatore picchia la moglie e si professa femminista per esorcizzare il proprio senso di colpa.

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qua, freakout, c'è anche l'avvincente menata dell'ipergamia che tanto piace a lei.

ma guarda che è un concetto scientificamente solido, basta osservare il comportamento delle femmine di tutte le altre specie animali per verificare che tendono sempre a orbitare attorno agli esemplari dominanti e questo vale anche per le femmine nostrane. quando dico dominanti intendo o fisicamente o socialmente: se Mark CuckerSperg è popolare con le donne, è perché è billionario, non perché è convenzialmente attraente a livello di sex appeal.

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gonzokampf::1765328
E poi quale sarebbe l'oggetto dell'indagine? Le relazioni interpersonali, le scopate, o cos'altro?
gonzokampf::1765328
Quindi, secondo le tue premesse, sarebbe una presa di posizione impolitica culturale, o cosa?

è una premessa di carattere principalmente storico, che vede in determinati modelli rappresentativi un legame troppo stretto con determinate dinamiche socio-culturali ritenute decisamente poco virtuose. la premessa femminista non è fondamentalmente nulla di più di un rifiuto della premessa maschilista.
per questo mi chiedo cosa ci sia di tanto abominevole da accusare nelle teorie della federici, che non ha fatto che prendere marx e completarne l'analisi storica prendendo in considerazione il lavoro casalingo non retribuito della donna, accompagnandola con una riflessione sull'inquisizione e la caccia alle streghe.

gonzokampf::1765328
per una tua curiositas, interesse o debolezza di mente ti rendi permeabile a tutta una serie di stronzate frammenti di discussioni

sarà, o sarà che tu di queste discussioni non sai un cazzo -il dove, il come e il perchè- e strumentalizzi il dibattito esattamente come rodolfo dandomi del pirla senza spiegare cosa ci sia di fondamentalmente sbagliato nel ritenere che la storia umana recente (diciamo dai tempi dell'accumulazione primordiale) sia permeata di un maschilismo dirompente, violenza nei confronti della donna, uno sfruttamento della sua forza lavoro non retribuita, e nel ritenere giusto e doveroso supportarne una -foss'anche formale- riscossa sociale (e non parlo tanto del territorio occidentale dove i processi hanno -fatte le dovute eccezioni- con il tempo cambiato profondamente forma, quanto soprattutto in paesi economicamente svantaggiati).
impalarsi su roba tipo la retorica ossessiva sul patriarcato è un conto, partire da questa premessa è un'altra (per altro proprio la federici è la prima a dire che -almeno in determinate culture- si siano fatti passi da gigante, nonchè a dichiararsi contraria alle quote).

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Ammetto di essere tra gli insipienti che non hanno colto lo spirito del tred, né peraltro tutto il resto della discussione. Nella mia terraterraggine il femminismo accademico e studioso mi appare del tutto irrilevante: una serie di tentativi – perlopiù fragilissimi e generalmente incompatibili gli uni con gli altri – di enunciare concezioni puramente ideologiche. La cosa interessante mi pare invece il fatto che questa congerie di pensature incapaci di trovare un terreno teorico comune, sia pure il più vago e generico, si propone invece – o viene percepita dai suoi sostenitori – come un movimento di pensiero capace di chiamare i suoi discepoli all’azione e di modificare immediatamente la realtà, sia pure nei suoi aspetti più triviali e secondari: come e qualmente vada licenziato un ingegnere informatico, quali discorsi escludere da youtube o da facebook, se l’immagine della donna fornita in una qualche sitcom corrisponda a criteri corretti di rappresentazione, quali e quanti “generi” appena inventati debbano essere tassativamente riconosciuti dalla municipalità di new york o dall’università di chattanooga, e altrettali scempiaggini. La pretesa di legislare la realtà senza avere alle spalle uno straccio di analisi della realtà istessa medesima sta producendo una reazione di rigetto anche in settori dell’opinione pubblica inzialmente ben disposti, e rischia di sbriciolare qualsiasi illusione di emancipazione nelle mani di gruppuscoli sempre più marginali, sempre più fanatizzati e sempre più concentrati su questioni di lana caprina.
A salvare la baracca per ora è l’esistenza di un ceto intellettual-politico-giornalistico di pretese genericamente progressiste – ma ormai irrimediabilmente staccato da qualsiasi concezione tradizionale del conflitto sociale - che si è convinto che il suo ruolo nel mondo sia quello di farsi banditore di una serie posizioni “moralmente giuste” da imporre a una plebe obnubilata da razzismi rabbie paure e altre pulsioni irrazionali. E una di queste posizioni (di per sé non sottoponibili a critica o a verifiche fattuali) è per l’appunto il femminismo nel suo attuale assetto scombiccherato. Ma lo sforzo di mettere tra parentesi la sua inconsistenza e inadeguatezza mostra la corda, e mi sembra che gli autorevoli organi in cui questo alto magistero si esercita (posti, sia detto per inciso, in cui per tradizione nessuno si scandalizza troppo se un attempato caposervizio si fa staccare qualche chinottone da una praticante) stiano perdendo, almeno sotto questo aspetto, un po’ di presa sui loro lettori.
(Domenica mi è capitato, dopo tanto tempo, di riprendere in mano Repubblica e i suoi annessi e connessi, e sono incappato in una sequenza micidiale. Nell’Espresso – che ormai è una sorta di supplemento al quotidiano – una lunga articolessa spiegava che gli uomini che si illudono di non assumersi una responsabilità personale per le violenze sulle donne – sulla base del fatto del tutto irrilevante che loro si sono sempre comportati in maniera decente – sono oggettivamente complici di stupratori e femminicidi, anzi forse sono persino peggio. Sul Venerdì michelone serra spiegava a un lettore - preoccupato del disprezzo per le femmine esibito da taluni migranti - che in realtà sono le nostre società avanzate a essere devastate dalla “ferinità mascolina” - cito a memoria, ma mi pare che l’espressione fosse questa - e dalla feroce guerra senza quartiere che i maschi conducono contro le donne e la loro dignità. Perplesso, apro il quotidiano, e il principale articolo sulle elezioni tedesche è uno sdilinquimento sulla Germania come paese che riconosce la leadership politica femminile, rispetto al quale l’Italia si dimostra ancora una volta una ripugnante fogna medievale. Certo, ammette l’autrice, anche in quel fortunato paese ci sono ancora problemi da risolvere, per esempio il fatto che le donne, a parità di mansioni [ho deciso che chi continua a ripetere questa ridicola stronzata lo fa in maniera consapevole, perché non posso pensare che i giornali assumano gente con disagi cognitivi così gravi], guadagnano il 20% in meno degli uomini. E ti viene da fermare la poverina e farle presente, che se il wage gap è del 22% in Germania e del 6 % in Italia, questo può voler dire solo due cose: a] che l’Italia è un paese molto meno maschilista della Germania e degli Stati Uniti, e allora il suo articolo non ha senso, oppure b] che il wage gap, una delle supreme ossessioni politiche “femministe”, è in realtà un indicatore del tutto irrilevante della condizione della donna)

Insomma, dato questo cocktail di inconsistenza teorica, demenza politica, distacco dalla realtà e moralismo perbenista, credo che nessuno si stupisca se qualche femminista amica del pugnezzatore in privato coltiva fantasie di sottomissione. Ormai l’immagine popolare della femminista media di nuova generazione è quella di una poveretta che non sa quello che vuole dal mondo e da se stessa, che un giorno denuncia come inaccettabile violenza il fatto che un compagno di università abbia provato a offrirle una coca-cola, e il giorno dopo si lamenta del fatto che gli uomini sono talmente terrorizzati dal girl power da non avere più il coraggio di abbordare le donne. Questo in breve il mio rapporto con tutta sta roba qua

il femminismo non michele serra, i post di una scema su fb.
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peró raga, ora dopo aver infilato con una serie di post ogni possibile attacco al femminismo (nei suoi esempi massimi -michele serra-) cosa si offre al dibattito? dico davvero. vogliamo stabilire che il femminismo non ha avuto un ruolo nella formazione del pensiero contemporaneo? che non ha portato a nessuna conquista sociale?
danci a tuo avviso, asserire che:
danci::1765364
Ormai l’immagine popolare della femminista media di nuova generazione è quella di una poveretta che non sa quello che vuole dal mondo

potrebbe essere tacciato di maschilismo (per altro molto classico, nella sua forma sforzo femminile-denigrazione)? o è semplicemente una neutrale analisi delle posizioni sul tema?
aggiungo che è in tutto e per tutto un enunciato falso, casomai si parla di soggetti delle volte troppo sicuri di cosa vogliono dal mondo, e in quanto tali a rischio cocciutaggine.

il fatto che nessuno di voi si sia sprecato a spendere un singolo periodo per analizzare anche solo una delle pure evidenti conquiste del femminismo nell'ultimo secolo mi pare indicativo di una difficoltà evidente di rapportarsi con il tema in maniera razionale.
diversi dei nostri genitori sono cresciuti in famiglie dove i ragazzi potevano uscire ma le ragazze no (cosa che nel sud italia accade ancora), dove i ragazzi dovevano lavorare e le ragazze trovare l'"uomo giusto". convengo che oggi le cose siano radicalmente differenti, ma pensare che questo tipo di dinamiche siano scomparse (su scala globale non ne parliamo) nonchè ritenere che nell'attenuarsi di queste dinamiche in occidente le mobilitazioni femministe non abbiano giocato un ruolo fondamentale è un'approccio al tema profondamente ottuso, e mi verrebbe da dire piccato.

danci::1765364
cocktail di inconsistenza teorica

danci::1765364
demenza politica

danci::1765364
distacco dalla realtà e moralismo perbenista

danci::1765364
un giorno denuncia

danci::1765364
il giorno dopo si lamenta

e poi si lagna, e poi piange, e poi mi graffia, e sbaglia, sbaglia tutto. e non capisce nulla! maledetta. si limitasse per una volta a stare al suo posto.

feat. dott. morell1
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il pwnezzatore::1765366soggetti delle volte troppo sicuri di cosa vogliono dal mondo

L'imprudente empowerment femminischio è un po' come far laureare le masse mentre là fuori c'è la cryse: produce desiderio infinito e lipidiforme – presto frustrato e non solo da ingiustizie & altri accidenti ma da limiti oggettivi e naturali – e poscia la varietà di psicopatie di cui i gruppi FB forniscono ampio materiale per una nosografia sistematica. E quindi, buon pinguezzalotte, non puoi cavartela ogni volta espungendo la fenomenologia pittoresca dal discorso sul buon principio, anche avere un'alta concezione di sé è bello all'autostima ma poi esci pazzo e megalomane se non t'addentelli forte alla realtà colle sue penurie.

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A me pare di non star espungendo una sega e il discorso sul buon principio lo vedete solo voi.
resta che il dibattito era già chiuso a suo tempo e più che aggiungere una manciata di sparate non si è fatto, direi non per mancata disponibilità da parte mia.
è quindi con nonostante tutto affetto che vi mando a cagare e mi felicito della possibilità di andare di là a parlare di biciclette.
E continuiamo a postare qua link di vario genere riferiti al tema, esempi di come il batriargato sia assolutamente superato.

https://www.theguardian.com/world/2017/sep/26/sugar-daddy-website-targeting-belgian-students-faces-legal-action-richmeetbeautiful

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anch'io voglio partecipare! Con questa serendipica vignetta di saturday morning breakfast cereal:
asphtimer

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il pwnezzatore::1765351
è una premessa di carattere principalmente storico, che vede in determinati modelli rappresentativi un legame troppo stretto con determinate dinamiche socio-culturali ritenute decisamente poco virtuose.
Cioè la réclame con la mamma che tira fuori dal forno la cofana di pastasciutta per la figliolanza avrebbe un legame troppo stretto con il tempo buio in cui la forza lavoro delle donne veniva sfruttata dai porci fallocrati?
il pwnezzatore::1765351
la premessa femminista non è fondamentalmente nulla di più di un rifiuto della premessa maschilista.
Mi sembra una contrapposizione lievemente tautologica, resterebbe allora da capire quale sia la premessa maschilista. Forse quella che non ingloba in sé elementi spiccatamente femministi?
il pwnezzatore::1765351
sarà, o sarà che tu di queste discussioni non sai un cazzo -il dove, il come e il perchè- e strumentalizzi il dibattito esattamente come rodolfo dandomi del pirla senza spiegare cosa ci sia di fondamentalmente sbagliato nel ritenere che la storia umana recente (diciamo dai tempi dell'accumulazione primordiale) sia permeata di un maschilismo dirompente, violenza nei confronti della donna, uno sfruttamento della sua forza lavoro non retribuita, e nel ritenere giusto e doveroso supportarne una -foss'anche formale- riscossa sociale (e non parlo tanto del territorio occidentale dove i processi hanno -fatte le dovute eccezioni- con il tempo cambiato profondamente forma, quanto soprattutto in paesi economicamente svantaggiati).
Ti prego di perdonare la mia ignoranza, ma sarà evidente che non faccio dentro e fuori dall'accademia (che poi: ma che riferimento è? lavori come usciere all'università o ti piacciono le robe tipo gloryhole?).
Ciò premesso, non sono intervenuto per strumentalizzare il dibattito né tantomeno per darti del pirla, e ti consiglierei anzi di controllare la tua aura di rosicamento/codone di paglia che mi sembra particolarmente intensa ultimamente. Resta il fatto che chiunque abbia aperto un qualsiasi sussidiario per le scuole medie è al corrente di come la storia umana possa essere sussunta in una serie di rapporti di forza, forza di volta in volta esercitata da determinati gruppi - individuabili sulla base di costanti politiche, etniche, sociali, e perché no anche di genere sessuale - a discapito di altri.
Considerato quindi che questa prospettiva di analisi non mi sembra granché innovativa, per non dire monca e settaria, non capisco come possa concretamente portare alla "riscossa sociale" di cui parli, soprattutto nei paesi del terzo mondo, laddove la miseria mi pare equamente distribuita tra donne e uomini.
il pwnezzatore::1765374
resta che il dibattito era già chiuso a suo tempo
Ahaha e chi minchia sei, Santi Licheri con il martelletto?

Svegliatemi per l'apokatastasis

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pwnezzatore stai utilizzando la fallacia del no true scotsman come da prassi delle femministe quando fai notare che una di loro ha detto un'idiozia. ci sono parecchie esponenti del femminismo che dicono cose allucinanti e la cosa migliore sarebbe prenderne le distanze pubblicamente mentre l'unica vera distinzione nel femminismo contemporaneo è quella tra intersezionaliste e radicali (che sono contrarie a pornografia, prostituzione e trans).

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