media recensioni :: I FILM DI TETTE* CHE L'ASPHALTO POTREBBE VEDERE NEL 2017

ormai caposaldo della sezione recensioni di questa augusta board, metto le mani avanti e con un brindisi annuncio il nuovo thread, utile per ora come segnalibro ma che presto accoglierà le dotte recensioni dei nostri più valenti critici. voglio ricordare che il thread è dedicato a tutti i cinefili dell'asphalto e la partecipazione - sempre secondo i rigidi standards fissati dallo scrivente e dal produttivo gonzokamps - è aperta a tutti ma vincolata al rispetto di alcune regole. sono comunque ammesse recensioni laconiche laddove il valore dell'opera o altri dettagli - sempre per il bene del foro - lo consiglino.

di seguito una lista di film previsti per il 2017, realizzata per ora alla cazzo di cane:

Amityville The Awakening
Underworld 5
Blood Wars
Live by Night
Monster Trucks
Sleepless
The Book of Love
A Dog's Purpose
John Wick Chapter 2
Trainspotting 2
A Cure for Wellness
A United Kingdom
Fist Fight
Patient Zero
The Great Wall
The Maze Runner 3 The Death Cure
Bitter Harvest
Gehenna
God Particle
Tulip Fever
Get Out
Table 19
The Shack
Wolverine 3 Logan
Personal Shopper
Free Fire
The Belko Experiment
Keep Watching
King Arthur Legend of the Sword
Wilson
Ghost in the Shell
Guardians of the Galaxy 2
Life (2017)
Pirates Of The Caribbean 5 Dead Men Tell No Tales

(espandere)

QUI INVECE UNA PLAYLIST CON ALCUNI DEI FILM CITATI PIÙ ALTRA ROBA DEL 2017
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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freakout::1761431
il risultato finale.

no raga per me servono delle premesse, non puoi filmare della gente che recita cosí perché io il film non lo guardo. dai cristo é senza pietá.

Split - M. Night Shyamalan (2016)
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rodolfo::1761463
http://www.imdb.com/title/tt4972582/

ma se n'è già parlato qui? comunque sarò breve. il problema di shyamalan, che ho da tempo messo a fuoco, è che è un ragazzo di talento ma questo talento appare compiutamente in pochissimi film, per una serie di ragioni che non voglio sviscerare qui
Il problema di Shyamalan è che è abbastanza bravo in alcune cose e non in altre (e fin qui ok) però se la crede(va) tantissimo, tanto che anche i suoi film migliori sono assolutamente privi di qualsivoglia umorismo o distacco.
Dopo aver inanellato una serie di passaggi a vuoto (the village et al.) è stato messo per un po' in quarantena, e forse questo periodo gli ha fatto bene perché ho visto un piglio sicuramente più umile in Split - l'altro film di questa nuova fase era un found footage che non ho visto.
rodolfo::1761463
però un epilogo che ne fa a tutti gli effetti quella che definirei una ricchiunata
Non so, nel senso che fino a lì il film se la gioca assolutamente sul sicuro, con Mc Avoy bravissimo a fare tutte le faccette etc. e quindi quel mezzo twist è un rischio coraggioso (o supponente? vedi sopra) per aggiungere quel quid in più.
In realtà i difetti sono a monte, nella scrittura nella prima parte, quando tutti sappiamo quale sia il problema del tipo, eppure ci dobbiamo sorbire i dubbi della vecchia psicologa mentecatta che ci condurranno all'oscura rivelazione. Tutto il discorso delle indagini sui veri effetti dela malattia dovrebbe preparare alla svolta sovrannaturale, senza tuttavia anticiparla: è un meccanismo molto ambizioso che in effetti non funziona benissimo.

Comunque rispetto ai precedenti lavori di S., penso anche all'ottimo Unbreakeable, ho apprezzato un tono più scanzonato, quasi da b-movie che non si prende troppo sul serie-
rodolfo::1761464
(anche per via di un odore di franchise di cui non voglio svelare nulla)
Cristo pietà.

Svegliatemi per l'apokatastasis

Hidden Figures - Theodore Melfi (2016)
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X-post dal forum di St0rmfr0nt

Anno del signore 1961, gli USA di Kennedy si trovano drammaticamente indietro rispetto ai sovietici nella corsa allo spazio. Alla Nasa, i calcoli complessi per mandare l'uomo americano fra le stelle sono ancora gestiti manualmente, poiché esulano dalle ristrette possibilità delle macchine. Il ruolo di computer umani, un po' tipo i parrucchieri disoccupati del Barone di Prony nella Francia post-rivoluzionaria, è affidato alle donne nere, che lavorano alacremente in un'ala appositamente dedicata della struttura di Langley.
Il film segue le vicende e l'emancipazione di tre di queste, appunto le Hidden Figures del titolo: una matematica, un'ingegnera e un'aspirante supervisora. Proprio per inseguire i risultati dei sovietici si spariglia un po' l'organigramma, e ognuna delle tre amiche trova la possibilità di farsi valere.
Hidden Figures si rivela un film solido, tradizionale e mai retorico, impreziosito da un ricco cast. In particolare, il razzismo ancora abbastanza imperante viene rappresentato non come il risultato di un'avversione deliberata, ma come una sorta di habitus mentale che si riproduce in maniera abbastanza inconsapevole. Figura chiave in questo senso è il capo-struttura, un Kevin Costner ancora sorprendentemente in forma. Costui è un uomo del suo tempo, un pragmatico che, pur fregandosene altamente dell'emancipazione dei neri, si trova a combattere contro la pratica segrezionista dei bagni separati, semplicemente perché fa perdere troppo tempo alla sua preziosa collaboratrice coloured.
Anche le stesse protagoniste non sono politicizzate, non si interessano alle battaglie di Malcolm X, e anzi c'è una scena in cui una delle tre trascina i suoi figli lontano da una manifestazione di neri, per evitare di rovinare la propria rispettabilità: Il razzismo secondo Hidden Figures non è un'occasione di battaglia, ma un irragionevole ostacolo alla ricerca di felicità cui si è legittimati in considerazione del proprio talento e delle proprie capacità.
Tant'è vero che il film non necessita nemmeno di un vero e proprio antagonista: sì, c'è Kirsten Dunst* nei panni di una dirigente un po' stronza, che tuttavia alla fine riconosce ragionevolmente i meriti di una delle protagoniste, senza opporvisi. Un villain non risulterebbe del resto necessario, visto che la struttura si regge in piedi da sola, grazie ai tratti da caper-movie**, e il ritmo impeccabile di scene che non sono mai ridotti a meri beat, ma risultano dotate di una loro autonomia e umanità, pur a fronte di un minutaggio non esiguo.
La rappresentazione realistica e post-ideologica dei fenomeni sociali è il principale merito di Hidden Figures, che d'altra parte sconta una lieve meccanicità nella narrazione delle due storie parallele delle co-protagoniste, che arrivano a risultare un po' troppo ridondanti e ancillari rispetto a quella della Henson.
Il rischio potrebbe essere che un feel-good movie si riduca a un ritratto buonista, dove le contraddizioni e i conflitti vengano stemperate in un atmosfera all'acqua di rose. Il pericolo è però prevenuto dal fatto che le storie delle Hidden Figures, cioè di donne comunque professionalizzate e titolari di uno status sociale borghese, non si istituzionalizzano mai in un simbolo della più complessa e mai risolta lotta per l'emancipazione afro-americana.


*Stupenda nella nuova versione imbolsita e vecchia in faccia, da scritturare subito per il remake di Ilsa la belva delle SS.
** in molti punti le vicende di HF, e anche uno dei personaggi, rimandano a quel capolavoro che è The Right Stuff.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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ieri sera in televisione ho visto bring ring, il discusso film di sofia coppola dove fa vedere che le femmine rubbano. devo dire che sono rimasto abbastanza indifferente, ma ho ugualmente indurito su ermione sognando di chiavarla drogata e di venirle dentro.

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ottima rece gonzo, non è il tipo di film che mi esalta ma sembra fatto bene. invece bling ring non è malvagio, ha un po' il problema dei film della coppola che pur mostrado abbastanza efficacemente il disagio della socità americana non si capisce bene dove vanno a parare e si risolvono in un esercizio di stile (pur interessante).
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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