media recensioni :: I FILM DI MENARE* CHE L'ASPHALTO NON VEDR└ MAI NEL 2016

ecco una lista non esaustiva, per lo più inutile e volutamente irritante dei film che potrebbero ricevere una recensione in questo thread della fine dei tempi:

SONY:

Money Monster – 8 aprile 2016
The Shallows – 24 giugno 2016
Ghostbusters – 15 luglio 16
Patient Zero – 2 settembre 2016
The Magnificent Seven – 23 settembre 2016
Underworld 5 – 21 ottobre 2016
Passengers – 21 dicembre 2016
Jumanji – 25 dicembre 2016

ALTRI:

quo vado
goya
ppz
zoolander 2
deadpool
gods of egypt
ave caesar
batman vs superman
risen
999
cpt. america civil war
xman: stocazzo
king arthur and the knights of ecc.
indipendence day 2
tarzano

QUI UNA LISTA DI TRAILER ASSORTITI (72)
da skippare fino al titolo gradito
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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rodolfo::1743838
personalmente non ho pregiudizi e anzi apprezzo il cazzo duro

“Ma non è meglio se pensi solo alla fica, ritardato di merda?”
(Il tubone)

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beh il mio non mi dispiace, purtroppo non capita mai
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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f205v::1743893


Dottore non fingere. A causa di tua figlia l"hai visto almeno 20 volte.


confermo e dico anche che non mi dispiace.

tra l'altro ha anche i seguenti sotto-temi che trovo molto educativi:

1) don't marry on the first date

2) giusta critica del capitalismo (il tizio che vende piu' care le cose da neve che quelle d'estate quando c'e' il lungo inverno, spiegandolo con la legge della domanda e dell'offerta, viene dipinto come un infame; quello che si lagna perche' vive del commercio del ghiaccio e fa pochi affari viene compatito e poi riceve sovvenzioni dalla famiglia reale.)

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Io non ho più figlie in età da asilo da utilizzare come scusa, e pertanto confesso di rivedermelo a martello per il mio proprio piacere personale.
IMHO la scena della fuga sul fiordo ghiacciato, con il mantello viola che svolazza, ha un impatto visivo come pochissime altre nella storia del cinema.

An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)

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Rincoglionimento fase 1 conclamata.
No safety or surprise, the end (Jim Morrison)

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ma non l'ho mai negato!
A carnevale avevo anche l'intenzione di vestirmi da Elsa, ma non c'erano costumini della mia taglia. sigh!

An intellectual is a highly educated man who can’t do arithmetic with his shoes on, and is proud of his lack. (Robert A. Heinlein)

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non vorrei interrompere il vostro idillio ma:
1) frozen è del 2013 quindi dovete parlarne altrove
2) state attenti agli spoiler, io per esempio non l'ho mai visto per intero e bramo dalla voglia di vederlo
3) ma come aveva preso piede la cazzata del "ti tocchi" al punto tre? è una cosa che mi ha sempre fatto cagarissimo
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Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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rodolfo::1743950
1) frozen è del 2013 quindi dovete parlarne altrove


Ha cominciatio er particella, pigliatela con lui.

rodolfo::1743950
ma come aveva preso piede la cazzata del "ti tocchi" al punto tre? è una cosa che mi ha sempre fatto cagarissimo


Faceva parte di uno sketch in una trasmissione della Dandini, credo "Avanzi", dei primi anni 90 in cui la Sabina Guzzanti interpretava Moana Pozzi che faceva domande a risposta multipla e la terza era sempre "ti tocchi".
No safety or surprise, the end (Jim Morrison)

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il tubone::1743952
Faceva parte di uno sketch in una trasmissione della Dandini, credo "Avanzi", dei primi anni 90 in cui la Sabina Guzzanti interpretava Moana Pozzi che faceva domande a risposta multipla e la terza era sempre "ti tocchi".
ma questo mi è sempre stato chiaro, essendone stato fan più o meno incosciente vista l'età e la mia collocazione in un certo milieu, nel bene e nel male.
mi sono sempre chiesto chi avesse imposto questo vecchio tormentone cacoso anni dopo sull'asphalto.
ho dei sospetti e secondo me maghdi (cristian0 allamme) c'entra qualcosa.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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A mio avviso è stato f205v, ma all'epoca ero ancora nel colon superiore dell'internet per cui che ne so
No safety or surprise, the end (Jim Morrison)

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Deadpool: visto il successo domestico e internazionale (450 milioni di $ in due settimane) forse è la volta buona che ricominciano a fare i film R con gli sbudellamenti e le teste mozzate anziché quelli PG-13 dove non muorisce mai nessuno. tra l'altro in sala il pubblico rideva ma per i motivi sbagliati essendo tutti ignoranti e non cogliendo i riferimenti alla cultura pop di cui il film abbonda. quando Deadpool chiama la tipa coi capelli rasati Sinead nessuno coglieva il rimando a Sinead O'Connor probabilmente perché troppo giovani o troppo ignoranti o ambedue le cose.

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una recensione così concepita fa cagare
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rodolfo::1744211
una recensione
Non è una recensione, ma una riflessione (sbagliata), perché Deadpool - per natura dell'operazione e budget complessivo stanziato - ha tutte le carte in regola per costituire nulla più che un'eccezione simpa e sbarazzina alla dura regola del pg-13, dovuta all'oggettiva infantilizzazione del pubblico.
Per il resto, possiamo sempre sperare.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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f205v::1743934

Io non ho più figlie in età da asilo da utilizzare come scusa per guardare le bambine nude su internet, e pertanto confesso di grufolare nel deep web per rivedermele e me lo martello per il mio proprio piacere personale.

“Ma non è meglio se pensi solo alla fica, ritardato di merda?”
(Il tubone)

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Deadpool è un film della madonna sotto diversi aspetti, ma nonostante il doppiaggio sia abbastanza azzeccato voglio fare il cagacazzi e suggerirvi la visione in lingua, Ryan Reynolds vale metà biglietto da solo.

MA se del mondo dei supereroi marvel e più in generale dei supereroi e basta non ve ne frega un cazzo probabilmente lo trovereste piuttosto noiosetto
I D O cane

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scrivi il titolo del film, regista e anno di produzione nel campo titolo.
grazie per la tua recensione.
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The hateful eight - Q. Tarantino (2016)
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L'idea alla base del film consisteva nel riunire più personaggi in un ambiente chiuso, e vedere cosa ne sarebbe uscito, ispirandosi ai bottle episodes de Il virginiano, o Bonanza.
La pratica, di partenza una trovata per risparmiare sulle location, in un certo senso rappresentava una sfida per lo sceneggiatore, che doveva riuscire a tenere desta l'attenzione compensando la povertà oggettiva della mise en scene.
Per quanto il linguaggio del western viva nello spazio dilatato, nella narrazione visuale del viaggio attraverso il campo lungo, fino dai suoi primordi c'è anche una dimensione di segregazione, che rievoca il cabin fever, il mal di capanna che attanaglia charlie chaplin e i suoi sodali ne La febbre dell'oro.
Partendo da queste premesse, in The Hateful Eight si costruisce molto bene l'attenzione su quello che è successo prima nell'emporio, e su quello che accadrà dopo.
Gli innuendos si sprecano, come non si contano le allusioni sarcastiche, il voice-off avvincente, i piccoli indizi che non tutto è come sembra.
Dopo questo lungo preliminare, durato per ben più di metà del minutaggio complessivo, arriviamo allo showdown vogliose e malintenzionate come una cheerleader al prom.
Il punto di svolta, dove i nodi arrivano al pettine, è il flashback, che da un lato soddisfa le nostre aspettative, facendoci scoprire con esattezza cosa è accaduto nell'emporio, dall'altro ha la funzione di evidenziare, in maniera un po' pedestre, la distinzione fra i buoni e i cattivi, fino a quel momento abbastanza ambigua.
Da quel punto in poi, la narrazione diventa prevedibile, tanto che sarebbe stato lecito attendersi un controfinale. In particolare risulta insufficiente la costruzione di Daisy, una lodatissima Jennifer Jason Leigh, che si limita a diventare da vittima, carnefice, senza acquistare alcuna profondità aggiuntiva.
Anche il personaggio di Samuel L. Jackson è abbastanza bidimensionale, diventando il portavoce di metafore sociali insufflate a forza nell'ambientazione western.
Al postutto, si avverte quindi un'inevitabile sensazione di anticlimax, mancando The Hateful Eight di uno sviluppo all'altezza delle suggestioni della prima parte.
Tuttavia, l'abbandono dell'ossessione derivativa e il divertito gioco mascherato tra i vari stereotipi dei personaggi western - forse il vero talento di QT è proprio nella direzione degli attori, che riescono a dare brio a siparietti altrimenti stantii - permettono al film di raggiungere una sufficienza stentata, proprio come una lunghissima e costosa puntata di Bonanza girata in 70mm.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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siamo in definitiva d'accordo sul voto finale e pure su un paio di questioni. la più macroscopica è il personaggio femminile, che a parte proferire un paio di battute da dura ed essere la testa di ponte (tuttavia ovvia) dello sparigliamento finale non riesce mai a prendere una forma sua, sia in termini di cifra attoriale sia come personaggio, e scompare (de jure e de facto) nel nulla da cui proviene.
appare anche eccessivo, come ho già detto, lo sforzo nella creazione di un climax a paragone del suo sgonfiamento, che è poi una baracconata. mi va benissimo la carneficina, ma anche questa deve avere dei contenuti narrativi forti e nel pur noioso (a mio avviso) kill bill ciò tutto sommato è così. non qui. l'aneddotone del negro, che poi serve solo a giustificare una delle faide incrociate, è forte quanto inutile e comunque sembra una grossa inutile appendice al film nel complesso. infatti è una sufficienza, viste alcune cose ben fatte, ma risicata.
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[film del porcodio] Lo chiamavano Jeeg Robot - G. Mainetti (2016) [28 risposte]

In Italia da un po' di tempo a questa parte si è iniziato a parlare del ritorno del cinema di genere, vale a dire quel fenomeno produttivo immensamente popolare che fra i '70 e gli '80 sfornava poliziotteschi, thriller sanguinolenti (che all'estero erano conosciuti come giallo movie) e western sporchi e cattivi come Vamos a matar compañeros. Diverse le ambientazioni, comune il codice espressivo: cruda violenza, visione sociale che oscillava dall'autoritarismo a posizioni più sfumate, sesso morboso.
È una considerazione dettata più dalla nostalgia per una stagione irripetibile che da riscontri oggettivi.
Quello che rimane innegabile è che comunque qualcosa, in un settore immobilizzato dai finanziamenti del MiBACT sul versante produzione e dalle cosche degli esercenti su quello della distribuzione, potrebbe iniziare a smuoversi.
L'ho pensato quando a pochi mesi di distanza, si sono succeduti Non essere cattivo, seguito circa un mese dopo da Suburra. E adesso, Lo chiamavano Jeeg Robot. Tre film con valori produttivi diversi, uniti però da una certa intenzione di riprendere il filo di una grande narrazione popolare,
da tempo interrotta in favore del drama intimista o della character comedy sostanzialmente innocua.

Prima di approdare al lungometraggio, Mainetti aveva dato buona prova con una serie di corti il cui tema centrale era la presenza di un elemento nobile e mitopoietico (Lupin III in Basette, l'Uomo Tigre in Tiger Boy) trasfuso però in un contesto desolante come quello della borgata romana.
La formula di base non cambia nemmeno ne Lo chiamavano Jeeg robot, dove il rito della nascita del super eroe - acquisto dei poteri, progressiva presa di coscienza delle responsabilità, confronto finale con la nemesi - è ambientato fra i casermoni di Tor Bella Monaca. Clark Kent è uno scippatore catatonico che si ingozza di yogurt alla banana e dvd hard, Mary Jane una psicolabile con una storia di abusi sessuali alle spalle, il Joker un piccolo malavitoso in fissa con la discografia di Anna Oxa (probabilmente il personaggio meglio scritto di tutto il film).
Il panorama narrativo ricomprende una sottotrama vagamente distopica, con Roma attanagliata da una sorta di reprise della strategia della tensione, camorristi armati di lanciafiamme, trans strozzini e goderecci.
Al netto di difetti secondari, come un'eccessiva dilatazione del ritmo nella parte centrale, e un finale abbastanza tirato, per probabili motivi di budget, ci si stupisce e rallegra dell'esistenza di un'opera del genere, dove la narrazione è affidata quasi esclusivamente a elementi visuali e non a lunghi dialoghi sbrodolati, dove non c'è paura di smuovere la mdp dall'eterno tinello, lanciandola anzi in dolly audaci, come quello che apre la sequenza di apertura e quella di chiusura del film.
Ignoro se con Lo chiamavano Jeeg Robot sia tornato il cinema di genere, so però che è tornato il cinema, inteso come costruzione di un linguaggio popolare, accessibile a tutti ma non per questo didascalico o banalizzato all'eccesso. È già qualcosa.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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gonzokampf::1744575


Ignoro se con Lo chiamavano Jeeg Robot sia tornato il cinema di genere, so però che è tornato il cinema, inteso come costruzione di un linguaggio popolare, accessibile a tutti ma non per questo didascalico o banalizzato all'eccesso. È già qualcosa.

mi ha interessato in quanto ignoravo, ma per evitare che rodolfo si innervosisca ti ricordo che manca il voto.

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in effetti manca il voto che il prode gonzo sarà lesto ad appòrre, in ogni caso è una ottima recensione che ha il potere di incuriosirmi, anche perché ho già sentito un paio di pareri inaspettatamente positivi. non vi nascondo, comunque, il mio scetticismo norreno, anche perché questo tentativo di ridare vita al cinema di genere non mi ha entusiasmato nei suoi primi exploits. staremo a vedere.
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Debbo confessare che non ho mai capito questo fetish per il voto che fa molto guida tv sul ripiano della cucina in finta radica, comunque opto per un 4/5, convertito fideisticamente in 8 decimi.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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ho quel fetish probabilmente in ragione dell'età (anagrafica) ormai meno verde della tua
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ASPETTA GLI DAI OTTO?
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Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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rodolfo::1744644
ASPETTA GLI DAI OTTO?
Il voto registrato nel database telematico di letterboxd è 4 stelline su 5, non essendo abituato a ragionare in decimi concorre una certa spontaneità un po' ribalda. Ti ricordo però che tu hai premiato con un enorme 8,5 il benemerito The revenant.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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Adesso attendiamo l'ingegnere di turno (il tubone) che ci ricorderà che 4/5=8/10.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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c'è da dire che il fandom è stato sdoganato anche da noi. per esempio nel 2013 Dan Aykroyd è passato alle distillerie Fr4nc0li a lanciare il suo brand di vodka e sono andato a farmi fare l'autografo vestito con la tuta dei gosbusters e lo zainetto protonico. prima di scendere dalla macchina ho avuto dei ripensamenti perché mi vergognavo poi ho visto che c'erano un centinaio di altre persone vestite come me. una volta era normale fare la coda per vedere gianni morandi in libera uscita alla caserma di Pavia ma il cosplay sarebbe stato considerato da malati di mente.

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gonzokampf::1744645
Ti ricordo però che tu hai premiato con un enorme 8,5 il benemerito The revenant.
ho tolto mezzo punto, dammene almeno atto
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