meta bla-bla :: [Nostalgia canaglia] Jobs Act

Nell'asphalto dei bei tempi ci sarebbe stato un bel thread.
L'avrebbe scritto qualcuno che non si occupa di legge, e vi avrebbe inserito più che altro i retroscena politici con tanti momenti di ridere e suore di menare.
L'impianto del testo sarebbe stato neutralissimo, per evitare l'affosso, o sbilanciatissimo per scatenare un flame.

Wile avrebbe commentato ad esempio che fanno bene a rimuovere quante più garanzie possibile, perchè lui è di sinistra ma di una sinistra moderna che si rende conto che l'articolo 18 è il male che va ridotto all'osso, perchè i capitali esteri non investono in Italia mica per i motivi espressi dai doing bùsoni, ma perchè c'è questa brutta cosa che se ti licenziano senza alcun motivo giustificante tuo o di andamento dell'azienda allora può succedere che il giudice ti rificchi nel tuo posto di lavoro, e questo spaventa gli investitori da matti, perchè loro o possono licenziare chi cazzo vogliono, anche se lavora da dio e l'azienda sta fatturando alla grandissima, o col cazzo che si spostano qui (è dimostrato da importanti esami sostenuti).

Il maranza sarebbe accorso, e avrebbe preso la posizione opposta rispetto alla maggior parte di interventi sino a quel momento presenti nel thread. In questo caso però trova solo quello di Wile. Si chiude in casa per l'intera nottata, ignorando la fila di fanciulle disinibite alla sua porta ma soprattutto la merda che esplode dai cessi di tutta Orgiate Lollona, e diviene il maggior esperto di diritto del lavoro che l'asphalto ha mai visto, avvocati compresi.

Nel mentre la discussione sarebbe proseguita con psycho che chiede se non è poi colpa del modo di ragionare insegnato dal latino, se le cose vanno come vanno. Pacciani avrebbe spiegato cos'ha mangiato sua zia quando è passato Renzi in tv su canale 5 alcuni giorni prima.

Il maranza, tornato ricolmo di sapere, avrebbe iniziato a vomitare fatti. E' vero che all'estero esistono Paesi con tutele più deboli delle nostre in materia di difesa del posto di lavoro.
Però è anche vero che esistono Paesi con tutele molto vicine alle nostre, in alcuni sensi più forti anche se in altri più deboli.
Ad esempio la Germania.
La Germania ha tutto un procedimento strano per cui la tutela del licenziamento scatta quando questo non è sorretto da uno dei tre motivi previsti: personale; di condotta; operazionale. A patto che l'azienda abbia più di dieci dipendenti (ma tutto sommato in Italia se ne chiedono di più per l'articolo 18, cioè 15)* e che il licenziato sia in azienda da almeno sei mesi (ecco, il Jobs Act riprende questa cosa ma la eleva al numero di 3 anni, un periodo di prova curiosamente lunghissimo).
Anche la Germania prevede principalmente la reintegra sul posto di lavoro, scopre il maranza con stupore della folla, talvolta persino durante l'attesa della sentenza del giudice: specialmente se il consiglio di fabbrica (organo partecipativo dei dipendenti alle decisioni dei datori) si esprime a favore del dipendente e della sua impugnazione.

A questo punto brullonulla, preso da sentimenti confliggenti tra nonna nazista e effetti di sostanze chimiche inniettate da lui stesso in vena per una sua ricerca, si converte al nazicomunismo e posta una foto del suo cazzo pitturato di rosso, ma ornato di una svasticona e del noto motto del partito a lui tanto caro e che tanto ha saputo ispirarlo nella vita.

Gonzokampf ci ricorda che Himmler avrebbe saputo risolvere il problema dell'articolo 18, a modo suo.

Ma wile non si lascia ingannare così dal maranza, lui che è un fine conoscitore di molte cose grazie a corsi di due giorni, però intensissimi.
In Germania soltanto un numero bassissimo di licenziamenti finisce con una decisione di reintegra sul posto del lavoro, e questa scelta è rimessa al giudice (non al dipendente come in Italia).
Il datore peraltro può tranquillamente creare un clima ostile e poi usarlo come scusante per chiedere comunque l'indennità al posto della reintegra, poichè il diritto tedesco suggerisce di non reintegrare se manca la possibilità di continuare il rapporto di lavoro in modo adeguato (che birbanti questi datori di lavoro tedeschi).
Quindi di fatto non c'è poi questa gran tutela del posto di lavoro.

A questo punto interviene qualche giurista che sino a quel momento era stato in disparte a fare dirtyquote moderati, ad esempio Jared, e fa notare che sebbene lui non sia un esperto in quel campo e le sue siano nozioni risalenti al paleolitico giuridico gli par di ricordare che, sebbene i dati di wile siano veri il fatto è che in Germania c'è, prima di arrivare davanti al giudice, tutta una complessa procedura di mediazione.
Questa prima mira fortissimamente al cercare di evitare il licenziamento, spingendo a far rimanere il lavoratore nel suo luogo di lavoro, e poi se fallisce il primo passaggio tenta di premiare il lavoratore che lascia perdere la causa davanti al giudice e accetta il licenziamento (i.e. se a ben vedere è nel torto) in cambio di una grossa indennità, con il ringraziamento di un tribunale molto meno intasato.
Ed il fatto è che funziona. Si arriva rarissimamente al tribunale, è quasi tutto risolto pacificamente in queste prime trattative. E comunque non è che il tribunale non reintegri, quando si trova a decidere, se lo ritiene opportuno.
Insomma come dichiarano anche Rodolfo Sacco o Gorla, attenzione ai trapianti giuridici perchè bisogna considerare non solo l'istituto che si ricopia, ma anche il contesto nel quale è inserito e che lo rende funzionante.

Rodolfo, forse sentendosi chiamato in causa, dichiara il thread medar, ricordando a tutti che nella patria del suo cuore non esiste realmente il licenziamento, ma solo il demansionamento sino al temuto ruolo di paria noto anche come "scrittrice francese". Poi su un tono più serio ricorda che no, in giappone socialmente è previsto dal giri che il datore si prenda cura personalmente dei problemi del dipendente, e il dipendente fedele non dovrà mai temere di esser licenziato.

La discussione prosegue poi a botte di link. Ad esempio c'è chi sostiene che esistano Paesi come Corea del Sud, Olanda e Svezia che hanno una difesa del posto del lavoro anche più forte della nostra, e che non paiono stare malissimo (link a spieghe sui diritti del lavoro in quei posti). Altri ricordano che ci sono anche Paesi che hanno una difesa più forte della nostra come Portogallo Polonia e Repubblica Ceca che però non è che nuotino nell'oro (link a spieghe sui diritti del lavoro in quei posti) e allora forse non è che sia quello?
Qualcuno suggerisce che in fondo non sia quello a incidere bene o male sull'economia forse, e che magari il discorso sull'articolo 18 ha un po rotto il cazzo è una ciclicità obs e bisognerebbe guardare a ben altri cazzi per risolvere la questione.

Rcp appare per dire che quel gran genio studioso dell'umanità che era De André aveva già capito tutto in una sua canzone.

Qualcuno fa del crosspost dal suo blog per fare della facile ironia alla Serra
Proposta di modifiche alle leggi sul lavoro volte a migliorare le sorti del Paese:
- Raccolta punti per le ferie: il dipendente avrà diritto alle ferie in quantità commisurata a dei bollini, ogni 10 bollini un giorno di ferie; i bollini saranno guadagnati facendo del lavoro straordinario (un'ora = un bollino), e dunque secondo le più recenti normative sull'orario di lavoro con un massimo di 25 giorni di ferie equivalenti a 250 ore di straordinario. Ovviamente il compenso dello straordinario sarà utilizzato per coprire i costi aziendali derivanti dalla mancanza del dipendente durante le ferie, che saranno loro volta non pagate.
- Preavviso: rimosso l'obbligo di preavviso, anche in presenza di giusta causa persino nei recessi ad nutum, a patto che venga sostituito da sguardi sbiechi del titolare verso il dipendente per una durata pari al tempo di preavviso comprovati da almeno altri due dipendenti o, ove non vi sia il numero, da riproduzioni visive.
- Maternità: come per gli altri diritti del lavoratore, anche questo diverrà un diritto a scalare, da guadagnarsi nel corso del tempo; ogni 7 anni di lavoro, sarà consentito un figlio. In caso di parto gemellare è prevista una indennità per il datore del 20% sulla paga annuale nell'anno di competenza, più un 6% per ogni ulteriore gemello sino ad un massimo complessivo del 50%. Anche i congedi parentali subiranno modifiche, e ora saranno consentiti solo previa presentazione di certificato di morte di tutti e quattro i nonni.
- Ius variandi: la dequalificazione ora è sì consentita senza vincolo, consentità però un'indennità se il lavoratore dimostra con disegni di quando era all'asilo su cosa voleva fare da grande che la nuova mansione è al di sotto delle sue aspettative di allora.
- Indennità: l'indennità in caso di licenziamenti sarà commisurata alla capacità del dipendente di tenere in bilico oggetti sul naso. Alcuni punti aggiuntivi potranno essere dati oltre che per la durata anche in base allo stile.
- Assemblea RSA o lavoratori: è ancora consentita, ma ora non solo non sono retribuite le ore di lavoro utilizzate, ma è anche previsto un compenso per l'affitto dei locali d'azienda ove è tenuta. Similiarmente le affissioni di comunicati delle RSA dovranno pagare lo spazio occupato, anche se sarà consentita la possibilità di ridurre l'onore di questa spesa aggiungendo degli sponsor pubblicitari nei comunicati.


Per salvarsi dall'affosso derivante dall'imbarazzante uscita il proprietario del thread è costretto a postare tette.






Silvie ci ricorda che tutte quelle ragazze sono anoressiche. Qualche attention whore suggerisce che forse potrebbe postare immagini di se stessa assai migliori, e tutta l'utenza maschile dimentica che, alla fine, non si affatto parlato chiaramente del contenuto del Jobs Act per tutto il thread. Nello sfondo, ormai dimenticati, Wile e Maranza continuano a scannarsi.

* il licenziamento discriminatorio è vietato più o meno in tutti gli ordinamenti a prescindere dal tipo di azienda numero di dipendenti; però dimostratelo voi ad un giudice che siete stati licenziati perchè vi piace fare l'amore degli uomini e non perchè come sostiene il datore "inserire scusante del datore per il licenziamento"
a really bad news
c'ho che mi hai rotto i coglioni, c'ho
Io conosco una donna nuda.
VINCITORE DEL NOBEL PER LA PACE 2012!

[fork()]

certo, perchè se sgarri in germania è il sindacato per primo che ti caccia a calci, a differenza della fiom che fa le barricate per difendere i sabotatori, gente che grazie alla tessera della cgil ha lavorato 6 ore negli ultimi 4 anni

[fork()]

ippo hai preso in considerazione l'ipotesi che, visto il tuo lavoro, hai un leggerissimo bias anche solo di selezione?

[fork()]

[niten::post]Non mentire sapendo di mentina, 24 mensilità è il limite superiore dell'indennizzo.


Peraltro aziende "piccole" (meno di quindici dipendenti), pagano dalle 2,5 alle 6 mensilità ex legge 604/1966 (salvo delle valutazioni del giudice sull'anzianità, che comunque porta ad un estremo di maggiorazione pari ad un massimo di 14 mensilità).

Le 12 - 24 mensilità, oltre riguardare solo aziende "grandi" (più di quindici dipendenti), non riguardano nemmeno tutte le casistiche di tutela.


[speer::post]no, mi dispiace, non sei credibile dopo questo gravissimo scivolone


Hai ragione, ma ti prego di considerare anche l'orario in cui ho postato.

[supermaz::post]anche se non sono stato menzionato


Il riferimento alla merda che straborda era il mio omaggio a te, o maestro del caccaculo.
a really bad news
c'ho che mi hai rotto i coglioni, c'ho
Io conosco una donna nuda.
VINCITORE DEL NOBEL PER LA PACE 2012!

[fork()]

[peristyl::post]Hai ragione, ma ti prego di considerare anche l'orario in cui ho postato.


hei amico niente scuse, cio' che è fatto è fatto

(la differenza tra il fatto e il diritto? quando è diritto non è fatto, quando è fatto non è piu' diritto)
Come 'l viso mi scese in lor più basso,
mirabilmente apparve esser travolto
ciascun tra 'l mento e 'l principio del casso,

ché da le reni era tornato 'l volto,
e in dietro venir li convenia,
perché 'l veder dinanzi era lor tolto.

[fork()]

[niten::post]
ippo hai preso in considerazione l'ipotesi che, visto il tuo lavoro, hai un leggerissimo bias anche solo di selezione?
io ti dico i fatti come sono nella realtà

[peristyl::post]Le 12 - 24 mensilità, oltre riguardare solo aziende "grandi" (più di quindici dipendenti)
16 dipendenti=azienda grande, a postoh

[fork()]

io ti dico i fatti come sono nella realtà

pat pat pat

[fork()]

[niten::post] io ti dico i fatti come sono nella realtà


fap fap fap
Come 'l viso mi scese in lor più basso,
mirabilmente apparve esser travolto
ciascun tra 'l mento e 'l principio del casso,

ché da le reni era tornato 'l volto,
e in dietro venir li convenia,
perché 'l veder dinanzi era lor tolto.

[fork()]

[ipponatte::post]16 dipendenti=azienda grande


Davvero, io non capisco perchè gli imprenditori si scaglino così tanto conto un articolo che tutela il lavoratore dal licenziamento senza motivo, quando il rendimento personale come motivazione per licenziare è ben un motivo accettato e previsto da:
- "giustificato motivo soggettivo" (inadempimento agli obblighi contrattuali);
- "giustificato motivo oggettivo" (inaempimento incolpevole ma implicante impossibilità di adempiere ai propri obblighi di lavoratore)
- "giusta causa" (indempimento o fatto anche esterno che incide sul rapporto fiduciario)

I casi di motivi soggettivi del lavoratore che non ricadono nel giusto licenziamento tendono quindi ridursi a questioni di "inadempimento non grave" (cioè di modesta entità e non reiterato) o di antipatia tra datore e dipendente su fatti non inerenti al lavoro.
In tali casi, facendo un bilanciamento di due diritti, ben vedo come possa prevalere il diritto al lavoro e al sostegno economico dei propri familiari del dipendente sul diritto di licenziare del datore, ben restando quest'ultimo peraltro prevalente nei tre casi previsti sopra.

Peraltro com'è ovvio il diritto al licenziamento del datore resta prevalente ovviamente per ragioni inerenti all'attività produttiva o all'organizzazione (sempre nell'ambito del giustificato motivo oggettivo), a patto che tra licenziamento e queste ci sia un nesso di causalità e l'effettiva sussistenza delle esigenze aziendali (sulle quali peraltro eventuale giudice non si esprime nel merito, ma solo sull'effettiva soppressione di una posizione lavorativa).

Infine ci sono un sacco di questioni la cui dannosità per le piccole e medie aziende in Italia è assai meno discutibile (tra le principali la difficile tutela e riscossione dei crediti, le tempistiche e i costi burocratici, le tempistiche e i costi dei fornitori di servizi).
L'unica spiegazione che riesco a darmi sul fatto che non siano queste a risuonare mediaticamente come prioritarie rispetto all'articolo 18 è che quest'ultimo sia diventato il capro espiatorio per eccellenza nella mentalità comune e nonché risulti assai più facilmente attaccabile a livello politico.
c'ho che mi hai rotto i coglioni, c'ho
Io conosco una donna nuda.
VINCITORE DEL NOBEL PER LA PACE 2012!

[fork()]

il fatto è che è difficile stimare e provare la capacità lavorativa di una persona e il risultato di un giudizio è sempre molto incerto. se tu affitti la casa a un tipo e quello è inadempiente puoi sbatterlo fuori con relativa rapidità e non devi dimostrare che non ti paga (semmai è lui che deve dimostrare che ti paga), mentre se vuoi licenziare un brutto soggetto devi dimostrare che lavora male o che non hai più lavoro a sufficienza da fargli fare e questo in molti casi è difficile, lungo e costoso.

il datore di lavoro ha interesse a che i rapporti si definiscano rapidamente e in maniera prevedibile, quindi teme molto il giudizio (ovviamente questo non è vero per il datore di lavoro che ha poco o nulla da perdere, come la piccola e piccola azienda).

poi è chiaro che ci sono altri problemi, anche più seri. ma quello che io continuo a non capire è perchè i lavoratori dipendenti non si fanno afferrare per pazzi a causa dei privilegi dei lavoratori pubblici, che sono pressochè inamovibili e lavorano la metà dei privati. assolutamente mi sfugge il motivo per cui i lavoratori non vedono i loro principali nemici.

[fork()]

[scotto::post] assolutamente mi sfugge il motivo per cui i lavoratori non vedono i loro principali nemici.

perche' i dipendenti pubblici, per quanto deprecabili, non hanno il potere di far licenziare quelli privati.
ma tu probabilmente vai da quelli che si lamentano dei ladri che rubano nelle case e gli fai notare che i ladri che svaligiano le banche si appropriano di cifre ben piu' ingenti e fanno un danno molto maggiore alla societa'. sono loro i veri nemici.

[fork()]

anche a voler supporre che i dipendenti non si rendano conto dell'ingiustizia e del fatto che l'inefficienza della pubblica amministrazione è forse la prima causa di crisi, se ne dovrebbero accorgere perlomeno i loro rappresentanti, cioè i sindacati.

i sindacalisti sono pagati per occuparsi dei problemi dei dipendenti, e tra questi problemi ci sono altri dipendenti.

[fork()]

[niten::post]
io ti dico i fatti come sono nella realtà


pat pat pat

[peristyl::post]
[ipponatte::post]16 dipendenti=azienda grande




Davvero, io non capisco perchè gli imprenditori si scaglino così tanto conto un articolo che tutela il lavoratore dal licenziamento senza motivo, quando il rendimento personale come motivazione per licenziare è ben un motivo accettato e previsto da:

- "giustificato motivo soggettivo" (inadempimento agli obblighi contrattuali);

- "giustificato motivo oggettivo" (inaempimento incolpevole ma implicante impossibilità di adempiere ai propri obblighi di lavoratore)

- "giusta causa" (indempimento o fatto anche esterno che incide sul rapporto fiduciario)



I casi di motivi soggettivi del lavoratore che non ricadono nel giusto licenziamento tendono quindi ridursi a questioni di "inadempimento non grave" (cioè di modesta entità e non reiterato) o di antipatia tra datore e dipendente su fatti non inerenti al lavoro.

In tali casi, facendo un bilanciamento di due diritti, ben vedo come possa prevalere il diritto al lavoro e al sostegno economico dei propri familiari del dipendente sul diritto di licenziare del datore, ben restando quest'ultimo peraltro prevalente nei tre casi previsti sopra.



Peraltro com'è ovvio il diritto al licenziamento del datore resta prevalente ovviamente per ragioni inerenti all'attività produttiva o all'organizzazione (sempre nell'ambito del giustificato motivo oggettivo), a patto che tra licenziamento e queste ci sia un nesso di causalità e l'effettiva sussistenza delle esigenze aziendali (sulle quali peraltro eventuale giudice non si esprime nel merito, ma solo sull'effettiva soppressione di una posizione lavorativa).



Infine ci sono un sacco di questioni la cui dannosità per le piccole e medie aziende in Italia è assai meno discutibile (tra le principali la difficile tutela e riscossione dei crediti, le tempistiche e i costi burocratici, le tempistiche e i costi dei fornitori di servizi).

L'unica spiegazione che riesco a darmi sul fatto che non siano queste a risuonare mediaticamente come prioritarie rispetto all'articolo 18 è che quest'ultimo sia diventato il capro espiatorio per eccellenza nella mentalità comune e nonché risulti assai più facilmente attaccabile a livello politico.
ragazzi non fermatevi alla legge, che è scritta benissimo e che trovo inattaccabile.
il problema è la sua applicazione, andatevi a leggere le SENTENZE, verificate la giurisprudenza costante degli ultimi 40 anni e poi valutate se e come sono applicati i principi enunciati dalle norme che regolamentano i licenziamenti in italia

poi per me l'art. 18 è un fatto marginale, preferirei di gran lunga che si introducesse un elenco di situazioni critiche e a lato la conseguenza per il lavoratore, perchè viene lasciata troppa discrezionalità ai giudici, e questo alle imprese non sta più bene, giustamente

se poi devono togliere il reintegro per sostituirlo con l'ennesimo assurdo indennizzo, lo lasciassero come l'ha fatto la fornero (che tanto non ha cambiato un cazzo pure lei)

[fork()]

secondo me bisognerebbe rovesciare il discorso e stabilire che se vieni assunto per un tempo determinato (es. 4 anni) non puoi essere licenziato se non per particolari motivi, mentre se vieni assunto a tempo indeterminato puoi essere licenziato in qualsiasi momento, e senza nessun motivo, con un preavviso, per dire, di un anno (salvi sempre i casi particolarmente gravi).

[fork()]

[ipponatte::post]verificate la giurisprudenza costante degli ultimi 40 anni


Le mie risposte (così come ogni testo universitario delle facoltà di giurisprudenza che si rispetti) tengono abbastanza conto dell'orientamento prevalente della dottrina e della giursprudenza degli ultimini vent'anni (mi riferisco alla dottrina di Cassazione prima di tutto).

Ovviamente il mio resta un quadro generale che non esplicita molti dettagli minori derivanti dalla dottrina, ma che non modificano quanto ho scritto.*

Quello che voglio dire è che la dottrina principale non disapplica normalmente il quadro normativo, ma tende semmai a armonizzare la disciplina, non certamente a negarla.

[ipponatte::post]preferirei di gran lunga che si introducesse un elenco di situazioni critiche e a lato la conseguenza per il lavoratore


Esiste il potere disciplinare del datore di lavoro, e la possibilità (più necessità forse essendone un requisito procedimentale) prevista dalla stessa legge 300 del 1970 che ha introdotto l'articolo 18, di creare un c.d. Codice Disciplinare Aziendale (testo che indica le infrazioni e le relative sanzioni), all'articolo 7.
Previste tra le sanzioni sono il richiamo verbale, l'ammonizione scritta, la multa sino a quattro ore, la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione sino a dieci giorni.
C'è obbligo ovviamente di affissione (per conoscenza), proporzionalità fra infrazione e sanzione, contestazione con immediatezza (è concesso un tempo minimo per accertamenti) e specificità (individuare in maniera chiara i fatti addebitati al lavoratore). La recidiva ha valore.



*
Ad esempio per la giusta causa:
- è legittimata di solito ove risulti inadeguato il licenziamento per giustificato motivo soggettivo o le sanzioni disciplinari minori, così vedasi Cass. 27 gennaio 2004 n.1475;
- è un concetto considerato molto più elastico per le c.d. organizzazioni di tendenza (partiti politici, sindacati, giornali politici, scuole religiose) così vedasi Cass. 8 luglio 1997 n. 6191;
- l'entità del danno subito o del pregiudizio subito dal datore è ininfluente bastando che la gravità sia tale da provocare la lesione del vincolo fiduciario che lega le parti (datore e dipendente) così vedasi Cass. 12 gennaio 2013 n. 444
c'ho che mi hai rotto i coglioni, c'ho
Io conosco una donna nuda.
VINCITORE DEL NOBEL PER LA PACE 2012!

[fork()]

[peristyl::post]Esiste il potere disciplinare del datore di lavoro, e la possibilità (più necessità forse essendone un requisito procedimentale) prevista dalla stessa legge 300 del 1970 che ha introdotto l'articolo 18, di creare un c.d. Codice Disciplinare Aziendale (testo che indica le infrazioni e le relative sanzioni), all'articolo 7.
Previste tra le sanzioni sono il richiamo verbale, l'ammonizione scritta, la multa sino a quattro ore, la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione sino a dieci giorni.
C'è obbligo ovviamente di affissione (per conoscenza), proporzionalità fra infrazione e sanzione, contestazione con immediatezza (è concesso un tempo minimo per accertamenti) e specificità (individuare in maniera chiara i fatti addebitati al lavoratore). La recidiva ha valore.
ti ringrazio del riassunto, ma ti assicuro che un minimo di diritto del lavoro lo mastico.

tu nel codice disciplinare puoi scrivere quello che ti pare, puoi anche non schiaffarlo in bacheca per la maggior parte delle contestazioni, esistono articoli in ogni ccnl che specificano quali comportamenti danno luogo a licenziamento, ma in tribunale funziona diversamente

perchè il giudice sistematicamente opta per la sanzione conservativa in luogo di quella espulsiva, perchè valuta che un furto di 100 euro non è tanto grave da incrinare il vincolo fiduciario, perchè il dipendente che risponde a ogni contestazione con due mesi di malattia è solo una sfortunata coincidenza, perchè i dipendneti che rubavano a malpensa sono stati illegittimamente licenziati perchè l'art.4 della 300/70 impedisce di utilizzare le riprese delle telecamere per finalità disciplinari, potrei andare avanti ma devo fare una lettera di licenziamento

[fork()]

[ipponatte::post]perchè il giudice sistematicamente opta per la sanzione conservativa in luogo di quella espulsiva, perchè valuta che un furto di 100 euro non è tanto grave da incrinare il vincolo fiduciario, perchè il dipendente che risponde a ogni contestazione con due mesi di malattia è solo una sfortunata coincidenza, perchè i dipendneti che rubavano a malpensa sono stati illegittimamente licenziati perchè l'art.4 della 300/70 impedisce di utilizzare le riprese delle telecamere per finalità disciplinar


[ipponatte::post]devo fare una lettera di licenziamento


non ti sembra inutile a questo punto?
(hai ragione su tutto)

[fork()]

[autogrill::post]non ti sembra inutile a questo punto?
devo pur campare

[fork()]

Niente art 18 per i nuovi assunti e primi 3 anni senza contributi. E chi se lo aspettava che avrebbero vinto la lotta all'evasione legalizzandola.

[fork()]

Priapy ma tu non eri tipo un libertarian fieramente opposto alle regole che pongono lacciuoli ai titani, il tutto corredato dalle immaginette zozze di Ayn Rand per i momenti di solitudine?

Svegliatemi per l'apokatastasis

[fork()]

Non libertarian, libero-mercatista e lo sarei tuttora. Ma gli imprenditori italiani non fanno mercato, in un mercato libero e che funzioni la competizione viene fatta sui prodotti ed i servizi, tagliando i costi del lavoro attraverso la tecnologia o chiedendo riduzioni di tasse affinche' i prezzi possano essere piu' competitivi. Questi non sono provvedimenti che incidono sui prezzi o sulla produttivita', anche perche' alla fin fine non toccheranno minimamente i costi del lavoro, finiranno solo nel Cayenne del maranza di turno, la prova del nove e' l'annuncio in pompa magna a quel cancro che e' la confindustria. Vieppiu' che ve li pagate voi sfigati che state ancora in Italia, visto che per ripartire l'economia stanno facendo altri 13 miliardi di deficit.

Il risultato comunque e' che il lavoratore italiano sara' meno tutelato di quello europeo, meno retribuito di quello europeo (volevate la flexicurity? Lavoratori, prr, col cazzo che ve la diamo) e neanche piu' ti pagano i contributi. Le pensioni private non esistono, ed ora ti comincio a dare anche il TFR in busta paga cosi' ti tasso e perdi le agevolazioni.
Dovete morire.

[fork()]

[priapismo asfittico::post]anche perche' alla fin fine non toccheranno minimamente i costi del lavoro, finiranno solo nel Cayenne del maranza di turno
Questo è un ragionamento che si potrebbe fare anche per
[priapismo asfittico::post]tagliando i costi del lavoro attraverso la tecnologia o chiedendo riduzioni di tasse affinche' i prezzi possano essere piu' competitivi
Il problema quindi è la mancata distinzione, culturale prima ancora che ordinamentale, tra impresa ed imprenditore.
[priapismo asfittico::post]voi sfigati che state ancora in Italia
Ahahah risorge il team monorchide #valigiadicartone, ottumo.

Svegliatemi per l'apokatastasis

[fork()]

Pryab, dove sei andato a trovar fortuna?

[fork()]

[gonzokampf::post]
[priapismo asfittico::post]anche perche' alla fin fine non toccheranno minimamente i costi del lavoro, finiranno solo nel Cayenne del maranza di turno
Questo è un ragionamento che si potrebbe fare anche per
[priapismo asfittico::post]tagliando i costi del lavoro attraverso la tecnologia o chiedendo riduzioni di tasse affinche' i prezzi possano essere piu' competitivi
Il problema quindi è la mancata distinzione, culturale prima ancora che ordinamentale, tra impresa ed imprenditore.
[priapismo asfittico::post]voi sfigati che state ancora in Italia
Ahahah risorge il team monorchide #valigiadicartone, ottumo.


Non tra impresa ed imprenditore. Ma tra azienda (nell'accezione economica) ed impresa. Comunque il problema non si sarebbe posto, se fossero stati candidamente interessati ad abbattere i costi del lavoro avrebbero rimodulato l'IRAP.

[vincibile::post]
Pryab, dove sei andato a trovar fortuna?

Lavoro per la prestigiosissima tema apaccini.

[fork()]

[priapismo asfittico::post]Vieppiu'


sei certo di conoscerne il significato?
Come 'l viso mi scese in lor più basso,
mirabilmente apparve esser travolto
ciascun tra 'l mento e 'l principio del casso,

ché da le reni era tornato 'l volto,
e in dietro venir li convenia,
perché 'l veder dinanzi era lor tolto.

[fork()]

[speer::post]
[priapismo asfittico::post]Vieppiu'


sei certo di conoscerne il significato?


da Treccani.it
avv., letter. – Ancor più.

dizionario.it

vieppiu 1 (iato) 1 e inoltre, c'è dell'altro, ancora;sempre di più, maggiormente

[fork()]

[priapismo asfittico::post]se fossero stati candidamente interessati ad abbattere i costi del lavoro avrebbero rimodulato l'IRAP

Rendi non ha appena annunciato un taglio dell'IRAP da 6 miliardi?

[fork()]

[niten::post]
[priapismo asfittico::post]se fossero stati candidamente interessati ad abbattere i costi del lavoro avrebbero rimodulato l'IRAP

Rendi non ha appena annunciato un taglio dell'IRAP da 6 miliardi?

Si', ma la "componente lavoro". L'IRAP va rimodulata, nel senso che vanno rivisti i criteri per identificare i soggetti passivi (oggi la paghi indipendentemente dal fatto che la tua impresa sia in perdita ed in cambio ottieni delle deduzioni, e' ironico che Forza Italia esprima delle posizioni piu' sensate di quelle di Renzi), un'operazione del genere richiede delle revisioni strutturali (sostanzialmente al sistema sanitario nazionale, visto che l'IRAP occorre prevalentemente per finanziare quel buco nero che e' la sanita' regionale) che e' pacifico che Renzi non voglia effettuare.
Con questa manovra brancolano nel buio, lo vedi dagli stessi ministri che cambiano idea ogni 2 giorni. In 20 giorni da 3 miliardi siamo arrivati a 30, renditi conto della serieta' dei calcoli.

[fork()]

[priapismo asfittico::post]
Niente art 18 per i nuovi assunti e primi 3 anni senza contributi. E chi se lo aspettava che avrebbero vinto la lotta all'evasione legalizzandola.


effettivamente appare una sorta di legalizzazione di pratiche già in atto. d'altronde, renzi e compagni sanno che senza provvedimenti impopolari non c'è nessun modo di incidere significativamente sull'occupazione se non facendo apparire quella irregolare.

è una cosa profondamente ingiusta ed è anche una scelta pavida. nella migliore delle ipotesi, gente che lavora da anni a nero avrà questo contratto "per i giovani" e nel complesso continueremo a perdere capacità produttiva. purtroppo non si vede gente che abbia il coraggio di affrontare il problema grosso, che rimane sempre, SEMPRE, la pubblica amministrazione.

asphalto FAQ
categorie Espandi/contrai