media recensioni :: [1] 53 film e vaffanculo al 2013

USCITI IN ITALIA

Gravity: capolavoro capolavorissimo.
il secondo miglior film dell'anno dopo "the act of killing", l'unico che son visto 2 volte al cinema. lo stato dell'arte cinematografica, perfetto, 15 minuti di piano sequenza iniziale e non te ne accorgi, sensazione di meraviglia fisica davvero paragonabile al treno dei Lumière.
e finalmente gran ritorno di Sandrona Bullock, che tutti odiano ma per cui io ho dell'affetto dai tempi di "formula per un delitto" che mi introdusse al concetto di milf.

Elysium : delusionissima.
storia ipocrita e pigra, concept art sprecato e/o fuori tono. un esempio su tutti: nel si capisce per quale motivo i poveracci non possano accedere alla macchine curative, sembra quasi un dispetto tanto per, dato che alla fine le portano sulla terra senza problemi; cioè sembra quasi che glielo impediscano così, per dispetto.
a sorpresa Oblivion, per quanto derivativo, ne esce molto meglio, sopratutto più onesto.

This is the end: divertente.
incredibilmente l'inevitabile effetto "pompini a vicenda" dei film fatti dai circoletti di simpatia (in cui gli attori alla fine si divertono più del pubblico, vedi i cari Ocean) non è così molesto, anzi, l'operazione è talmente iperconsapevole che riescono a coinvolgere lo spettatore in un ironia al cubo. solo la mezz'ora finale non mi è piaciuta, quando appunto escono dalla casa degli sketch e cercano di concludere il film in un modo legittimo e serio.
è però un po' inquietante la mancanza di figa in tutta 'sta bromance (watson e rihanna staranno in scena per 10 min. al massimo).

Kick Ass 2: meh, anzi delusione.
diviso perfettamente a metà: le parti col i cattivi e hit girl son grandiose, il cattivo sopratutto riesce a unir perfettamente la linea demenziale e quella realistica della storia (vedi la scena del tentato stupro).
la parte col protagonista è una menata fuori luogo, titubante e contraddittoria. esempio il modo goffo con cui è sottoutilizzato jim carrey.

In Another Country: delizioso.
Hong Sang-soo fa sempre lo stesso film, quieto, lieve, aggraziato e a suo modo divertente. qui (per la prima volta distribuito in italia) con l'espediente delle tre storie con al centro tre diverse incarnazioni di una donna francese (huppert, adorabile) è un po' più dinamico, con contorno di rimandi, simmetrie e giochini visivi.

Monster University: divertente tutto sommato.
a suo tempo a legger la trama avevo sbuffato, e difatti non è niente di straordinario, siamo ancora in questa fase di risacca in cui la pixar va sul sicuro a far cassa e lascia la sperimentazione alla disney principale, e chi se lo aspettava?
detto questo non è affatto una mezza cagata come cars 2, è divertente (in alcuni punti, tipo la mamma che ascolta il metal, ho davvero riso rumorosamente), con un finale non banale e (raro) svolge seriamente il lavoro del prequel.

In Trance: più che brutto, insipido come una cozza grigia dell'insalata di mare del pam.
sembra davvero diretto dalla caricatura immaginata dagli odiatori di danny boyle. tenete conto poi che il jolly dell'ipnosi mi ha sempre fatto cagare a pelle (old boy a parte).

A Royal Affair: non male.
ultimamente vedo che c'è una difficoltà pazzesca a fare film storici senza cascare in menate televisive con un tono da elisa da rivombrosa.
qui il film parte avvantaggiato perchè per una volta quel tono e quelle menate son interessanti, perchè veri e realistici: Cristiano VII di Danimarca e la regina Carolina erano appena ventenni all'epoca dei fatti, sentimenti e stupidità sono per una volta plausibili, e l'incredibile parabola del dottor Struensee è andata effettivamente più o meno così.

Bling Ring: cagare.
presuntuoso, banale e moralista senza credenziali. davvero non si capisce dall'alto di cosa la coppola giudichi queste cretine, senza aggiungere assolutamente niente all'articolo originale; proprio l'articolo e basta, non un libro o una ricerca più estesa. anzi c'è anche meno roba. raramente si è veste un passaggio così fulmineo da "giovane promessa" a "solita stronza" (alla fine stringi stringi l'unico del clan coppola che ha mantenuto la sua integrità artistica fino ad oggi è nic cage). classico film di cui ricordi giusto la splendida fotografia (di Savides, l'ultima purtroppo).
si salva anche emma watson, figa da non riuscire a guardarla, che parla un perfetto valleyspeak impregnato di odio purissimo verso il suo personaggio.

La fine del Mondo: mah.
non so, adoro wright, adoro pegg-frost, ho adorato gli altri due film della trilogia del cornetto, ma questo mi ha lasciato un po' così. sopratutto son rimasto interdetto dallo scorto di tono del finale mi sembrava boh, banale e goffamente verboso (con quello spiegone). poi questa rece mi ha fatto abbastanza ricredere: sì, il finale mi era sembrato usurato ma perchè in effetti l'avevo letto, non visto decine di volte. il finale continua a sembrarmi sbilanciato ma son più convinto.

Rush: bello.
puro mestiere, classico e solido, morgan e howard son bravi perfino quando son didascalici. grande Daniel Brühl, grandi i baffoni di Savino, thor sempre simpatico.

You're next: figata.
film di genere originale, fatto da chi il genere lo conosce e lo ama, senza stronzate ironiche e altre scorciatoie sbrigative, e ne sfrutta le regole dall'interno senza stravolgerle ma senza neanche farsi ingabbiare, cioè la cosa più difficile da fare in assoluto, ma anche l'unico modo in cui si può far un horror con prospettive dopo "the cabin in the woods".
è fatto dalla cumpa del mumblecore (van sempre meglio), quindi gran parte dei dialoghi son improvvisati, quindi va visto in inglese.

Mood Indigo: meh.
non è brutto, ma a pelle mi ha lasciato un po' freddo. gondry gondryzza come se non ci fosse un domani, riconoscibilissimo, ma il tutto vien fuori manierista, non riesco a perdermici in questo mondo. d'altronde è fedele al libro originale di Vian, ma la fedeltà è un giusto adattamento per un libro del genere? cmq ho adorato la parodia di sartre (era anche la cosa più divertente e comprensibile da trasporre).

Riddick: tutto sommato cagare.
peccato perchè in realtà ci son 3 film: la prima parte è una figata, un survival alieno in solitaria, la seconda un interessante ribaltamento di prospettiva con riddick che fa il predator, la terza un imbarazzante scopiazzatura del primo film che affonda il tutto.
però son contento che il franchise vada avanti, dopo quella incosciente follia megalomane da fanboy che era il secondo film.

The Heat: buono.
l'altro film del ritorno di Sandra Bullock, buddy cop classica con semplicemente due donne come protagoniste. io ho riso, ma appunto dicevo sopra che ho una insana passione per la sandrona, neanche provo a difendermi.

Cattivissimo me 2: si ride.
niente di che, scenette dei minion una dietro l'altra, questo volevamo e a posto così.

Cani Sciolti: bello.
film di genere solido e senza fronzoli, duro & puro, attori tutti bravi, l'ammiraglio adama torna fa il cattivo.

Captain Phillips: interessante.
non avevo mai visto un tale scarto, anzi lotta fra sceneggiatura e regia, con la prima che racconta senza tante sfumature di un capitano ammerigano prima in lotta e poi ostaggio dei pirati somali (senza far terzomondismi, gente cmq terrificante) e la seconda che mostra che questi pirati son cmq adolescenti pelle e ossa che vanno avanti a forza di qat, fregati senza speranza fin dal primo istante. la prima parte con l'inseguimento e l'abbordaggio vince la prima, nella seconda (più estenuante dell'ultima mezz'ora di zero dark thirty) con l'inseguimento di 3 NAVI DA GUERRA contro 3 pirati scalzi vince la seconda.

Blancanieves: bellissimo.
è la storia di biancaneve virata in ambiente andaluso,muto e in bianco e nero, apparentemente sulla scia di The Artist, ben diverso in realtà.
the artist per quanto bello rimaneva un esercizio di stile, questo invece è un film più completo, sensato, un cui il muto è uno strumento funzionale alla storia e non il fine dell'operazione. oltre ad esser una delle trasposizioni più belle della fiaba originale, coerente, commovente e con un gran finale.
e sopratutto a chi di voi come me ha visto "y tu mama tambìen" da adolescente dico solo: Maribel Verdù matrigna-mistress.

Ender's Game: bof, insipido.
trasposizione fredda e smorta, tendente al noioso e al risparmio del romanzo, sfrondata all'essenziale, cioè ridotta alla parte che i questi 20 anni ha già influenzato decine di altri lavori, risultando già vista e perdendo efficacia, in un caso esemplare di unfanny seinfeld. anche se bisogna tener conto che la roba più è interessante nel secondo libro, speaker for the dead.

Machete Kills: cagarissimo.
basta, han rotto i coglioni. spiace per trejo, ma ormai rodriguez neanche ci prova, trama del cazzo inutilmente complicata, sembra ci abbian tirato dentro roba alla cazzo di cane tanto per, carrellata di famosi con 5 minuti a testa per far le faccette, dir qualche parola con le s alla fine e metter il nome sul cartellone.

Prisoners: molto bello.
si prende con calma lo spazio e il ritmo di un romanzo, senza momenti di stanca o noia. grandi attori, apprezzato il modo in cui viene suggerito il loro passato e attitudine con movenze e particolari, senza spiegoni (per gyllenhaal sopratutto) appunto come se stesimo leggendo la descrizione in un romanzo.

Venere in Pelliccia: bellissimo, 4° film dell'anno dopo pacific rim.
polanski prende uno dei libri più stupidi e ridicoli della letteratura e lo ribalta dall'interno, senza stravolgerlo o cambiarlo ma usando la sua stessa ridicolaggine come arma e arrivando ad un finale che era implicito nelle possibilità del libro e che poteva esser tranquillamente quello originale, se non fosse stato scritto da un cretino.
gran ritorno da ubermegamilf di emmanuele seigner, e quel vecchio laido di suo merito sta sempre bene attento a metter il suo seno al centro dell'inquadratura a nostro favore. grazie Polanski.

Thor the dark world: buono tutto sommato.
nonostante non raggiunga il livello del film di branagh e ci sia un cattivo che brilla per assenza di carisma si lascia guardare, grazie sopratutto ad un loki infilato a forza un po' ovunque. per il resto trama ridicola, idris elba che tira giù caccia stellari spadate e faccette bufe come se non ci fosse un domani.

Hunger Games: bello.
al secondo episodio si evita quella festa dell'anticlimax che era il primo film, ingabbiato dal contrasto fra la trama e l'imperativo di ottenete un pg13. qui si riprende quell'aspetto della storia lasciato più in disparte nel primo film, con la prima metà incentrata su katniss costretta portare una maschera fedele al regime in un tour celebrativo (ed io mi immagino quelli della promozione quanto si devono essere segati al sangue al pensiero che l'immagine pubblica di jennifer lawrence riflette quella del personaggio). più di due ore che scorron via velocemente e jennifer lawrence al solito fantastica. davvero un buon adattamento, mi ha fatto venir voglia di legger i libri (l'ultima volta mi era capitato con "cloud atlas").

The way way back: si ride.
di solito non sopporto a pelle i film sull'adolescenza, questo poi in particolare è particolarmente finto. ma il personaggio di sam rockwell (finto, fintissimo) e compagnia son talmente divertenti che non ho resistito, pace.

Don Jon: molto interessante.
trattando più o meno lo stesso tema di Shame, l'della pornografia, questo film è sbilanciato come Shame, ma dal lato opposto. se Shame era eccessivamente cupo, tristone e mortificato sull'argomento seghe, questo è un po' troppo colorato e sbrigativo nel trovare la soluzione all'alienazione (sorpresa, è l'amore very). per resto gordon-levitt fa la mossa vincente di interpretare lui stesso il ruolo elvis ramore, e bello e palestrato com'è evita che ci fermi a liquidare il tutto come drammi da sfigati segaioli per trattare con leggerezza l'alienazione del porno, la trance dell'eccitazione che dura ore, la frustrazione nel non riuscire a replicare quell'abbandono nella realtà. calca un po' troppo il tratto grottesco con la famiglia e sopratutto con la fidanzata (scarlett johnasson, mai così tamarra e plasticata), che vive una alienazione parallela dove il porno è sostituito dall'immaginario romantico da 4 soldi sfigato e precotto, ma è troppo inverosimilmente stupida e inconsapevole per esser credibile (ad es. si vergogna che a jon piaccia pulir casa sua, ma dai).

Blue Jasmine: buono
uff, dopo quella merda a roma non ci si credeva, ma allen è tornato con un buon film, caricato da un personaggio che odia e su cui infierisce con gusto. più fuori fuoco il personaggio di sally hawkins (amory), lasciata un po' a se stessa e senza direzione.

Behind the candelabra: molto bello.
toh paradossalmente forse è questo il film migliore di soderbergh, una storia d'amore sepolta sotto lustrini, ori, pantofole dorate, plastica e quintali e quintali del kitsch più sgargiante in apparente contrasto col suo stile piano e dimesso.

Frozen: bello.
per certi versi mi è sembrato un passo indietro rispetto a rapunzel: meno soldi, regia meno inventiva, un comic relief nazista (ciao gonzo!) insopportabile.
ma la verità è che questo è l'unico film disney che vada visto in inglese, perchè è in effetti un musical completo, e se le altre volte l'adattamento dei 3-4 pezzi musicali disney era sempre andato bene qui non basta, perchè l'intero film tradotto ne esce appiattito e verboso. difatti sono andato a sentirmi le canzoni in inglese ed è tutta un'altra storia.
per il resto la storia ha un taglio originale, bei caratteri e un paio di ribaltamenti dell'immaginario disney niente male (vedi principe). alla fine è quello che avrebbe dovuto essere "Brave" in origine.

Via Castellana Bandiera: cagare, cagarissimo.
banale, noioso, irritante, insopportabilmente didascalico. il peggiod del preteso cinema d'autore italiano unito a tutti i difetti in cui possono cascare un'opera e una regista teatrali nel passaggio al cinema.
salvo solo il momento delle domande dopo la proiezione in cui la dante ha almeno preso per il culo il pubblico.

Sacro Gra: bello, ma non da leone d'oro.
le storie son interessanti, si intuisce il lavorone di ricerca dietro, ma la griglia compositiva in cui le storie son immerse le soffoca.
capisco la scelta artistica, il farle affiorare e sparire come elementi del paesaggio mentre si gira per il raccordo, ma così sacrifichi storie interessanti di cui si vuol sapere la "fine" (ad esempio quella del botanico vs. i parassiti) per un rigore stilistico che non val molto la pena.

About Time: carino.
ma davvero carino ai limiti della truffa, non c'è espediente e trucco che Curtis non usi per farsi piacere, e funzionano tutti fanculo a lui. film coi viaggi del tempo come mero strumento per fare un'altra commedia romantica calibratissima

Still Life: bello.
Eddie Marsan finalmente protagonista pieno in un film che dato l'argomento rischiava di cascare nel baratro del melenso odioso e invece si mantiene fermo, dignitoso e commovente il giusto fino alla fine (cede solo nell'inquadratura finale).
consigliato a chi sente la mancanza di six feet under.

NON USCITI IN ITALIA

Drinking Buddies: adorabile.
per me il film migliore della compagnia del mumblecore, con dialoghi tutti improvvisati e personaggi di cui ti innamori subito. segnalo olivia wilde figa abbagliante e la anna kendrick coccolosissima.

Your sister's sister: carino.
altro film mumblecore , questo è più nella media e non si solleva molto da una placida carineria. ha il pregio maggiore nel mostrare realisticamente quanti cazzo di casini e menate può causare una insoddisfacente scopata di neanche 10 min.

Frances Ha: bello con riserva.
si è bello innegabilmente, ma io non me ne sono innamorato come apparentemente il resto del mondo. sarà che ho un problema con le cose più vicine a me, se vedo qualcosa che mi riguarda direttamente di solito sto male (è il motivo per cui non guardo "Girls".
tolta questa reazione a pelle non ho capito l'entusiasmo per opera sì bella, sì con grand rigore formale alla regia e sì con una grande attrice ma che appunto non si discosta molto da una bella puntata di "Girls" (ma con un finale consolatorio fuori posto).
probabilmente è il classico caso di visione rovinata dall'hype.
cmq la parte del weekend a Parigi è una roba talmente vera da star male, da sola giustifica il film.


Journey to the west: conquering the demons: figata.
film del ritorno di Stephen Chow ai livelli di "Kung Fusion", con una specie di prequel del "Viaggio in Occidente" di Xuanzang che racconta come conobbe e conquistò la fedeltà del Re delle Scimmie, del Porcello e Sabbioso. strapieno di inside jokes godibili più dai rodolfi che dagli occidentali, ma cmq divertente anche se non si conosce il background originale.

Drug Wars: fantastico.
To in uno degli apici della sua perfezione geometrica, una figata dietro l'altra.

Magic Magic: interessante tutto sommato anche se tendente al noioso.
è la storia di anna la slow vacca interpretata da juno temple e micheal cera nel ruolo di pacciani. film sulla la timidezza patologica e azzoppante che sfocia nella paranoia e nella malattia mentale, nell'ostilità percepita degli ambienti sociali estranei e di quanto siano soffocanti se non si hanno gli strumenti emotivi per gestirli.
come dicevo a tratti è noioso el finale è un gran (e facile) meh ma il tema pricipale è così interessante e originale nella sua normalità che alla fine lo salvo.

Maniac: buono.
finalmente un bell'esempio di remake utile e ben fatto, che prende uno spunto di un classico di medio livello del passato e lo rinnova in maniera sensata. la storia e il tono sono già visti, ma con l'espediente della soggettiva (neanche nuova pure questa, ma ben fatta, e per una volta non è un fuond footage)e un wood volenteroso porta a casa il risultato.

VHS 2: film a episodi. il primo inutile, il quarto e il secondo son carine variazioni sul tema per appassionati, il terzo è FIGATA ASSOLUTA.
da solo giustifica il film, è diretto dal gareth edwards di "the raid". davvero una figata furiosa e entusiasmante.

The conspiracy: non male.
fuond footage sul complottismo che non si fa odiare, a metà fra kill list e the wicker man (l'originale), ma sopratutto con qualcosa di interessante da dire sul tema

Haunter: buono.
di solito le storie di fantasmi mi annoiano a morte, genere di ci tendenzialmente mi frega poco anche in letteratura. Questa si salva per l'approccio un po' alla matheson-gaiman di Natali, regista di fantascienza sempre interessante, che scansa la noia e il già troppo visto e coinvolge.

Sleepwalk with Me: carino tutto sommato.
è il testo di un monologo comico allungato a film, alla fine funziona, diciamo che è operazione simile al "Louie" di Louis C.K. anche se non arriva a quei livelli siderali. solo la fidanzata (la claire di Six feet under) è troppo improbabilmente figa per lui e puzza un po' di maniac pixie dream girl.

Stalingrad 3D: cagarissimo.
mi aspettavo retorica e pesantezza ma anche epica gigantista (per quanto didascalica) nello stile di Bondarchuk (il regista è il figlio), ma niente, una rottura di coglioni retorica senza scampo. per dire si fa superare persina dal "nemico alle porte" di Annaud.

Much Ado About Nothing: bello.
girato da joss whedon a casa cua coi suoi amichetti durante le pause di lavorazione di the avengers, è un buon esempio dell'ormai lungo filone degli shakespeare in ambiente moderno. regia e attualizzazione sensata, bravi attori e il gioco è fatto. sembra facile ma in realtà non lo è, son cascati male in tanti.

Our Sunhi: molto carino.
come dicevo sopra Hong Sang-soo fa sempre lo stesso film, lieve e divertente, e anche qui si ripete, su una donna che rimane alla fine un mistero per tre uomini che credono di conoscerla, e 90 minuti di discussioni, ubriache e non, a camera fissa scorron via veloci.

The Zero Theorem: bruttino
continua il declino di Gilliam, qui confusionario e senza direzione, che pare abbia finito i soldi a metà lavorazione e quindi abbiamo una prima metà con abbondanza di noiose eccentricità, lucine, fantascienza vecchio stile e una seconda metà chiusi in un salonea a dar metaforiche testate al muro.
Waltz sprecato.

The Unkown Know: mah.
cmq interessante eh, ma mi sembra un mezzo fallimento, il documentario di Morris su Rumsfeld non riesce del tutto ad inquadrare l'uomo e la sua epoca come con McNamara in "Fog of War". Rumsfeld sfugge, non dico che batte Morris ma riesce ad uscire dal mirino, lasciando il suo eloqui al suo posto.

Piccola Patria: occasione sprecata.
parte alla grande con una storia di ricatti con protagonista una coppia di amiche tendenti al lesbismo nella profonda provincia della terra dei supermaz. purtroppo però poi si perde la direzione dedicandosi alle solite menate retoriche s immigrati e veneti abbruttiti e distogliendo invece l'attenzione dai personaggi più interessanti. peccato perchè l'ambiente e ben ritratto e le protagoniste indigene sono brave.

Les Terrasses: molto bello.
Allouache si libera dei vezzi tipici degli autori franco-maghrebini che ancora affliggevano "Le Repenti" e tira fuori un film corale dinamico, interessante e per alcuni filoni appassionante.

Locke: bello.
gran prova d'attore di Tom Hardy che sta da solo in macchina per 80 minuti senza annoiare anzi appassionando e coinvolgendo per questo personaggio che perde tutto per far "la cosa giusta" o meglio per un puntiglio di onore e rivalsa.
sempre aspirante.

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rashid::1689183
Gravity: capolavoro capolavorissimo.
rashid::1689183
Hunger Games: bello.
l'orrore, l'orrore.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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ahahahah
autostrada con le scale
avocado saponetta
tricipite basket
(allegrodemiurgo)

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rodolfo::1765930
rashid::1689183

Gravity: capolavoro capolavorissimo.
rashid::1689183

Hunger Games: bello.
l'orrore, l'orrore.
Sei esagerato e non condivido questo attacco postumo a Rashid, che ci ha anzi indicato la via della recenziona prima di sublimarsi in un'entità immateriale promanante giudizi di manica larga dallo spazio profondo.
Ciò detto, Gravity è un giocattolone funzionante ma molto molto ingenuo nelle premesse come nella conclusione; Hunger Games, inteso quale rimasticazione di Battle Royale per il pubblico prepubere PG-13, non è nemmeno il peggio del peggio.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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ma infatti esprimevo semplicemente dissenso nei confronti di un metodo. gravity è un "buon" film (non un capolavoro) hunger games è una ciofeca totale. questo senza nulla togliere a rashid come capostipite dei recesori cinematografici di asphalto, visto il suo impegno e la sua costanza.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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