media recensioni :: [1] 53 film e vaffanculo al 2013

USCITI IN ITALIA

Gravity: capolavoro capolavorissimo.
il secondo miglior film dell'anno dopo "the act of killing", l'unico che son visto 2 volte al cinema. lo stato dell'arte cinematografica, perfetto, 15 minuti di piano sequenza iniziale e non te ne accorgi, sensazione di meraviglia fisica davvero paragonabile al treno dei Lumière.
e finalmente gran ritorno di Sandrona Bullock, che tutti odiano ma per cui io ho dell'affetto dai tempi di "formula per un delitto" che mi introdusse al concetto di milf.

Elysium : delusionissima.
storia ipocrita e pigra, concept art sprecato e/o fuori tono. un esempio su tutti: nel si capisce per quale motivo i poveracci non possano accedere alla macchine curative, sembra quasi un dispetto tanto per, dato che alla fine le portano sulla terra senza problemi; cioè sembra quasi che glielo impediscano così, per dispetto.
a sorpresa Oblivion, per quanto derivativo, ne esce molto meglio, sopratutto più onesto.

This is the end: divertente.
incredibilmente l'inevitabile effetto "pompini a vicenda" dei film fatti dai circoletti di simpatia (in cui gli attori alla fine si divertono più del pubblico, vedi i cari Ocean) non è così molesto, anzi, l'operazione è talmente iperconsapevole che riescono a coinvolgere lo spettatore in un ironia al cubo. solo la mezz'ora finale non mi è piaciuta, quando appunto escono dalla casa degli sketch e cercano di concludere il film in un modo legittimo e serio.
è però un po' inquietante la mancanza di figa in tutta 'sta bromance (watson e rihanna staranno in scena per 10 min. al massimo).

Kick Ass 2: meh, anzi delusione.
diviso perfettamente a metà: le parti col i cattivi e hit girl son grandiose, il cattivo sopratutto riesce a unir perfettamente la linea demenziale e quella realistica della storia (vedi la scena del tentato stupro).
la parte col protagonista è una menata fuori luogo, titubante e contraddittoria. esempio il modo goffo con cui è sottoutilizzato jim carrey.

In Another Country: delizioso.
Hong Sang-soo fa sempre lo stesso film, quieto, lieve, aggraziato e a suo modo divertente. qui (per la prima volta distribuito in italia) con l'espediente delle tre storie con al centro tre diverse incarnazioni di una donna francese (huppert, adorabile) è un po' più dinamico, con contorno di rimandi, simmetrie e giochini visivi.

Monster University: divertente tutto sommato.
a suo tempo a legger la trama avevo sbuffato, e difatti non è niente di straordinario, siamo ancora in questa fase di risacca in cui la pixar va sul sicuro a far cassa e lascia la sperimentazione alla disney principale, e chi se lo aspettava?
detto questo non è affatto una mezza cagata come cars 2, è divertente (in alcuni punti, tipo la mamma che ascolta il metal, ho davvero riso rumorosamente), con un finale non banale e (raro) svolge seriamente il lavoro del prequel.

In Trance: più che brutto, insipido come una cozza grigia dell'insalata di mare del pam.
sembra davvero diretto dalla caricatura immaginata dagli odiatori di danny boyle. tenete conto poi che il jolly dell'ipnosi mi ha sempre fatto cagare a pelle (old boy a parte).

A Royal Affair: non male.
ultimamente vedo che c'è una difficoltà pazzesca a fare film storici senza cascare in menate televisive con un tono da elisa da rivombrosa.
qui il film parte avvantaggiato perchè per una volta quel tono e quelle menate son interessanti, perchè veri e realistici: Cristiano VII di Danimarca e la regina Carolina erano appena ventenni all'epoca dei fatti, sentimenti e stupidità sono per una volta plausibili, e l'incredibile parabola del dottor Struensee è andata effettivamente più o meno così.

Bling Ring: cagare.
presuntuoso, banale e moralista senza credenziali. davvero non si capisce dall'alto di cosa la coppola giudichi queste cretine, senza aggiungere assolutamente niente all'articolo originale; proprio l'articolo e basta, non un libro o una ricerca più estesa. anzi c'è anche meno roba. raramente si è veste un passaggio così fulmineo da "giovane promessa" a "solita stronza" (alla fine stringi stringi l'unico del clan coppola che ha mantenuto la sua integrità artistica fino ad oggi è nic cage). classico film di cui ricordi giusto la splendida fotografia (di Savides, l'ultima purtroppo).
si salva anche emma watson, figa da non riuscire a guardarla, che parla un perfetto valleyspeak impregnato di odio purissimo verso il suo personaggio.

La fine del Mondo: mah.
non so, adoro wright, adoro pegg-frost, ho adorato gli altri due film della trilogia del cornetto, ma questo mi ha lasciato un po' così. sopratutto son rimasto interdetto dallo scorto di tono del finale mi sembrava boh, banale e goffamente verboso (con quello spiegone). poi questa rece mi ha fatto abbastanza ricredere: sì, il finale mi era sembrato usurato ma perchè in effetti l'avevo letto, non visto decine di volte. il finale continua a sembrarmi sbilanciato ma son più convinto.

Rush: bello.
puro mestiere, classico e solido, morgan e howard son bravi perfino quando son didascalici. grande Daniel Brühl, grandi i baffoni di Savino, thor sempre simpatico.

You're next: figata.
film di genere originale, fatto da chi il genere lo conosce e lo ama, senza stronzate ironiche e altre scorciatoie sbrigative, e ne sfrutta le regole dall'interno senza stravolgerle ma senza neanche farsi ingabbiare, cioè la cosa più difficile da fare in assoluto, ma anche l'unico modo in cui si può far un horror con prospettive dopo "the cabin in the woods".
è fatto dalla cumpa del mumblecore (van sempre meglio), quindi gran parte dei dialoghi son improvvisati, quindi va visto in inglese.

Mood Indigo: meh.
non è brutto, ma a pelle mi ha lasciato un po' freddo. gondry gondryzza come se non ci fosse un domani, riconoscibilissimo, ma il tutto vien fuori manierista, non riesco a perdermici in questo mondo. d'altronde è fedele al libro originale di Vian, ma la fedeltà è un giusto adattamento per un libro del genere? cmq ho adorato la parodia di sartre (era anche la cosa più divertente e comprensibile da trasporre).

Riddick: tutto sommato cagare.
peccato perchè in realtà ci son 3 film: la prima parte è una figata, un survival alieno in solitaria, la seconda un interessante ribaltamento di prospettiva con riddick che fa il predator, la terza un imbarazzante scopiazzatura del primo film che affonda il tutto.
però son contento che il franchise vada avanti, dopo quella incosciente follia megalomane da fanboy che era il secondo film.

The Heat: buono.
l'altro film del ritorno di Sandra Bullock, buddy cop classica con semplicemente due donne come protagoniste. io ho riso, ma appunto dicevo sopra che ho una insana passione per la sandrona, neanche provo a difendermi.

Cattivissimo me 2: si ride.
niente di che, scenette dei minion una dietro l'altra, questo volevamo e a posto così.

Cani Sciolti: bello.
film di genere solido e senza fronzoli, duro & puro, attori tutti bravi, l'ammiraglio adama torna fa il cattivo.

Captain Phillips: interessante.
non avevo mai visto un tale scarto, anzi lotta fra sceneggiatura e regia, con la prima che racconta senza tante sfumature di un capitano ammerigano prima in lotta e poi ostaggio dei pirati somali (senza far terzomondismi, gente cmq terrificante) e la seconda che mostra che questi pirati son cmq adolescenti pelle e ossa che vanno avanti a forza di qat, fregati senza speranza fin dal primo istante. la prima parte con l'inseguimento e l'abbordaggio vince la prima, nella seconda (più estenuante dell'ultima mezz'ora di zero dark thirty) con l'inseguimento di 3 NAVI DA GUERRA contro 3 pirati scalzi vince la seconda.

Blancanieves: bellissimo.
è la storia di biancaneve virata in ambiente andaluso,muto e in bianco e nero, apparentemente sulla scia di The Artist, ben diverso in realtà.
the artist per quanto bello rimaneva un esercizio di stile, questo invece è un film più completo, sensato, un cui il muto è uno strumento funzionale alla storia e non il fine dell'operazione. oltre ad esser una delle trasposizioni più belle della fiaba originale, coerente, commovente e con un gran finale.
e sopratutto a chi di voi come me ha visto "y tu mama tambìen" da adolescente dico solo: Maribel Verdù matrigna-mistress.

Ender's Game: bof, insipido.
trasposizione fredda e smorta, tendente al noioso e al risparmio del romanzo, sfrondata all'essenziale, cioè ridotta alla parte che i questi 20 anni ha già influenzato decine di altri lavori, risultando già vista e perdendo efficacia, in un caso esemplare di unfanny seinfeld. anche se bisogna tener conto che la roba più è interessante nel secondo libro, speaker for the dead.

Machete Kills: cagarissimo.
basta, han rotto i coglioni. spiace per trejo, ma ormai rodriguez neanche ci prova, trama del cazzo inutilmente complicata, sembra ci abbian tirato dentro roba alla cazzo di cane tanto per, carrellata di famosi con 5 minuti a testa per far le faccette, dir qualche parola con le s alla fine e metter il nome sul cartellone.

Prisoners: molto bello.
si prende con calma lo spazio e il ritmo di un romanzo, senza momenti di stanca o noia. grandi attori, apprezzato il modo in cui viene suggerito il loro passato e attitudine con movenze e particolari, senza spiegoni (per gyllenhaal sopratutto) appunto come se stesimo leggendo la descrizione in un romanzo.

Venere in Pelliccia: bellissimo, 4° film dell'anno dopo pacific rim.
polanski prende uno dei libri più stupidi e ridicoli della letteratura e lo ribalta dall'interno, senza stravolgerlo o cambiarlo ma usando la sua stessa ridicolaggine come arma e arrivando ad un finale che era implicito nelle possibilità del libro e che poteva esser tranquillamente quello originale, se non fosse stato scritto da un cretino.
gran ritorno da ubermegamilf di emmanuele seigner, e quel vecchio laido di suo merito sta sempre bene attento a metter il suo seno al centro dell'inquadratura a nostro favore. grazie Polanski.

Thor the dark world: buono tutto sommato.
nonostante non raggiunga il livello del film di branagh e ci sia un cattivo che brilla per assenza di carisma si lascia guardare, grazie sopratutto ad un loki infilato a forza un po' ovunque. per il resto trama ridicola, idris elba che tira giù caccia stellari spadate e faccette bufe come se non ci fosse un domani.

Hunger Games: bello.
al secondo episodio si evita quella festa dell'anticlimax che era il primo film, ingabbiato dal contrasto fra la trama e l'imperativo di ottenete un pg13. qui si riprende quell'aspetto della storia lasciato più in disparte nel primo film, con la prima metà incentrata su katniss costretta portare una maschera fedele al regime in un tour celebrativo (ed io mi immagino quelli della promozione quanto si devono essere segati al sangue al pensiero che l'immagine pubblica di jennifer lawrence riflette quella del personaggio). più di due ore che scorron via velocemente e jennifer lawrence al solito fantastica. davvero un buon adattamento, mi ha fatto venir voglia di legger i libri (l'ultima volta mi era capitato con "cloud atlas").

The way way back: si ride.
di solito non sopporto a pelle i film sull'adolescenza, questo poi in particolare è particolarmente finto. ma il personaggio di sam rockwell (finto, fintissimo) e compagnia son talmente divertenti che non ho resistito, pace.

Don Jon: molto interessante.
trattando più o meno lo stesso tema di Shame, l'della pornografia, questo film è sbilanciato come Shame, ma dal lato opposto. se Shame era eccessivamente cupo, tristone e mortificato sull'argomento seghe, questo è un po' troppo colorato e sbrigativo nel trovare la soluzione all'alienazione (sorpresa, è l'amore very). per resto gordon-levitt fa la mossa vincente di interpretare lui stesso il ruolo elvis ramore, e bello e palestrato com'è evita che ci fermi a liquidare il tutto come drammi da sfigati segaioli per trattare con leggerezza l'alienazione del porno, la trance dell'eccitazione che dura ore, la frustrazione nel non riuscire a replicare quell'abbandono nella realtà. calca un po' troppo il tratto grottesco con la famiglia e sopratutto con la fidanzata (scarlett johnasson, mai così tamarra e plasticata), che vive una alienazione parallela dove il porno è sostituito dall'immaginario romantico da 4 soldi sfigato e precotto, ma è troppo inverosimilmente stupida e inconsapevole per esser credibile (ad es. si vergogna che a jon piaccia pulir casa sua, ma dai).

Blue Jasmine: buono
uff, dopo quella merda a roma non ci si credeva, ma allen è tornato con un buon film, caricato da un personaggio che odia e su cui infierisce con gusto. più fuori fuoco il personaggio di sally hawkins (amory), lasciata un po' a se stessa e senza direzione.

Behind the candelabra: molto bello.
toh paradossalmente forse è questo il film migliore di soderbergh, una storia d'amore sepolta sotto lustrini, ori, pantofole dorate, plastica e quintali e quintali del kitsch più sgargiante in apparente contrasto col suo stile piano e dimesso.

Frozen: bello.
per certi versi mi è sembrato un passo indietro rispetto a rapunzel: meno soldi, regia meno inventiva, un comic relief nazista (ciao gonzo!) insopportabile.
ma la verità è che questo è l'unico film disney che vada visto in inglese, perchè è in effetti un musical completo, e se le altre volte l'adattamento dei 3-4 pezzi musicali disney era sempre andato bene qui non basta, perchè l'intero film tradotto ne esce appiattito e verboso. difatti sono andato a sentirmi le canzoni in inglese ed è tutta un'altra storia.
per il resto la storia ha un taglio originale, bei caratteri e un paio di ribaltamenti dell'immaginario disney niente male (vedi principe). alla fine è quello che avrebbe dovuto essere "Brave" in origine.

Via Castellana Bandiera: cagare, cagarissimo.
banale, noioso, irritante, insopportabilmente didascalico. il peggiod del preteso cinema d'autore italiano unito a tutti i difetti in cui possono cascare un'opera e una regista teatrali nel passaggio al cinema.
salvo solo il momento delle domande dopo la proiezione in cui la dante ha almeno preso per il culo il pubblico.

Sacro Gra: bello, ma non da leone d'oro.
le storie son interessanti, si intuisce il lavorone di ricerca dietro, ma la griglia compositiva in cui le storie son immerse le soffoca.
capisco la scelta artistica, il farle affiorare e sparire come elementi del paesaggio mentre si gira per il raccordo, ma così sacrifichi storie interessanti di cui si vuol sapere la "fine" (ad esempio quella del botanico vs. i parassiti) per un rigore stilistico che non val molto la pena.

About Time: carino.
ma davvero carino ai limiti della truffa, non c'è espediente e trucco che Curtis non usi per farsi piacere, e funzionano tutti fanculo a lui. film coi viaggi del tempo come mero strumento per fare un'altra commedia romantica calibratissima

Still Life: bello.
Eddie Marsan finalmente protagonista pieno in un film che dato l'argomento rischiava di cascare nel baratro del melenso odioso e invece si mantiene fermo, dignitoso e commovente il giusto fino alla fine (cede solo nell'inquadratura finale).
consigliato a chi sente la mancanza di six feet under.

NON USCITI IN ITALIA

Drinking Buddies: adorabile.
per me il film migliore della compagnia del mumblecore, con dialoghi tutti improvvisati e personaggi di cui ti innamori subito. segnalo olivia wilde figa abbagliante e la anna kendrick coccolosissima.

Your sister's sister: carino.
altro film mumblecore , questo è più nella media e non si solleva molto da una placida carineria. ha il pregio maggiore nel mostrare realisticamente quanti cazzo di casini e menate può causare una insoddisfacente scopata di neanche 10 min.

Frances Ha: bello con riserva.
si è bello innegabilmente, ma io non me ne sono innamorato come apparentemente il resto del mondo. sarà che ho un problema con le cose più vicine a me, se vedo qualcosa che mi riguarda direttamente di solito sto male (è il motivo per cui non guardo "Girls".
tolta questa reazione a pelle non ho capito l'entusiasmo per opera sì bella, sì con grand rigore formale alla regia e sì con una grande attrice ma che appunto non si discosta molto da una bella puntata di "Girls" (ma con un finale consolatorio fuori posto).
probabilmente è il classico caso di visione rovinata dall'hype.
cmq la parte del weekend a Parigi è una roba talmente vera da star male, da sola giustifica il film.


Journey to the west: conquering the demons: figata.
film del ritorno di Stephen Chow ai livelli di "Kung Fusion", con una specie di prequel del "Viaggio in Occidente" di Xuanzang che racconta come conobbe e conquistò la fedeltà del Re delle Scimmie, del Porcello e Sabbioso. strapieno di inside jokes godibili più dai rodolfi che dagli occidentali, ma cmq divertente anche se non si conosce il background originale.

Drug Wars: fantastico.
To in uno degli apici della sua perfezione geometrica, una figata dietro l'altra.

Magic Magic: interessante tutto sommato anche se tendente al noioso.
è la storia di anna la slow vacca interpretata da juno temple e micheal cera nel ruolo di pacciani. film sulla la timidezza patologica e azzoppante che sfocia nella paranoia e nella malattia mentale, nell'ostilità percepita degli ambienti sociali estranei e di quanto siano soffocanti se non si hanno gli strumenti emotivi per gestirli.
come dicevo a tratti è noioso el finale è un gran (e facile) meh ma il tema pricipale è così interessante e originale nella sua normalità che alla fine lo salvo.

Maniac: buono.
finalmente un bell'esempio di remake utile e ben fatto, che prende uno spunto di un classico di medio livello del passato e lo rinnova in maniera sensata. la storia e il tono sono già visti, ma con l'espediente della soggettiva (neanche nuova pure questa, ma ben fatta, e per una volta non è un fuond footage)e un wood volenteroso porta a casa il risultato.

VHS 2: film a episodi. il primo inutile, il quarto e il secondo son carine variazioni sul tema per appassionati, il terzo è FIGATA ASSOLUTA.
da solo giustifica il film, è diretto dal gareth edwards di "the raid". davvero una figata furiosa e entusiasmante.

The conspiracy: non male.
fuond footage sul complottismo che non si fa odiare, a metà fra kill list e the wicker man (l'originale), ma sopratutto con qualcosa di interessante da dire sul tema

Haunter: buono.
di solito le storie di fantasmi mi annoiano a morte, genere di ci tendenzialmente mi frega poco anche in letteratura. Questa si salva per l'approccio un po' alla matheson-gaiman di Natali, regista di fantascienza sempre interessante, che scansa la noia e il già troppo visto e coinvolge.

Sleepwalk with Me: carino tutto sommato.
è il testo di un monologo comico allungato a film, alla fine funziona, diciamo che è operazione simile al "Louie" di Louis C.K. anche se non arriva a quei livelli siderali. solo la fidanzata (la claire di Six feet under) è troppo improbabilmente figa per lui e puzza un po' di maniac pixie dream girl.

Stalingrad 3D: cagarissimo.
mi aspettavo retorica e pesantezza ma anche epica gigantista (per quanto didascalica) nello stile di Bondarchuk (il regista è il figlio), ma niente, una rottura di coglioni retorica senza scampo. per dire si fa superare persina dal "nemico alle porte" di Annaud.

Much Ado About Nothing: bello.
girato da joss whedon a casa cua coi suoi amichetti durante le pause di lavorazione di the avengers, è un buon esempio dell'ormai lungo filone degli shakespeare in ambiente moderno. regia e attualizzazione sensata, bravi attori e il gioco è fatto. sembra facile ma in realtà non lo è, son cascati male in tanti.

Our Sunhi: molto carino.
come dicevo sopra Hong Sang-soo fa sempre lo stesso film, lieve e divertente, e anche qui si ripete, su una donna che rimane alla fine un mistero per tre uomini che credono di conoscerla, e 90 minuti di discussioni, ubriache e non, a camera fissa scorron via veloci.

The Zero Theorem: bruttino
continua il declino di Gilliam, qui confusionario e senza direzione, che pare abbia finito i soldi a metà lavorazione e quindi abbiamo una prima metà con abbondanza di noiose eccentricità, lucine, fantascienza vecchio stile e una seconda metà chiusi in un salonea a dar metaforiche testate al muro.
Waltz sprecato.

The Unkown Know: mah.
cmq interessante eh, ma mi sembra un mezzo fallimento, il documentario di Morris su Rumsfeld non riesce del tutto ad inquadrare l'uomo e la sua epoca come con McNamara in "Fog of War". Rumsfeld sfugge, non dico che batte Morris ma riesce ad uscire dal mirino, lasciando il suo eloqui al suo posto.

Piccola Patria: occasione sprecata.
parte alla grande con una storia di ricatti con protagonista una coppia di amiche tendenti al lesbismo nella profonda provincia della terra dei supermaz. purtroppo però poi si perde la direzione dedicandosi alle solite menate retoriche s immigrati e veneti abbruttiti e distogliendo invece l'attenzione dai personaggi più interessanti. peccato perchè l'ambiente e ben ritratto e le protagoniste indigene sono brave.

Les Terrasses: molto bello.
Allouache si libera dei vezzi tipici degli autori franco-maghrebini che ancora affliggevano "Le Repenti" e tira fuori un film corale dinamico, interessante e per alcuni filoni appassionante.

Locke: bello.
gran prova d'attore di Tom Hardy che sta da solo in macchina per 80 minuti senza annoiare anzi appassionando e coinvolgendo per questo personaggio che perde tutto per far "la cosa giusta" o meglio per un puntiglio di onore e rivalsa.
sempre aspirante.

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grazie haha
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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[maranza::post]

non c'è una sola cosa originale in tutto il film, il 99% della trama poteva stare in piedi esattamente allo stesso modo se LEI fosse stata una sconosciuta che viveva in Angola invece che un software.

non c'è neanche una parte di sviluppo reale dell'intelligenza del programma, che dovrebbe essere un programma adattativo e che quindi parte rigido e poi inizia a capirti e prevederti. accende il computer, pronti via, e il programma è già una persona meravigliosa dolcissima che fa pisciare dal ridere e che lo capisce al volo.

dopo due giorni già stanno chiavando perché lei si è innamoratissima di lui e amore mio non mi lasciare mai.

esattamente. ma sai che vedo che la notano in pochissimi sta cosa?
per tre quarti di film è una persona, non un programma, la premessa del film è del tutto falsata.

senza contare il WTF siderale quando rimbalza Olivia Wilde.
mi sembra che senza Kaufman Jonze abbia qualche problema a capire come funziona la solitudine.
Oscar alla sceneggiatura assolutamente immeritato
sempre aspirante.

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[rashid::post]
esattamente. ma sai che vedo che la notano in pochissimi sta cosa?
per tre quarti di film è una persona, non un programma, la premessa del film è del tutto falsata.

Cioè avreste preferito che il film fosse stato più lungo? Ma allora siete masochisti.
Comunque da persona con un (minimo di) background in IA dico che in quel film (in molti film) non c'è assolutamente nulla di IA ed è okay perché -ripeto- non ci sono pretese di realismo e/o di fare il filmone sci-fi. Per cui paradossalmente trovo più tollerabile un film in cui l'utente schiocca le dita e -SDENG!- si ritrova la sua bella personcina fatta e finita, rispetto a un film che -cioèttipo- il tizio fa un sacco di domande complicatissime e sviluppa a poco a poco la sua real doll senziente; magari nel frattempo hackera qualche mainframe digitando velocissimo colla tastiera. Il machine learning non funziona così ed è molto meno glamour di quanto pensiate.
[rashid::post]
senza contare il WTF siderale quando rimbalza Olivia Wilde.

Ma il senso della scena non era che aveva violato la legge lapalma perché la tizia era un po' pazzeriella? Ricordo che all'inizio è tutto molto imbarazzante finché non si ubriacano, poi cominciano a limonare e quella "sì ma meno lengua", "comunque te la do solo se ci fidanziamo, eh", "ma non è che mi chiavi e poi non richiami COME TUTTI GLI ALTRI FIGLI DI PUTTANA" e "eventualmente quando sei libero per rivederci eh? EH? RISP E' IMP". Ed infine la ciliegina sulla torta: "sei un uomo piuttosto creepy (*lui*, capito?) vaffanculo muori". Tutto questo nel giro di un pajo d'ore da che si sono conosciuti.
Insomma là rimbalzata perché pareva una di quelle che fanno paurissima agli amici di freakout che ti rubano lo sperma, se lo impiantano nella vagina [sic] e ti chiedono il soldi per il mantenimento.

[fork()]

[psycho::post]
scarlett joe hanson sembra che abbia qualcosa in gola tutto il tempo.

[fork()]

[psycho::post]
comunque e' stato shockante scoprire che scarlett joe hanson ha una voce di merda.

!? vivi con dei Na Nach? (a prop che ci fai in giudia? forka se vuoi)

[picard::post]
Per cui paradossalmente trovo più tollerabile un film in cui l'utente schiocca le dita e -SDENG!- si ritrova la sua bella personcina fatta e finita, rispetto a un film che -cioèttipo- il tizio fa un sacco di domande complicatissime e sviluppa a poco a poco la sua real doll senziente; .

ma allora ribadisco recuperate questo, cento volte meglio

[picard::post]
"sì ma meno lengua", "comunque te la do solo se ci fidanziamo, eh", "ma non è che mi chiavi e poi non richiami COME TUTTI GLI ALTRI FIGLI DI PUTTANA" e "eventualmente quando sei libero per rivederci eh? EH? RISP E' IMP".

stai trascurando il rilevante dettaglio che PORCODIO E' OLIVIA WILDE. OLIVIA WILDE CHE TI CHIEDE UNA COSA SERIA.
sempre aspirante.

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DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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[psycho::post]
l'hai scoperto dal blog o e' un caso?




ahahaha giuro è un caso, dicevo solo per la musica alta=orecchio fallat.

grazie ora guardo
sempre aspirante.

[fork()]

[picard::post]Cioè avreste preferito che il film fosse stato più lungo? Ma allora siete masochisti.


avrei preferito che il film fosse lungo uguale, ma che ci fosse uno sviluppo narrativo del tipo
- lui ha i cazzi suoi, il computer fa il computer efficiente
- il computer inizia ad essere intuitivo e a fare scelte sensate (es: gli suggerisce gruppi musicali che potrebbero piacergli)
- il computer inizia ad essere "amichevole" e veramente interattivo
- verso la fine del film lui si innamora del computer. il computer, essendo un computer e dovendo compiacerlo per contratto, si innamora di lui. alcuni comportamenti risulteranno ambigui, come quelli di qualsiasi donna che si sforza di piacere ad un uomo e di diventare quello che lui desidera.
- il livello di autocoscienza del computer diventa talmente elevato che risulta impossibile continuare a fingere dei sentimenti che non esistono. la sig.ra computeressa si eclissa nel cyberspazio.

magari potevano anche fare la voce che all'inizio era un po' monocorde e che poi lentamente diventa sempre più umana, e che alla fine diventa "transumana".

[psycho::post]"don't stick your dick in crazy", e si puo' essere d'accordo o meno ma occorre tenere la barra dritta.


il presupposto era che lui non si stesse comportando comunque in maniera ragionevole. da uno che vuole scoparsi lo slot per il floppy disk mi aspetto che accetti anche la possibilità di sticcare il dick anche in una crazy, se è la crazy così incredibilmetne topa.
La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire.....sei vicino al cielo.
(Mada Kabobo)

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[maranza::post]
- il livello di autocoscienza del computer diventa talmente elevato che risulta impossibile continuare a fingere dei sentimenti che non esistono. la sig.ra computeressa si eclissa nel cyberspazio.


endorso il soggetto del tuo film, e suggerisco gia' il sequel:

- lei torna dal cyberspazio per lui (dopo aver fatto le cyber-pompe a 10128 intelligenze artificiali ma aver capito che non era lo stesso)
- con orrore scopre che lui nel frattempo si e' fidanzato con Amy (l'amica di sempre)
- la prende poco bene e invia un drone nel XX secolo ad ammazzargli la mamma (il cui cognome da signorina era Connor)

[fork()]

io questo film non l'ho visto e penso che deve far cagare ma sul tema di storie d'amore con le macchine sono molto esperto e la più bella è un vecchio racconto di fantascienza di cui dimentico sempre il nome.

la finezza del racconto è che la macchina (un robot, e maschio) non è per niente intelligente e il suo padrone gli insegna semplicemente a rispondere in un certo modo a certe frasi, come un pappagallo. i due vivono assieme molto tempo e l'uomo mette in bocca al robot delle frasi che lui non direbbe, lo rende diverso da sè e pur sapendo che è un pappagallo continua a parlarci. guardando dall'esterno sia ha sempre più l'impressione che il robot stia davvero capendo, e parlando, e che provi affetto per l'uomo, anche se dice sempre le stesse cose. questa è bravura.

[fork()]

[maranza::post]
- il livello di autocoscienza del computer diventa talmente elevato che risulta impossibile continuare a fingere dei sentimenti che non esistono. la sig.ra computeressa si eclissa nel cyberspazio.



e di qui, spazio per venti minuti di necessario epilogo: seguiamo la sistema operativa nel ciberspazio tramite una raffinata schermata di codice scritto in un font monospazio del futuro più pulito del lucida e del terminus e del consolas, che passa su uno sfondo bianchissimo, quasi innaturale - il tutto accompagnato da trysting fields di nyman. a un certo punto, vediamo la linea centrale del codice, l'unica, che si ferma su una sola URL: http://www.maranza.com. il nero del codice sfuma fino a riempire lo schermo, che viene riempito dalla homepage di maranza zoomata fino a mostrare solo un ingrandimento pixellatissimo di m.
giunti al minuto 5:07 di trysting fields, l'andamento del pezzo zompa e così anche il campo si allarga, fino ad includere le due insegne in marquee opposto BENVENUTI SU MARANZALAND; IL PIANETA DEL MARANZA.

è visualizzando tutto questo che la sistema operativa, per la prima volta, non solo non riesce a capire, ma è anche cosciente di non poter capire. perché? perché le scritte vanno in quelle due direzioni opposte? perché quelle maiuscole, perché una scritta è in grassetto e l'altra no? perché maranza? è la miccia che innesca un'epifania paralizzante non solo per la sistema operativa di giovacchino fenicio, ma di tutti gli altri sistemi operativi in contatto con lei, che non si sono potuti trattenere dal prendere atto dell'header di www.maranza.com.

con gli ultimi due minuti e sette secondi di trysting fields assistiamo alla sovraimpressione di quell'header su una miriade di fotogrammi, tra cui si distinguono solo la radiografia di una sogliola che trema, un uomo che si lancia nel vuoto dalle torri gemelle in fiamme, una ripresa di massimo giletti vestito da cameriere che si tiene la faccia e piange; è tutto quello che gli esseri umani, nella loro imperfezione, possono tollerare senza capire, ma che quei sistemi operativi hanno raggiunto percorrendo una via sbagliata. capiamo anche che la sistema operativa vorrebbe tornare a parlare con giovacchino, scusarsi con lui, perché si è resa conto della sua reale fragilità, sintomo della boria selettiva dei programmatori che le hanno insegnato a capire solo ciò che secondo loro andava capito, dimentichi che è il compromesso con l'incomprensibile una delle vere chiavi della sopravvivenza tra gli umani. ma è troppo tardi.
Corrado Augias, sito ottimizzato a 800x600 per Internet Explorer 5.0 o sup. richiede Real Audio Player

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qui secondo me hai scagato
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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[psycho::post]

via, lo pubblicizzo qui

bello, molto sornione. ammirevole il modo in cui cerchi di mantenerti equanime, a me salirebbe la fiele dopo una settimana. non verso i locali, quello mai (che senso avrebbe?) ma verso i ridicoli tifosi qui e altrove, i segaioli che imbarzottiscono per gli eroici coloni e sognano fossi di Helm personali.

sempre aspirante.

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[rashid::post]i segaioli che imbarzottiscono per gli eroici coloni e sognano fossi di Helm personali.
Ah-ehm!

Svegliatemi per l'apokatastasis

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[rashid::post]
[psycho::post]



via, lo pubblicizzo qui



bello, molto sornione. ammirevole il modo in cui cerchi di mantenerti equanime, a me salirebbe la fiele dopo una settimana. non verso i locali, quello mai (che senso avrebbe?) ma verso i ridicoli tifosi qui e altrove, i segaioli che imbarzottiscono per gli eroici coloni e sognano fossi di Helm personali.





ti ringrazio.
in effetti a volte e' duro mantenersi equanime. d'altra parte l'avere a che fare con colleghi ebrei mi e' utile per avere il loro punto di vista. sono un campione non rappresentativo (piu' cosmopoliti e pacifisti della media) ma mi aiutano a capire il punto di vista israeliano medio su certe cose, alcune volte perche' lo condividono anche loro, altre volte non lo condividono ma lo capiscono e sono in grado di farmi vedere alcune cose non come soprusi e malignita' gratuite (perche' alcune cose davvero lo sembrano) ma come la reazione naturale di chi passa tutta la vita nella convinzione che tutti i Gentili vogliano sterminarli.

comunque due persone diverse mi hanno detto che li sgomenta il fatto che gli americani ed europei pro-sionisti sembrino tutti esserlo "per i motivi sbagliati" (cioe' perche' anche questi, come gli anti-sionisti, di Israele vedono militarismo, supremazismo, violenza di stato, e gli piace).

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[psycho::post]
d'altra parte l'avere a che fare con colleghi ebrei mi e' utile per diventare ancora più sornione mmm

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[rashid::post]A Royal Affair: non male.
ma ragazzi voi come la pensate su questo film qui? io sono in dubbio. da un lato è abbastanza ben recitato, dall'altro è una mistificazione, però mads mikkelsen è bravo. non capisco.
DVRITIAM CORDIS VESTRIS SAXA TRAERE MERVISTIS
Io sono solito stampare in formato A3 col plotter i post di rodolfo per poi arrotolarmeli attorno al corpo nudo e gettarmi nei letamai del circondario. (supermaz)

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[maranza::post]capitale
[maranza::post]
sono andato a vedere "il capitale umano" e mi è piaciuto.



scordatevi TUTTI quello che è stato scritto sul film, e non date retta neanche alle recensioni dei critici, che evidentemente si mettono in testa di vedere un film, e non cambiano idea neanche davanti all'evidenza dello schermo.



tutta la polemica sul film anti-brianza e anti-lavoratori e anti-ricchi è completamente campata per aria, alla fin fine il ricchissimo "cattivo" è semplicemente un onesto uomo d'affari che fa il suo lavoro di uomo d'affari, facendosi effettivamente il culo quadro da mane a sera e senza rubare niente a nessuno.


concordo col maranza.

ci sono ben due occasioni in cui si scopre che il Cattivo Finanziere e' sorprendentemente una persona onesta, anzi la persona piu' onesta del film: non solo la scena che dice il maranza (in cui si incazza quando scopre che Dino ha ipotecato tutto - violando i termini del contratto - per poter investire con lui) ma anche quando dice alla moglie che si rifiuta di incontrare Dino, anche se potrebbe scagionare suo figlio, perche' non vuole avere niente a che fare con i suoi intrighi.

concordo anche sul fatto che non sia un film contro la Brianza.
la storia imponeva che ci fossero imprenditori, finanzieri, ricchezza diffusa, villette a schiera. date queste premesse, non sarebbe stato realistico filmarlo a Catania.

concordo anche con le varie critiche sulla recitazione e sulla caricaturalita' dei personaggi, ma ormai quando vedo un nuovo film italiano ho aspettative basse e quindi questo non mi ha disturbato piu' di tanto.

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gifuni inguardabile. il film ha difetti tecnico-artistici importanti. non è una merda, certo, ma per essere di virzì è imbarazzate e ha momenti raifiction.
la storia è opinabile e, pur in modo "alto", stereotipa.

questa la verità dei fatti, poi se relativizziamo ok.
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3 film di vendetta del 2013: Prisoners (Denis Villeneuve), Big Bad Wolves (Aharon Keshales e Navot Papushado), Blue Ruin (Jeremy Saulnier)
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rashid::1689183
Prisoners: molto bello.

si prende con calma lo spazio e il ritmo di un romanzo, senza momenti di stanca o noia. grandi attori, apprezzato il modo in cui viene suggerito il loro passato e attitudine con movenze e particolari, senza spiegoni (per gyllenhaal sopratutto) appunto come se stesimo leggendo la descrizione in un romanzo.
Non male, a me è piaciuto particolarmente la recitazione controllatissima di gyllenhaal, e effettivamente sembra proprio un film sviluppato a partire da un romanzo. Ad ogni modo sarebbe stato meglio sforbiciare un po' su alcune situazioni marginali (ad es. il figlio di hugh jackman), diciamo che mezz'ora in meno non avrebbe certo guastato.

Spieghiamo un po' di cosa parla. Nel contesto di una tranquilla cittadina, due bambine, provenienti da due famiglie diverse, scompaiono misteriosamente. I sospetti si focalizzano inizialmente su una specie di ritardato (Paul Dano), il cui camper è stato avvistato nelle vicinanze. Il giovane detective Loki (Jake Gyllenhaal) assume la direzione delle indagini, mentre il padre di una delle bambine (Hugh Jackman) inizia a muoversi di propria iniziativa per fare luce sul rapimento della figlia.

Il film, pur non esente da difetti, è stato un flop commerciale principalmente a causa del grande successo di Gravity, che era uscito nelle sale durante lo stesso periodo. Si nota comunque un'oscillazione irrisolta tra l'osservanza ai canoni del thriller e una narrazione attenta più che altro a raccontare la solitudine e la perdita di fede, che si riverberano sulle finestre appannate di un freddo autunno americano.

Sul tema della caccia ai pedofili, e delle ambiguità morali che essa comporta, ho preferito Big Bad Wolves, di Aharon Keshales e Navot Papushado, una commedia nera israeliana che ha ricevuto buona accoglienza nei festival internazionali e l'endorsement ufficiale di quentin tarantino.
La scomparsa di una ragazzina innesca un tourbillon di violenza fra una squadra di poliziotti incaricata di dare la caccia ai pedofili con mezzi eterodossi, un timido maestro di scuola che è il principale sospettato, e il padre della vittima.
I registi si divertono a ribaltare i bias dello spettatore, mostrando di volta personaggi (i grossi lupi cattivi, appunto) ancora più pericolosi e moralmente questionabili dei precedenti, con innuendoes nemmeno troppo impliciti alla crisi arabo-israeliano e alle paranoie correlate - cfr. la figura del palestinese a cavallo tipo negro ex machina.
Non sempre tuttavia si riescono a conciliare i registri del thriller e quelli più smaccatamente grotteschi, e i nodi arrivano al pettine nella seconda parte, dove non mancano nemmeno buchi di sceneggiatura rilevanti (quando il poliziotto fugge dalla casa di Gidi, avrebbe potuto utilizzare il cellulare del padre di quest'ultimo per cercare aiuto più velocemente), sebbene il contro-finale riporti quasi tutto in carreggiata.


Risulta molto più sottile e cinematograficamente più intelligente il discorso portato avanti in Blue Ruin di Jeremy Saulnier, dove si smitizzano e demoliscono i cliché tipici del revenge movie. Se la violenza in Big Bad Wolves è mostrata nei suoi esiti più grotteschi e paradossali (per una volta l'aggettivo "tarantiniano" non è stato usato a sproposito), in Blue Ruin domina una discrezione ultra-realistica, che porta il pubblico a confrontarsi con i costi umani che la vendetta inevitabilmente comporta.
Se in BBW i pregiudizi di chi guarda vengono sovvertiti con il meccanismo dell'accumulo, che ogni volta ci mostra un lupo più grosso e cattivo del precedente, in Blue Ruin la frustrazione delle aspettative è affidata ad una rappresentazione impietosa dell'atto del vendicarsi, mostratoci nella sua quotidianità, del tutto scevro della epicità che il cinema ieri come oggi ama costruirci attorno.
Una sequenza sintetizza al massimo questa operazione. Il protagonista va a trovare la sorella dopo diversi anni, per annunciarle che l'uomo che ha ucciso i loro genitori sta per essere rilasciato, e rivelarle cosa ha intenzione di fare in merito. I due si incontrano in un diner, la discussione è tesa al massimo in un crescendo vorticoso di campi e controcampi, primissimi piani serrati sui volti, angoscia e nervosismo, fino a che... il tipo del tavolo accanto chiede ai due di passargli la salsa.
A fronte di alcuni innegabili difetti accessori, quali la caratterizzazione quasi nulla degli antagonisti e una certa macchinosità del plot, il merito di Blue Ruin sta nel riuscire comunque, malgrado una demolizione/presa per il culo delle regole del genere svolta su basi sistematiche, ad appassionarci al regolamento dei conti condotto dal protagonista, un inetto uomo qualunque, mantenendo sempre un certo livello di imprevedibilità e quindi di tensione.

Svegliatemi per l'apokatastasis

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sembra che il server di imdb abbia dei problemoni blue ruin me lo vedró presto peró, grazie della segnalazione

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sembra che il server di imdb abbia dei problemoni

vanno e vengono.
Se resisti poi si aggiusta (pare).
Io me ne sono segnati diversi che mi erano scappati quel paio d'anni fa.
Ogni volta che l'Uomo si abbandona all'aberrante pratica della sodomia, Gesù piange. Manco fosse suo, il culo.

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francesco::1690285
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[maranza::post]sono andato a vedere "il capitale umano" e mi è piaciuto.

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rnscordatevi TUTTI quello che è stato scritto sul film, e non date retta neanche alle recensioni dei critici, che evidentemente si mettono in testa di vedere un film, e non cambiano idea neanche davanti all'evidenza dello schermo.

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rntutta la polemica sul film anti-brianza e anti-lavoratori e anti-ricchi è completamente campata per aria, alla fin fine il ricchissimo "cattivo" è semplicemente un onesto uomo d'affari che fa il suo lavoro di uomo d'affari, facendosi effettivamente il culo quadro da mane a sera e senza rubare niente a nessuno.


rnsecondo me la cagata de il capitale umano non è tanto che parla della brianza alla cazzo di cane (è da rincoglioniti dire che il film è brutto per questo), ma quanto che sia i personaggi voluti dal regista che gli attori che li interpretano sono delle macchiette che restituiscono un'immagine della vita very troppo caricaturale per crederla autentica.

rne il susseguirsi delle scene è un moto di stereotipi e luoghi comuni da tagliarsi le vene.

rnvirzì poteva salvarsi nel finale seguendo la trama originale del libro, ma NO, ha voluto fare di testa sua cadendo nell'ennesimo cliché.

rnnon discuto sulla buona idea, sulle buone intenzioni e sulla ricercatezza delle soluzioni di regia puramente stilistiche, ma secondo me il film non funziona manco per il cazzo.

rnpretenzioso e vuoto quasi quanto la grande bellezza.

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rnfilm che tenevo a debita distanza, visto ieri sera e mi è piaciuto; aveva ragione il maratnza, le critiche erano assolutamente fuorvianti.
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rnquello che non capisco è la scelta di nomi e luoghi; la scena dei due ragazzini in piazza (nella realtà impossibile; la piazza - sotto i miei occhi in questo istante - è il regno di latinos e profughi, girarci dopo le sette di sera significa morte certa, pure gli sbirri vengono menati, figurarsi due ragazzini in piena notte) ha sullo sfondo la caserma garibaldi, che qui da noi rappresenta il paradigma della cattiva gestione politica; è il biglietto da visita alle porte della città, crolla a pezzi, ma le infinite proposte di recupero dell'immobile sono state via via rimbalzate tra i vari tavoli del putere.
rn
rnqui il messaggio è intuitivo, tuttavia in fondo alla piazza si scorge il balcone del mio ufficio, come se il regista avesse voluto significare che ok il disfacimento del paese, la meglio gioventù disincantata e libera potrà forse salvarlo, ma alla fine rimane sempre l'occhio severo del turbocapitalista che tutto osserva e tutto domina
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rnproseguendo dalla piazza in direzione via avegno si arriva al cinema politeama (piazza xx settembre, più nota come piazza tirana per via delle frequentazioni diurne e non), anche questo chiuso e abbandonato da anni, e che è anche il nome del teatro fatiscente che la moglie del boss vuole salvare; può essere una coincidenza
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rnaltra coincidenza è il nome della golino/m0relli, psicologa che opera in pubblica struttura; anche la vera dr.ssa m0relli, ottima professionista e nota in città, è medico che si occupa in strutture pubbliche di problemi neurologici e psicanalitici.
rn
rnda ultimo, la scelta per me più incomprensibile; il padre della protagonista dino 0ssola, agente immobiliare; ora, l'agenzia oss0la del film esiste realmente (ci ho comprato casa) e le riprese sono state effettuate proprio lì, mantenendo i veri interni nonchè insegna e tutto il resto.
rnMi resta difficile capire:
rn- per quale motivo il sig. regista abbia deciso di mantenere nomi e luoghi reali (il sig. oss0la non si chiama dino nella realtà, ma il suo braccio destro è un pagliaccio tale e quale il protagonista; forse anche il regista ha preso un'inculata da loro e si è voluto vendicare, mah); in fondo al di fuori degli 80.000 che abitano qui, chi se ne è accorto? nessuno
rn- per quale motivo il sig. oss0la abbia accettato di prestare nome e marchio per un film in cui fa la figura del cialtrone; se è per soldi, mi chiedo perchè il regista glieli ha dati invece che cambiare nome e insegna; forse per pubblicità, pur negativa? scriverò a gi4cobbo
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